Home / Controlli e Frodi / Banane stupefacenti: il dolce frutto tropicale usato come copertura per trasportare cocaina

Banane stupefacenti: il dolce frutto tropicale usato come copertura per trasportare cocaina

bananes sur table en vieux boisAbbiamo già parlato, lo scorso mese di maggio, del ritrovamento di 500 kg di cocaina in un carico di caffè destinato alla fabbrica Nespresso. È però soprattutto nei carichi di banane che si registra il maggior numero di rinvenimenti di polvere bianca. Secondo un rapporto pubblicato nel settembre del 2021 dall’Europol, i porti principali in cui la cocaina approda in Europa sono quelli di Anversa, Rotterdam e Amburgo e da lì viene poi smerciata negli altri Paesi. Solo nel porto di Rotterdam, nel 2021, ne sono state sequestrate 70 tonnellate. L’ultimo episodio dello scorso anno, sempre nello stesso scalo, è stato un maxi ritrovamento da 4,2 tonnellate in un carico di banane provenienti dall’Ecuador. Poco dopo, nel gennaio di quest’anno, un carico da 400 kg, occultato tra i caschi di frutta, riesce a superare i controlli doganali ed arriva per errore nei magazzini di una catena di supermercati del Montenegro, dove i dipendenti segnalano alle autorità l’anomala scoperta.

L’Italia, ovviamente, non è esente dal problema e, lo scorso aprile, nei porti di Civitavecchia e di Gioia Tauro, nascosti tra i frutti tropicali vengono scoperti dalla Guardia di finanza e dagli ispettore dell’Agenzia delle dogane rispettivamente 400 kg e oltre 650 kg di ‘polvere bianca’. Il carico di Civitavecchia è stato rinvenuto da  Per un cane antidroga Per alle prese con un controllo ordinario. Il carico scoperto a Gioia Tauro è il risultato di una complessa analisi su oltre 2 mila contenitori, fatta con l’ausilio di sofisticati scanner. Quest’ultimo sequestro proveniva sempre dall’Ecuador ed era destinato al porto greco di Salonicco.

trasporto merci, silos impilati
Il traffico internazionale di cocaina, prodotta principalmente nell’area andina, avviene per via marittima o aerea, per mezzo di carichi di copertura

Le ultime scoperte risalgono allo scorso mese, quando una tonnellata di droga viene  rinvenuta nel porto di Rotterdam. Ma le notizie non sono finite. Risale a pochi giorni fa la denuncia dei dipendenti di un supermercato della Repubblica Ceca che, nello smistare delle banane provenienti probabilmente dalla Colombia, transitate per il porto di Amburgo e destinate ai loro negozi, hanno ritrovato più di 840 chili di polvere bianca.

L’uso del commercio di banane da parte dei trafficanti di cocaina sembrerebbe insomma particolarmente diffuso. L’America Latina costituisce infatti il principale esportatore di banane nel mondo, con una quota di mercato pari all’80%. Nello specifico, i maggiori esportatori, soprattutto verso l’Europa, sono Ecuador, con il 34% di esportazione mondiale, la Costa Rica, con il 16% e la Colombia, con il 13%. La cocaina, secondo i dati della direzione antidroga del ministero dell’Interno, arriva in Europa principalmente in carichi di copertura seguendo la via marittima ed è prodotta soprattutto nell’area andina del Sud America.

© Riproduzione riservata; Foto: Fotolia, Depositphotos

Da 12 anni ilfattoalimentare racconta con i suoi articoli cosa succede nel mondo dei supermercati, quali sono le insidie nelle etichette, pubblica le sentenze sulle pubblicità ingannevoli oltre che segnalare il lavoro delle lobby che operano contro gli interessi dei consumatori.

In questi anni ci hanno sostenuto decine di aziende grandi e piccole con i loro banner e moltissimi lettori con le donazioni.
Tutto ciò ha reso possibile la sopravvivenza di un sito indipendente senza un editore, senza conflitti di interesse e senza contributi pubblici.

Il Fatto Alimentare dà l'accesso gratuito a tutti gli articoli e ai dossier. Questo perché in rete tutte le persone hanno il diritto ad avere un'informazione libera e di qualità, senza il vincolo di dovere pagare. Tutto ciò è possibile grazie alle migliaia di lettori che ogni giorno ci leggono e ci permettono di sfiorare 20 milioni di visualizzazioni l'anno, senza la necessità di farcire gli articoli con pubblicità invasive.

Sostieni ilfattoalimentare ci vuole solo un minuto clicca qui. Se vuoi puoi anche sostenerci con un versamento mensile.

Roberto La Pira

  Chiara Cammarano

Guarda qui

Nas all’opera nei negozi di Parma: falsi prodotti Dop, sporcizia, cibi scaduti, mancanza di tracciabilità

I Carabinieri del Nas di Parma hanno svolto controlli mirati a garantire la sicurezza alimentare …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *