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I bambini che bevono più succhi 100% da adolescenti mangiano più frutta secondo uno studio (finanziato dall’industria)

bambiniAbituare i bambini in età prescolare a bere succhi di frutta al 100% significa anche, indirettamente, abituarli a consumare regolarmente frutta e verdura quando diventano più grandi, senza che ciò abbia ripercussioni sul peso. Questo il risultato di uno studio pubblicato dai nutrizionisti della Boston University su BMC Nutrition nel quale sono state indagate le abitudini e la salute di 100 bambini che avevano preso parte al grande studio chiamato Framingham Children’s Study (dal nome della cittadina del New England messa sotto esame fin dal 1948), che avevano tra i 3 e i 6 anni all’inizio della rilevazione e dei quali erano disponibili dati per un periodo di almeno dieci anni.

Il risultato è stato che chi era stato abituato a bere almeno 230 ml circa di succo di frutta 100% al giorno, una volta diventato adolescente, consumava circa una tazza in più di frutta in generale e mezza tazza (*) in più di frutta con la buccia al giorno rispetto a chi, invece, da piccolo aveva bevuto abitualmente 100 ml di succo ogni giorno, o meno. Riportando i consumi a un indice che definisce l’aderenza alle linee guida, chiamato Healthy Eating Index (HEI), i primi, nei dieci anni analizzati, avevano in media un valore di sei punti più alto rispetto ai secondi.

Secondo uno studio, finanziato parzialmente dall’industria, i bambini che consumano più succhi 100% da adolescenti mangiano più frutta

Al di là delle quantificazioni, raccontano poi gli autori, si vede nettamente come i ragazzi che da bambini bevevano pochi succhi di frutta, via via che crescevano li abbandonavano e, insieme ad essi, la frutta in generale, limitandone sempre di più il consumo. Gli altri, invece, diminuivano il consumo di succhi ma non quello di frutta, e avevano una probabilità, da adolescenti, di rientrare nelle linee guida nutrizionali sulla frutta 3,8 volte superiore rispetto a chi da bambino ne consumava di meno. Infine – dato molto importante – i ragazzi che avevano bevuto più succhi e continuavano a mangiare frutta non erano più grassi degli altri: il loro indice di massa corporea era in linea con l’andamento generale della fascia di età di appartenenza.

Va detto che questo studio è stato in parte finanziato dall’associazione dei produttori di succhi di frutta Juice Products Association, che però, stando a quanto dichiarato, non ha interferito. In passato ci sono stati altri studi che hanno messo in luce come i succhi possono apportare più calorie del necessario, perché contengono molti zuccheri, sommando quelli naturali a quelli aggiunti. Tuttavia, i succhi al 100% oggetto di questa indagine di solito non sono addizionati con zuccheri diversi da quelli già presenti, e risultano quindi essere i migliori, da questo punto di vista. L’abitudine a una corretta alimentazione, nella quale la frutta giochi un ruolo importante, si prende da bambini.

(*) Lo studio ha misurato il consumo di frutta in tazze (cups), l’unità di misura usata nelle linee guida nutrizionali americane.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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8 Commenti

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    I limiti dello studio, molto valido comunque, sono messi nero su bianco nel testo originale stesso cioè si esamina un piccolo campione di soggetti e per di più in un contesto territoriale e sociale troppo omogeneo.
    Dopodichè i succhi spremuti freschi meritano per me il voto massimo ma non sono da abusare , manca la fibra e altri componenti solidi e invece si assumono troppi zuccheri anche se naturali.
    Quelli in vendita poi o vengono addizionati di piccole quantità di conservanti , forse sono male informato ma mi sembra di aver letto che sotto un certo limite anche l’anidride solforosa può non essere dichiarata, oppure sono sottoposti a pastorizzazione che si porta via molte vitamine e inoltre vengono anche chiarificati molto spesso.
    Quindi sugli scaffali succhi 100% frutta più qualche piccolo disvalore ignoto.
    Si tenga conto inoltre che a dispetto delle immagini stampate sulle etichette il grado di maturazione della frutta utilizzata a volte è inimmaginabile.

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    I bambini che mangiano tanta frutta poi da grandi mangiano tanta frutta.

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    “i succhi al 100% oggetto di questa indagine di solito non sono addizionati con zuccheri diversi da quelli già presenti”

    Per legge in europa come negli stati uniti nei 100% non si può ovviamente aggiungere zuccheri, altrimentimenti non sarabbero dei 100% frutta.

    Per Gianni
    nei succhi di frutta e nei nettari di frutta, per legge, non si può aggiungere conservanti.

    La pastorizzazione porta via il 5% di vitamina C, quindi quasi niente, indicativamente sono 30 secondi a 85°C, la frutta viene lavorata appena colta e l’unico scarto è la buccia e il nocciolo; non ho mai conosciuto nessuno che mangia la pesca con la buccia (quella con il pelo che si usa per i succhi)

    L’unico succo chiarificato è la mela

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      EH????? Cioè butti la buccia della pesca???? ma sei fuori???? tra l’altro ricchissima di licopeni.
      Ecco poi i succhi 100% frutta son fatti con purea di frutta ( io non conosco succhi fatti direttamente dalla frutta…credo l’unico sia l’ananas) . Processo industriale complesso, non saprei dire quante vitamine rimangono.
      Ma mangiarsi una pesca no?

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    Grazie per la rassicurazione sui conservanti.
    Le mie linee guida sono che le spremute si fanno e si bevono entro al massimo un’ora per non disperdere vitamine e composti volatili e non sono mai equiparabili ai valori della frutta fresca per una lunga serie di motivi diventando un alimento non bilanciato.

    https://www.viedellasalute.it/index.php/2016/12/04/succo-di-frutta-100-e-norme-europee/
    Dopo lavaggio e pulitura della frutta si procede ad estrarre con mezzi meccanici il succo che viene pastorizzato sia per mantenere il più al lungo possibile la “freschezza”, inattivando gli enzimi, sia per eliminare microrganismi.
    ——“Quindi ricadiamo nel caso di cibo che perde nella lavorazione e nel tempo di passaggio da produttore a consumatore finale microorganismi utili ed enzimi che servirebbero a facilitare la digestione”.——

    Il succo estratto dal frutto può essere sottoposto a un processo di concentrazione, eliminando una determinata parte dell’acqua contenuta ed ottenendo un prodotto intermedio: il succo concentrato, per essere agevolmente trasportato……….
    ——-” concentrato come ? immagino col calore, quindi altro calore in più, altre vitamine ossidate in più ( anche senza la concentrazione a me risulta una perdita tra il 30 e il 40%di vitamina C ) e poi altra acqua questa volta inorganica”——–

    Un’altra categoria di bevande a base frutta, disciplinata dalla su citata direttiva è identificata come “nettari di frutta“, ottenuti esclusivamente da puree di frutta, che devono avere un contenuto minimo obbligatorio di frutta, compreso tra il 25 e il 50%, a seconda del tipo di frutta utilizzata, cui si aggiungono acqua e ZUCCHERI. Non è ammessa l’aggiunta di coloranti né aromi e possono essere venduti con la denominazione di “succo e polpa di…”.
    ——–Quindi i nettari possono essere addizionati ?!!! ———

    Quanto alla qualità della frutta utilizzata rendo atto che le mie informazioni sono datate almeno un paio di lustri , cioè da quando ho lasciato la prima linea in mercato ma allora succedevano le cose che ho citato nel precedente commento.

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    Però lo sapevo di aver letto qualcosa in merito ed era proprio in questo portale, si riferiva alla lista degli allergeni che possono essere non dichiarati:

    Anidride solforosa negli alimenti: va sempre indicata tra gli ingredienti? Risponde l’avvocato Dario Dongo
    Dario Dongo 23 Gennaio 2017
    I solfiti sono l’unica categoria di ingredienti allergenici da sempre soggetti a una soglia di tolleranza (1), appunto definita in 10 mg/kg, che è da riferirsi al prodotto finito e non ai singoli ingredienti.
    (1) La soglia di tolleranza era invero già prevista nella cosiddetta “Direttiva allergeni”, dir. 2003/89/CE, e ha trovato conferma nel successivo regolamento UE 1169/2011

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      e infatti sono un problema…c’è gente che dice di essere allergica a certa frutta , specie quella esotica. In realtà è allergica ai solfiti con cui la frutta è trattata e non viene indicato.

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    Lascia sgomenti leggere il livello di integralismo di alcuni commenti: bianco vs nero, natura buona vs industria cattiva, frutta bene vs succhi male assoluto.

    Questo modo di ragionare è estremamente dannoso: tutti siamo d’accordo che mangiare un frutto sia meglio che bere un succo, ma far passare in maniera integralista questo messaggio porta al risultato che la maggior parte dei bambini non mangeranno il frutto, non berranno il succo e mangeranno o berranno qualche junk food.

    Evito poi di commentare l’acqua “inorganica”…

    Ben vengano i succhi 100%, anche pastorizzati, anche concentrati, anche con quantità trascurabili di anidride solforosa, se l’alternativa è il junk food.