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Bambini malnutriti, alimenti fortificati con l’omega-3 Dha per proteggere le facoltà cognitive

Negli stessi giorni sono stati pubblicati due studi che indagano sull’infanzia da due prospettive opposte. Da una parte quella dei bambini malnutriti, di cui bisogna preservare le facoltà intellettive, oltre che la salute nel suo insieme, con supplementi alimentari adeguati. Dall’altra quella dei bambini troppo nutriti, cui vengono date anche bibite zuccherate fin dai primissimi anni di vita, con il rischio che anche questo, come il suo contrario, ne comprometta le performance cognitive.

Nel primo caso, lo studio è stato condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, che da anni si occupano di mettere a punto alimenti che possano fornire, in modo economico e facile da gestire e somministrare, tutto ciò di cui un bambino malnutrito può avere bisogno, cioè preparati chiamati ready-to-use therapeutic food (Rutf). Questo tipo di cibo, finora, conteneva elevate concentrazioni di acidi grassi omega-6, ma i ricercatori di Saint Louis hanno dimostrato che per proteggere lo sviluppo fisico e soprattutto mentale dei bambini è meglio aggiungere meno omega-6, e aumentare un particolare tipo di omega-3.

I ricercatori hanno testato un alimento terapeutico che contiene Dha, un omega-3 che si trova in pesci come il salmone, e altri prodotti

Come hanno poi riferito sull’American Journal of Clinical Nutrition, gli autori lo hanno verificato sul campo selezionando oltre 2.500 bambini di età compresa tra i sei mesi e i cinque anni provenienti dalle zone rurali del Malawi, tutti affetti da malnutrizione acuta, ma non in condizioni critiche o tali da richiedere un ricovero. Li hanno alimentati per otto settimane con la versione standard del Rutf, con una che conteneva genericamente più omega-3 e meno omega-6 o, ancora, con una che conteneva un omega-3 specifico, il Dha (cioè l’acido docosaesaenoico). Dopo sei mesi hanno analizzato la situazione da diversi punti di vista.

I ricercatori hanno così dimostrato che la versione con più omega-3 e Dha aveva fatto migliorare sensibilmente le performance cognitive, con un aumento medio dei punteggi relativi del 22%. Circa un bambino su due aveva recuperato pienamente le facoltà superiori, ma senza riduzione dei livelli di omega-6, il loro punteggio ai test del quoziente intellettivo sarebbero 10 punti più bassi della media. Inoltre i benefici, evidenti anche dal punto di vista fisico, sono rimasti stabili per sei mesi, a conferma di un’efficacia duratura. Questi risultati potrebbero avere ricadute importanti, perché ai primi di dicembre è previsto un meeting del Codex Alimentarius, un organizzazione dell’Oms/Fao che stabilisce le linee guida e i codici di buone pratiche per la produzione e il commercio internazionale di alimenti, in cui gli autori dello studio proporranno di correggere le formulazioni, soprattutto quelle rivolte ai bambini.

girl drinking a drink through a straw from a can
Uno studio ha valutato l’effetto delle bevande zuccherate sulle performance cognitive dei bambini

Nel mondo, circa 16 milioni di bambini con meno di 5 anni soffrono di malnutrizione, e un milione non sopravvive: per questo è fondamentale trovare il modo di curarli sempre meglio, e di prevenire danni irreparabili. E a fronte di questo sembra quasi assurdo il problema posto dall’altro studio, pubblicato su Health Economics dai ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio: quello dei bambini che rischiano deficit cognitivi per lo zucchero contenuto dalle bibite. In questo caso, la ricerca è stata condotta su poco meno di 500 bambini in età prescolare, maschi e femmine, cui è stata data una bevanda zuccherata, e poco dopo è stato somministrata una serie di test per verificare le capacità di ragionamento matematico. I maschi sembrano risentire in senso negativo dell’innalzamento degli zuccheri, perché i punteggi peggiorano, mentre le femmine, al contrario, migliorano leggermente.

Probabilmente le reazioni di un cervello in crescita indotte dallo zucchero assunto con un liquido sono più complesse di quanto si pensasse, e fino a quando non saranno del tutto chiarite sarebbe meglio non dare bevande zuccherate a bambini così piccoli.

© Riproduzione riservata Foto: fotolia.com, Reginald Lee/Washington University (foto di testa), depositphotos.com, stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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