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Aquabounty: il salmone che cresce il doppio in metà tempo è a rischio. Associazioni in causa contro la scelta della FDA di ammetterlo per il consumo umano

salmone affumicato
Il salmone GM cresce il doppio in metà tempo: ma molte aziende hanno già detto di non volerlo vendere

Non c’è pace per Aquabounty, il salmone geneticamente modificato messo a punto venti anni fa, ma che solo da pochi mesi ha ricevuto l’autorizzazione della Food and Drug Administration per il consumo umano. Diverse associazioni ambientaliste, tra le quali il Center for Food Safety, il Food and Water Watch, lo Friend of the Earth e alcune di pescatori e produttori di prodotti ittici, hanno intrapreso un’azione legale per bloccare la vendita, basando incentrando la causa sulla scarsità di dati sull’impatto ambientale del salmone GM.

Come abbiamo già scritto le uova di questo salmone (sterile) – che cresce il doppio di quello normale in metà del tempo grazie all’inserzione di un gene per l’ormone della crescita – saranno prodotte in Canada e poi trasportate a Panama per la schiusa, la crescita e la fase successiva di cattura e lavorazione. Solo a questo punto la carne GM viene trasportata negli Stati Uniti per la vendita. Un percorso così lungo,  favorisce l’incremento dei rischi di incidenti e di dispersione nell’ambiente, con conseguenze che non sarebbero state valutate. La situazione non migliorerebbe più di tanto qualora, come previsto, tutta la filiera si spostasse negli Stati Uniti. Anche se il salmone GM è sterile, la sua presenza nelle acque libere potrebbe comportare uno squilibrio delle specie – alcune delle quali, come i salmoni del Pacifico e quelli del Golfo del Maine, sono già state dichiarate a rischio estinzione – per la eventuale competizione per il cibo i cui effetti, al momento, non sono prevedibili.

salmone OGM
Il salmone GM della Gemneral Mills è ilprimo aninmale ammesso approvato per il consumo: il ricorso vuole evitare un precedente

Il ricorso ha altre due finalità. La prima è fermare l’autorizzazione di allevare specie animali geneticamente modificate (il supersalmone rappresenta il primo esempio), senza che siano disponibili informazioni sufficienti. Questo significa spingere il Congresso a occuparsi della materia evitando di cercare nelle pieghe dei vecchi regolamenti norme per una materia del tutto nuova. La seconda ragione è fare pressione  per introdurre l’obbligo di segnalare in etichetta in modo chiaro un prodotto GM o l’impiego di un ingrediente GM ( oggi queste indicazioni sono presenti solo nei prodotto dello stato del Vermont), insieme a una sorta di opera di persuasione morale sulle aziende, affinché prendano posizione. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, la General Mills che alleva i salmoni,  ha  dichiarato di essere intenzionata a introdurre la dicitura in etichetta.  Alcune catene della grande distribuzione come Kroger e Target hanno preso posizione dichiarando di non avere intenzione di vendere il salmone GM né prodotti che lo contengono come ingrediente.

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

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    Milioni di anni di evoluzione fino a qualche anno fa ci hanno consegnato mari e fiumi pieni di pesci, ora vogliono stravolgere questa situazione, in nome della ricerca scientifica.
    Questa è la scienza odierna e questi gli aspetti inaccettabili della cieca follia distruttiva per qualche dollaro in più!
    Questi inventori di cibi alterati, causa dell’esplosione di allergie, alterazioni ormonali e genetiche conseguenti, vanno fermati prima che sia troppo tardi.
    L’approccio scientifico è razionale e non può riconoscere esperimenti incoerenti con la natura causale degli eventi prodotti, perché sarebbero incontrollabili, quindi non conosciuti ne replicabili dal contesto.
    Il fatto stesso stesso che debbano allevare femmine sterili, dimostra tutta la loro consapevole malafede scientifica.