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Api: le perdite sembrano meno gravi del previsto, lo dice uno studio dell’Unione Europea su 32.000 colonie di 17 paesi

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La moria delle api è meno grave del previsto. Lo ha stabilito uno studio realizzato in Europa

Buone notizie per le api europee: la perdita delle colonie è meno grave del previsto. Lo ha stabilito il più grande studio mai realizzato in materia, l’indagine EPILOBEE, finanziata dall’Unione Europea con 3,3 milioni di euro, condotta su quasi 32.000 colonie di 17 paesi europei e relativa al periodo compreso tra la fine del 2012 e l’estate del 2013. (Scarica Report e Infografica)

In generale, le coloniie sono diminuite di una percentuale variabile tra il 3,5 e il 33,6%, in misura maggiore nei paesi del Nord Europa, perché l’inverno è stato molto freddo. L’Italia si situa in buona posizione, dal momento che ha perso il 5% degli alveari.

I 1.350 ispettori assunti ad hoc, coordinati dall’Università inglese di Reading, hanno effettuato ben 96.000 analisi (utilizzando per i risultati soltanto uno dei 26 laboratori nazionali di riferimento, convalidati e riconosciuti) con lo scopo di fare una fotografia accurata della situazione.

 

Hanno così scoperto, oltre ai dati generali sulla sopravvivenza, che la prevalenza del cosiddetto American Foulbrood (ABF) o peste americana, è presente, ma in una percentuale di casi più bassa del previsto (da zero all’11% degli alveari). La malattia è causata dal batterio Bacillus larvae che può portare alla distruzione dell’alveare, e preoccupa molto oltreoceano e in Australia.

La peste europea, veicolata dal batterio Melissococcus plutonius, è stata trovata solo in cinque paesi comunitari e sempre in piccole percentuali di alveari (che solo in uno stato superano il 2%).

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Api europee: nell’immagine si può osservare la mortalità delle api nei vari paesi

La varroa, altro parassita temutissimo, è invece presente quasi ovunque.

 

Lo studio adesso proseguirà con approfondimenti delle diverse minacce alle api continentali, a partire da quella costituita dai neonicotenoidi.

Pochi giorni fa, la International Union for the Conservation of Nature ha reso noto che un quarto delle 68 specie di api selvatiche europee è a rischio estinzione a causa dei mutamenti climatici, e ha sottolineato che il dato è molto preoccupante, perché anche le specie libere danno un grande contributo all’impollinazione

In Europa vi sono circa 630.000 apicoltori e 16 milioni di alveari, che riescono a produrre 234.000 tonnellate di miele; l’importazione è invece di 165.000 tonnellate.

 

Agnese Codignola

© Riproduzione riservata

Foto: Thinkstockphotos.it

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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