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Amazon aderisce alla colletta alimentare. Da oggi spesa solidale online

pacco alimenti aiuto Amazon

Al via oggi la spesa solidale su Amazon.it. Per dieci giorni Amazon aderisce alla colletta del Banco Alimentare, che quest’anno si fa con gift card e online. I clienti potranno partecipare e scegliere una selezione di prodotti che verranno poi spediti ai magazzini del Banco Alimentare. “Quest’anno – riferisce l’Agenzia stampa Help Consumatori – la tradizionale colletta alimentare si è spostata principalmente online, a fronte delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Amazon.it offre quindi la possibilità di effettuare donazioni di prodotti anche sul proprio store. E inaugura la raccolta donando i primi 500.000 pasti al Banco Alimentare”.

Sul sito del gigante dell’e-commerce, dal 1° al 10 dicembre, i clienti che visitano la pagina Amazon.it/bancoalimentare possono aggiungere al carrello i prodotti inclusi nella selezione “Banco Alimentare”. Una volta effettuato l’acquisto, i prodotti selezionati saranno devoluti alle circa 8.000 strutture caritative convenzionate che sostengono oltre 2.100.000 persone in difficoltà. I prodotti disponibili comprendono generi alimentari a lunga conservazione, prodotti alimentari per l’infanzia, conserve in scatola e molto altro ancora.

logo colletta alimentare
Quest’anno la colletta alimentare si fa online

«È un vero onore per noi poter sostenere la Colletta Alimentare, un gesto di donazione che da anni coinvolge milioni di italiani e, in questo momento di emergenza, è ancora più decisivo», sottolinea Giorgio Busnelli, Director consumer goods Amazon.it e Amazon.es.

La colletta alimentare “dematerializzata” si svolge quest’anno dal 21 novembre all’8 dicembre. Saranno disponibili alle casse dei supermercati card da 2, 5 e 10 euro che verranno convertite in prodotti alimentari per le persone in difficoltà. Da qui il claim di quest’anno. «Abbiamo cambiato la formula per motivi di sicurezza sanitaria – spiega Giovanni Bruno, presidente della fondazione Banco alimentare Onlus – e dato vita ad una colletta “dematerializzata”, che si svolgerà nei supermercati, attraverso gift card, e online. Per questo la partnership con Amazon e il loro sostegno risultano particolarmente preziosi. È un periodo complesso in cui sempre più persone si trovano in difficoltà ed è quindi importante riuscire a utilizzare tutti i canali possibili per tenere accesa la solidarietà e aiutare chi ha bisogno. La spesa online negli ultimi mesi è diventata uno strumento sempre più presente nella quotidianità di molte famiglie e avere partner che consentano di donare cibo anche attraverso questa modalità è fondamentale».

Fonte Help consumatori

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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4 Commenti

  1. Avatar

    Mi stupisco dello spot incredibile offerto a Amazon, ditta che non brilla certo per eticità e trasparenza. Non mi sembra opportuno amplificare in un articolo così positivo la magnanimità della ditta, che in questi periodi di pandemia, come scritto da Mauro del Corno su ‘Il fatto Quotidiano’ del 27/11 scorso: “ha aumentato i suoi ricavi del 40% rispetto all’anno prima. Nei primi 9 mesi dell’anno il gruppo ha incassato 260 miliardi di dollari, vale a dire 70 miliardi in più del 2019 che era già stato un anno record. I profitti hanno superato i 14 miliardi di dollari, ossia 5 miliardi in più dell’anno prima. Questo ancora prima che iniziasse il ricco periodo delle vendite natalizie che, per Amazon, si preannuncia a sua volta da record.”
    Il giornalista sottolinea che “Amazon ha destinato meno di un decimo dei suoi guadagni aggiuntivi per premiare i suoi dipendenti. Nel frattempo, grazie al raddoppio del valore di borsa di Amazon, il patrimonio di Bezos ha superato i 200 miliardi di dollari, con un incremento di 50 miliardi nel corso dell’anno. La somma distribuita ai suoi dipendenti [come gratifica natalizia ai dipendenti della logistica] equivale ad un centesimo di questa cifra.”
    Invito a leggere tutto l’articolo disponibile online: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/27/mancia-di-natale-per-i-dipendenti-amazon-300-euro-lordi-a-testa-in-tutto-420-milioni-un-centesimo-di-quanto-ha-guadagnato-bezos-nel-2020/6018690/ per i particolari.
    Peccato per ‘Il fatto alimentare’, mi sembra che in questa occasione l’aggettivo ‘indipendente’ non sia adeguato per definire la vostra informazione.

    • Valeria Nardi

      Gentilissima, senza dubbio Amazon deve migliorare molti aspetti della sue politiche e Lei ha fatto bene a puntualizzarlo nel commento. In passato anche Il fatto Alimentare si è occupato di alcune carenza dell’azienda sul piano delle informazioni ai consumatori. In questo caso ci siamo concentrati maggiormente sull’iniziativa di solidarietà, in quanto riteniamo che visti i tempi difficili per molti cittadini, la collaborazione con un colosso come Amazon, possa dare un impulso notevole alla raccolta di cibi per il Banco Alimentare. Detto questo non vediamo come la scelta di divulgare questa notizia ci renda meno “indipendenti”.

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      Concordo con l’autrice dell’articolo, compreso l’ultimo paragrafo. Mi sembra che si tratti di informazione, e in questo caso per un buon fine. Sebbene io abbia qualche remora sulle donazioni tramite acquisto (partecipo comunque alla colletta alimentare) perché se da una parte permette anche a tanti volontari di dare una mano, dall’altra se le organizzazioni ricevessero non la merce ma il loro valore, i soldi insomma, potrebbero acquistare in grosse quantità alla fonte con prezzi migliori e più facile logistica.
      (la cosa è vera in particolare per le raccolte di merci destinate ai paesi poveri, dove certo vi sono spese di spedizione non indifferente. Con i soldi si potrebbe acquistare più vicino alla destinazione)

  2. Avatar

    concordo con gabriella. iniziative di solidarietà fatte da queste aziende mi sanno tanto di foglia di fico