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Mozzarella con aflatossine dall’Italia e salmonella in semi di sesamo… Ritirati dal mercato europeo 52 prodotti

allerta mozzarella
Allerta mozzarella e latte crudo italiano per la presenza di aflatossine

Nella settimana n°24 del 2014 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi sono state 52 (7 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).

 

L’elenco comprende un’allerta per la presenza di aflatossine in mozzarella e latte crudo dall’Italia (distribuiti in Austria, Repubblica Ceca, Grecia, Italia, Olanda, Portogallo, Slovenia, Svezia, Svizzera, Regno Unito).

 

Roasted sesame seeds
Presenza di Salmonella spp. in semi di sesamo da Senegal

Nella lista dei lotti respinti alle frontiere e/o delle informative sui prodotti diffusi che non implicano un intervento urgente troviamo: presenza di Salmonella spp. in semi di sesamo da Senegal; massiccia infestazione parassitaria da nematodi in gallinella rossa (Aspitrigla Cuculus pesce della famiglia delle triglie) congelata dalla Francia; eccesso di diossine in mais da Ucraina; presenza di tossina di Shiga, prodotta dal gruppo Escherichia coli, in carne di cervo refrigerata dall’Austria; livello di migrazione globale troppo elevato, di coltelli cinesi; presenza di insetticida (clorpirifos) in legumi (Vigna unguiculata) provenienti dalla Repubblica Dominicana.

 

Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato, la Spagna segnala la presenza di una sostanza non autorizzata, il litio, in integratore alimentare.

 

Valeria Nardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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3 Commenti

  1. Scusate,ma sarebbe possibile indicare quali sono i prodotti con numeri di lotto,come facciamo a riconoscerli solo con il paese di provenienza?

    • Valeria Nardi

      Il Rasff “Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi” è una struttura coordinata a livello europeo. Molti Stati pubblicano i nomi delle marche i cui lotti sono oggetto di ritiro, richiamo o allerta. L’Italia non è tra questi; cioè neanche a noi è dato sapere di che prodotti si tratta. Abbiamo chiesto più volte alle catene di supermercati e al Ministero che questi dati fossero resi pubblici. la volontà non è di allarmare, ma di creare consapevolezza nei consumatori: anche facendo conoscere il rasff, le tipologie di alimenti, e i motivi di richiamo, si può aumentare la conoscenza del sistema di sicurezza alimentare europeo e italiano. Il Fatto Alimentare aveva anche lanciato una petizione: http://www.ilfattoalimentare.it/petizione-fatto-alimentare-parlamento-prevista-interrogazione-ministro-salute-allerta-alimentare.html

  2. Evidentemente lo stato è tale (ad esempio tutto il prodotto già individuato , ritirato e a disposizione ASL per distruzione) da non presentare, almeno in Italia, “pericolo immediato per la salute dei consumatori”. Del pari gli agricoltori i produttori del latte crudo saranno stati univocamente identificati e bloccati insieme ai mangimi inquinati.
    Nessun problema di “acquisto inconsapevole”. Conoscere marchi e lotti in tal caso serve solo a creare allarmismo e creare ulteriori danni