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Alimenti per bambini: troppi zuccheri. I pediatri chiedono un intervento radicale al governo

Alimenti per bambiniLa Gran Bretagna si è posta un obbiettivo: dimezzare entro il 2030 il tasso di obesità infantile (uno dei più alti dei paesi occidentali: è obeso un bambino su cinque nella fascia di età tra i due e i quattro anni). Ma a quanto sembra, per ora, non sono in molti a darsi da fare, a parte i medici e le autorità sanitarie. Lo dimostrano, indirettamente, due fatti degli ultimi giorni. Il  Royal College of Paediatrics and Child Health ha reso noto un documento nel quale punta il dito sull’eccesso di zuccheri negli alimenti per bambini, che creano pessime abitudini, causano carie, sovrappeso e obesità. L’associazione governativa Public Health England ha pubblicato un’impietosa analisi degli stessi alimenti, dalla quale emerge  quanto grande sia ancora la distanza che separa le buone intenzioni dalla realtà.

Nel documento dei pediatri si chiede un’azione globale a favore delle fasce più disagiate della popolazione e un aumento dei fondi pubblici (tagliati negli ultimi anni) per pediatri, nutrizionisti e per tutta la rete degli specialisti che ruota attorno al bambino, il rafforzamento del personale scolastico, degli assistenti sociali e di figure di supporto e il coordinamento delle diverse iniziative.

In merito al cibo, i medici britannici sottolineano come la concentrazione di zuccheri sia ancora molto alta, anche quando non ve ne sono di aggiunti, e chiedono l’adozione di limiti alla stessa, da imporre con leggi specifiche. Inoltre ricordano che molti alimenti non aiutano il bambino a imparare a mangiare da solo (sempre più spesso sono in forma di purea) e che la varietà soprattutto delle verdure è sempre più esigua.

I bambini amano il gusto dolce, ma non bisogna assecondare questa specificità; al contrario, è necessario sfruttare la loro curiosità e abituarli a sapori aspri e amari, o comunque non dolci come quelli delle verdure meno presenti negli alimenti pronti quali i broccoli o gli spinaci. Condanna ferma, poi, ai cibi consigliati dai quattro mesi, perché prima dei sei mesi compiuti bisognerebbe limitarsi all’allattamento al seno o al latte artificiale quando il primo non sia possibile, senza  dare zuccheri aggiunti. Piuttosto, sarebbero sempre da preferire la frutta fresca o il latte o i suoi derivati (non zuccherati).

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Bisognerebbe sfruttare la naturale curiosità dei bambini e abituarli a sapori aspri e amari

Punta il dito contro i produttori, invece, il rapporto di Public Health England, che dopo aver analizzato oltre 1.100 alimenti per bambini da uno a tre anni conclude che la situazione è semplicemente inaccettabile. In molti casi lo zucchero (di varia provenienza, anche naturale) rappresenta due terzi del peso (per esempio in alcuni prodotti alla frutta vi sono 67 grammi di zucchero su 100 di prodotto), le etichette non permettono quasi mai di comprendere la verità, la pubblicità è sempre presente anche se teoricamente dovrebbe essere molto limitata. L’allarme è giustificato anche dalla crescita del mercato degli snack e delle merende (+11% tra il 2017 e il 2018), che sta attraendo sempre più spesso bambini molto piccoli.

È evidente che non è così che si pongono le basi per un’infanzia sana, e ora molti specialisti sembrano chiedere misure più drastiche di quelle attuate finora. Prima che sia troppo tardi e un’intera generazione cresca irrimediabilmente in sovrappeso, con molte carie da curare e con uno stato di salute già compromesso.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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