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L’industria degli alcolici propone all’Ue l’autoregolamentazione su ingredienti e i valori nutrizionali in etichetta. Dissenso da cooperative e consumatori

birra bere uomo alcoliciLe associazioni europee dei produttori di alcolici hanno presentato alla Commissione Ue una proposta di autoregolamentazione per quanto riguarda l’indicazione in etichetta degli ingredienti e dei valori nutrizionali delle bevande alcoliche. La proposta, che è stata bocciata dal Beuc, l’associazione dei consumatori europea, è stata presentata dopo che un anno fa la Commissione Ue aveva presentato una relazione in merito, dando all’industria dodici mesi di tempo per formulare un’ipotesi di autoregolamentazione. Se la Commissione riterrà il progetto inadeguato, procederà con una valutazione di impatto, che porterà a una norma vincolante per tutti.

La proposta di autoregolamentazione presentata dall’industria prevede la possibilità di scegliere se mettere le informazioni sull’etichetta o limitarsi a indicare il sito web dove trovarle. Viene prevista solo l’indicazione delle calorie totali per 100 ml e non del contenuto di sali, zuccheri, proteine e grassi. Sull’indicazione degli ingredienti c’è stata una spaccatura all’interno del settore vitinicolo, con le cooperative italiane che non hanno sottoscritto la proposta, perché non prevede l’obbligo di indicare l’eventuale aggiunta di saccarosio nel vino, pratica vietata in Italia ma consentita in altri paesi, con l’eccezione di Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e di alcune aree della Francia. Contro l’indicazione del saccarosio tra gli ingredienti si sono schierati i paesi del Nord Europa. Come spiegato al Sole 24 Ore da Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vitivinicolo dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari, “ai consumatori va garantita informazione e trasparenza sull’elenco degli ingredienti. Se un’azienda fa ricorso al saccarosio, non può non indicarlo”.

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L’industria degli alcolici ha presentato una proposta di autoregolamentazione per le indicazioni in etichetta

Negativo il giudizio sulla proposta dell’industria da parte dei consumatori europei riuniti nel Beuc, secondo i quali le informazioni devono essere riportate sulle bottiglie, perché è irrealistico pensare che le persone spendano minuti per controllare online quante calorie ha un vino o una vodka. “È inaccettabile che le informazioni nutrizionali e la lista degli ingredienti delle bevande alcoliche rimangano opzionali, mentre sono obbligatorie per tutte le bevande analcoliche come succhi di frutta e bibite. Chiediamo nuovamente all’Ue regole vincolanti, e di porre fine ai privilegi di etichettatura del settore alcolico”, dichiara il Beuc.

L’attuale regolamento Ue (n. 1169/2011) esenta le bevande che contengono più dell’1,2% di alcol in volume dall’etichettatura obbligatoria dell’elenco degli ingredienti e della dichiarazione nutrizionale. Alcuni Stati (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Lituania e Romania) hanno mantenuto o adottato disposizioni nazionali che impongono ulteriori prescrizioni di etichettatura degli ingredienti o di determinati componenti, per alcune o tutte le bevande alcoliche. Ora la Commissione europea vuole arrivare a una regolamentazione armonizzata e uniforme per tutti gli alcolici e per tutti gli Stati. Un anno fa il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, ha dichiarato che non esiste “alcuna ragione obiettiva che giustifichi l’assenza della lista degli ingredienti e delle informazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche”.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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