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Bite Back 2030: grande successo della campagna degli adolescenti britannici per le etichette a semaforo obbligatorie

I ragazzi britannici si mobilitano contro l’obesità, ponendo la questione da un punto di vista abbastanza inedito. Rivendicano  il  diritto ad un’adolescenza sana, e a non essere considerati solo clienti cui proporre alimenti che fanno ingrassare e che, in definitiva, minacciano la salute. Per essere aiutati dalle autorità chiedono, attraverso l’iniziativa Bite Back 2030, l’introduzione delle etichette a semaforo obbligatorie, soprattutto sul junk food.

A raccontare questa storia è il Guardian che spiega come la campagna, patrocinata anche dal famoso cuoco e attivista Jamie Olivier, stia avendo un successo crescente grazie agli strumenti scelti da 12 dei membri nel consiglio direttivo, ovvero 12 ragazzi che sanno come utilizzare i social media, i video, i racconti di testimonial loro beniamini, di youtuber, di stelle dello sport e del cinema, e poi ricette, flash mob e altro tutti appartenenti al mondo giovanile. Lo scopo è far passare un messaggio in grado di trasformare l’invito a mangiare meno junk food, finora considerato un limite alla libertà di scelta, in un atteggiamento alla moda, che consideri quel cibo obsoleto e non più in linea con le tendenze più cool.

In quest’ottica, le etichette a semaforo possono essere di grande aiuto (non a caso aumenta il numero dei paesi che le sta adottando, l’ultimo è Israele), e per questo se ne chiede l’introduzione obbligatoria.

Nel Regno Unito il problema dell’obesità infantile sta assumendo proporzioni preoccupanti. All’età di 10-11 anni, un ragazzo su cinque è già obeso, e metà di quelli che hanno tra i 12 e i 15 anni sono in sovrappeso. Nonostante ciò le iniziative pubbliche intraprese da più parti non sembrano dare i risultati voluti. La speranza è che la mobilitazione diretta dei giovani e l’impiego di strumenti più efficaci possano contribuire a cambiare radicalmente la cultura alimentare delle nuove generazioni e a fermare folle corsa del peso.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

  1. Avatar

    Cioè, gli adolescenti (quindi non bambini) inglesi non hanno il tempo di occuparsi in proprio di quelle cose? Troppo occupati su Facebook?… Per dire, in GB avranno delle linee guida all’alimentazione del tipo di quelle italiane appena pubblicate, sù… Se le leggano! Non mi dicano che non sanno che fumo ed alcol fanno male… O che I panini stracolmi delle catene non sono il massimo della salubrità… Dove vivono?
    Se capisci che sei obeso, datti un pò da fare, informati, i tuoi neuroni sono nel periodo migliore della vita, imparano presto. Il resto, etichette a semaforo ecc., aiuta, ma non è indispensabile se vuoi capire