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Acqua Sant’Anna o Tè Sant’Anna, quell’etichetta è ambigua e confonde i consumatori

sant'anna the 3Al supermercato ho comprato sei bottiglie d’acqua minerale. Quando sono arrivata alla cassa ho pensato di aver sbagliato, visto che l’etichetta indicava “San thé, vero infuso di thé in acqua Sant’Anna”. Sono tornata indietro e ho chiesto ad un addetto se le bottiglie contenevano acqua o tè. È normale che su un’etichetta dell’acqua che acquisto ci sia la pubblicità di un altro prodotto? Ho fatto qualche foto con il telefono che vi invio, perché mi sembra una cosa da segnalare.

Mariangela

 

Risponde il nostro esperto di diritto alimentare, avvocato Dario Dongo.

 

La funzione legale dell’etichetta è spiegare in modo chiaro la natura e le caratteristiche del prodotto in vendita. In questo caso, come dimostrato dalle sue comprensibili incertezze e dalle foto che ci ha inviato le perplessità sono legittime.

 

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L’etichetta dell’acqua minerale Sant’Anna è confusa perchè il testo sovrappone la pubblicità del “Thé Sant’Anna” come si può vedere in questa foto

Da oltre trent’anni l’Europa ha stabilito che alcune notizie siano fornite in via obbligatoria su tutte le etichette degli alimenti preconfezionati. Tra queste indicazioni obbligatorie ce ne sono due fondamentali: la denominazione di vendita e la quantità del prodotto che devono essere riportate nello stesso campo visivo, per permettere al consumatore di comprendere in un colpo d’occhio, senza bisogno di ruotare o rovesciare la confezione, il tipo di prodotto e la quantità.

 

L’etichetta dell’acqua minerale Sant’Anna risulta difettosa da questo punto di vista, poiché la quantità (1,5 litri) è indicata su uno dei quattro lati dove però non è presente la denominazione di vendita e quindi non figurano nello stesso campo visivo come dice la norma. In compenso su questo lato troviamo l’immagine e la descrizione del tè Sant’Anna che è una bevanda diversa dall’acqua minerale contenuta nella bottiglia.

 

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È ammissibile sull’etichetta di un alimento la pubblicità di un altro prodotto? Il nuovo regolamento non è proprio chiaro

C’è di più: su entrambi i lati, frontale e retro dell’etichetta, si trova un guazzabuglio d’informazioni testuali e visive. La dicitura “San Thé, VERO INFUSO DI THÉ IN ACQUA SANT’ANNA” risulta addirittura più visibile rispetto alla denominazione di vendita “acqua minerale naturale”. Il consumatore può quindi confondersi e non capire se sta comprando acqua minerale o tè.

 

Si aggiunge un’ulteriore considerazione, su un tema che purtroppo è sfuggito al legislatore. È ammissibile sull’etichetta di un alimento la pubblicità di un altro prodotto? Il nuovo regolamento sull’informazione al consumatore nell’ambito alimentare (vedi anche l’ebook L’etichetta) si limita a dire che le notizie volontarie – come la pubblicità – non devono sottrarre spazio a quelle obbligatorie. Ad avviso di chi scrive, l’applicazione dei requisiti generali di facile comprensione delle informazioni sul prodotto e dell’etichetta, dovrebbero indurre gli operatori che intendano fare pubblicità di un altro prodotto a distinguere le sezioni in modo chiaro, anche dal punto di vista grafico.

 

 Dario Dongo

© Riproduzione riservata

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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11 Commenti

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    Mah, addirittura riportare indietro una confezione e chiedere all’addetto se si tratta di acqua o thè mi sembra esagerato ( dalla bottiglia non si capisce?).
    Comunque è un buon modo per fare pubblicità a Santhè, considerato che l’acqua minerale Sant’Anna è la più venduta in Italia. Bella strategia di marketing.
    Io ho provato Santhè e vi posso dire che è davvero un ottimo prodotto, forse superiore anche al suo competitor principale(prodotto sempre in Piemonte). E sono convinto che Santhè abbia messo in difficoltà anche il suo competitor principale, visto che sta ricorrendo sempre più frequentemente ad operazioni commerciali quali promozioni.

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      Per forza,il santhè è particamente uguale all’estathè,l’obbiettivo era copiarlo in tutto e per tutto:non si spiegherebbero gli stessi ingredienti e stesse percentuali di frutta presenti( 9,5% di succo di pesca).
      L’unica differenza è che l’estathè è tutto infuso,mentre nel santhè il primo ingrediente è l’acqua.Anche io avevo notato l’aggressiva campagna sulle bottiglie d’acqua,e l’ho trovata davvero eccessiva:al santhè non è dedicato un piccolo trafiletto,ma quasi tutta l’etichetta.A mio modo di vedere non è una manovra troppo corretta,in quanto può influire il consumatore a scegliere un prodotto piuttosto che un’altro.

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    Mariangela ha perfettamente ragione.
    In quanto all’acqua ‘più venduta in Italia’, vorrei sapere da ‘Lettore’ come ha ottenuto questa informazione. E’ veritiero che un sondaggio, aria fritta, non può essere un valore di riferimento, e neppure i bilanci delle aziende che rivendono acque imbottigliate. Si dovrebbe tenere in considerazione la quantità di litri venduti, che non è certificabile.

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    “Laura”, se si fa una breve ricerca su Google può benissimo vedere che l’acqua Sant’Anna è la più venduta in Italia.
    http://www.gazzettaeconomica.it/LACQUA_SANTANNA_IN_CIMA_ALLA_CLASSIFICA_DEI_PRODOTTI_PI_VENDUTI–ida_921738915.html

    Il fatto di aver creato un prodotto (Santhè) simile a quello del concorrente non significa averlo copiato. Fino a prova contraria, non credo che l’azienda piemontese concorrente abbia il copyright di produrre thè in bicchierini. Tanti anni fa ci aveva provato la Sanpellegrino (Nestlè) a produrre thè in bichierini, ma l’esperienza si rivelò un fallimento. La Sant’Anna, invece, sta pian piano imponendosi come concorrente agguerrito nel settore delle bibite piatte producendo un ottimo prodotto. E tutto va a vantaggio dei consumatori, visto che i prezzi si abbassano. E vedere Ferrero ricorrere a stratagemmi come multipack o offerte promozionali fa capire come l’intento di Sant’Anna sia stato pienamente raggiunto.

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      bhe,sono quasi identici negli ingredienti:
      Santhè:
      Ingredienti: acqua, succo di pesca (9,5%), zucchero, infuso di the (acqua, the), destrosio, correttori di acidità: acido citrico, citrato di calcio; antiossidante: acido ascorbico; aromi.

      Estathè:ingredienti:Infuso di the‚ (acqua,the), succo di pesca (9,5%), zucchero, aromi, destrosio, succo di limone, esaltatore di sapidità (acido ascorbico), acidificanti (acido citrico, citrato di calcio).

      inoltre il formato è palesemente ispirato al diretto concorrente.200 ml di the si possono mettere anche nel tetrapack come fanno coi succhi di frutta.
      Quindi è evidente che è una copia dell’estathè in tutto e per tutto.
      Che poi la concorrenza comporti minori costi per i consumatori,ben venga,ma diamo a Cesare…
      Se proprio dovessi scegliere tra estathè e santhè,bhe almeno l’estathè è tutto infuso…

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    Sì. “Lettore”, se tu avessi letto il mio commento, avresti capito che una statistica non ha nessun valore, come ho motivato, e ne so molto di ricerche di mercato.
    … “nella classifica stilata da uno dei più accreditati enti che si occupano di ricerche di mercato.” E’ una statistica, non un dato di fatto.
    Pertanto ogni considerazione è relativa ad una statistica, e non a dati di fatto.
    Leggere, eh!

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    Se smuovesse le dita e facesse una ricerca (non di mercato) al posto di fare commenti acidi, ne troverebbe a bizzeffe di articoli che attestano la leadership di Sant’Anna nel segmento delle acque minerali.
    http://www.labanconota.it/cover-story/il-miracolo-di-santanna.html
    http://adrianomoraglio.blog.ilsole24ore.com/a-ritmo-di-export/2013/04/ad-acqua-santanna-non-basta-pi%C3%B9-litalia-nel-2013-campagna-mercati-esteri.html

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    Non sono dati comparati, si passa da un sondaggio che non ha nessuna base attendibile a dati pubblicitari, idem: si parla di quantità di un solo marchio, non di maggior vendita confrontata ad altri dati reali. Sono due fonti pubblicitarie, non dati effettivi comparati. Le ‘bizzeffe’ sono solo dati di quel marchio. Comunque, caro ‘Lettore’, la invito a pensare che non tutti hanno le dita (giusto per correttezza e rispetto verso chi legge) e l’acidità la leggo solo nella sua risposta.

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    Ma l’azienda titolare del marchio Santàl non coglie una imitazione scorretta?
    O forse ne coglie , nella confusione, pubblicità gratuita e senza rischi?

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    Cara “Laura”, sviare l’attenzione di una discussione su un prodotto chiamando in causa i diversamente abili per distogliere l’attenzione dalle proprie affermazioni non le fa onore.

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      Caro “Lettore”, le concedo tutto il Suo disonore; io credo che l’educazione sia alla base di ogni comportamento: commento solo i dati di fatto e non le persone, come sta facendo Lei, e i miei riferimenti sono evidenti risposte ai Suoi commenti che non fanno parte dell’argomento ma sono rivolti alla mia persona. E non ne capisco il motivo. Dalla mia parte, la capacità di aver dimostrato che non ci sono dati valenti sull’affermazione iniziale. Offendermi non è una risposta, è solo palese maleducazione.