Ricercatore, scienziato o tecnico con guanti, mascherina e occhiali protettivi, maneggia beuta con acqua o liquido trasparente

L’ULSS3 Serenissima sostiene che abbiamo pubblicato “informazioni non veritiere” negli articoli sul cattivo odore dell’acqua minerale San Benedetto. Problema riconosciuto dalla stessa azienda.

Dopo la pubblicazione dell’ultimo articolo sulla vicenda dell’acqua minerale San Benedetto dal cattivo odore, in cui abbiamo raccolto altre 17 segnalazioni di lettori e lettrici, l’ULSS3 Serenissima ci ha scritto per contestare la nostra ricostruzione degli eventi. In particolare ritiene che nell’articolo siano presenti “informazioni non veritiere” circa i controlli effettuati sull’acqua segnalata. Di seguito la lettera dell’ULSS3 Serenissima.

La nota dell’ULSS3 Serenissima

Ogni possibile controllo, nel rispetto delle normative, a tutela dei consumatori 

L’Azienda sanitaria del Veneziano ha messo in campo ogni possibile azione, attraverso il proprio Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN), per verificare le segnalazioni relative alle confezioni di acqua minerale San Benedetto Ecogreen, giunte a ilfattoalimentare.it.  Il SIAN svolge presso lo stabilimento San Benedetto, in tutto l’arco dell’anno, Controlli Ufficiali (audit, ispezioni e campioni).  Nel dettaglio esegue, tramite apposito piano, numerosi e puntuali prelievi di campioni, che vengono successivamente analizzati presso il Laboratorio ARPAV, valutando in ogni caso anche i parametri organolettici. Nel corso del solo 2025, sono stati effettuati 58 campionamenti di acqua minerale naturale – linee di produzione, 5 campionamenti di MOCA, 34 campionamenti di acqua potabile-pozzi: a seguito dei 97 campionamenti, e delle conseguenti analisi, non è stata riscontrata alcuna non conformità.

Il Servizio si è attivato anche a seguito della segnalazione pervenuta dall’ATS di Brescia, riguardante il lotto di Acqua minerale San Benedetto numero 07LA5295R: come già peraltro comunicato anche alla Redazione ilfattoalimentare.it dando seguito ad ogni possibile verifica, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente, mettendo in atto tutte le azioni possibili, proprio per tutelare i consumatori; neppure attraverso queste verifica suppletive è stato possibile riscontrare alcuna difformità nella produzione. 

In riferimento alla seconda segnalazione, e tenendo conto anche di quanto riportato da ilfattoalimentare.it, ulteriori controlli si sono svolti presso lo stabilimento San Benedetto, finalizzati al mantenimento di adeguati standard di qualità ed in particolare alla verifica delle procedure riguardanti la gestione dei reclami e delle non conformità riferite ad aspetti organolettici e dell’applicazione delle stesse. Il Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Azienda sanitaria veneziana, quindi, ha messo in campo ogni azione consentita dalle normative e dai protocolli, e continua a dar seguito alle segnalazioni che riceve come da suo compito, a tutela dei consumatori, e a svolgere tutti i controlli ufficiali sia su segnalazione che seguendo una programmazione. 

san benedetto ecogreen 2026Alcune doverose precisazioni

Le oltre 20 segnalazioni ricevute dalla nostra redazione riguardano l’acquisto di acqua minerale San Benedetto maleodorante. Un problema che in almeno due casi la stessa azienda ha riconosciuto, scrivendo direttamente ai consumatori che si sono lamentati. Dalla lettera emerge che l’anno scorso l’ULSS3 ha effettuato 97 campionamenti presso San Benedetto senza riscontrare criticità, a fronte di 3 miliardi di litri commercializzati. Si tratta, tuttavia, come indicato nella lettera, di controlli effettuati sulle linee di produzione e su campioni prelevati presso lo stabilimento. Il punto sollevato nei nostri articoli riguarda la possibile comparsa di alterazioni organolettiche in bottiglie distribuite nei punti vendita imbottigliate da settimane o mesi, considerando che il termine minimo di conservazione dell’acqua minerale è di almeno un anno.

Su questo aspetto – cioè sulla verifica del prodotto lungo la filiera commerciale o su campioni conservati nel tempo – la nota dell’ULSS non fornisce elementi specifici. Per questo motivo negli articoli abbiamo scritto che “non sono state fatte analisi”. La frase non si riferiva ai controlli ufficiali in stabilimento, ma a verifiche sulla salubrità di alcuni lotti di acqua minerale presenti nei supermercati.

Resta quindi una discrepanza tra i risultati dei controlli ufficiali, che non evidenziano criticità e le segnalazioni sul cattivo odore in alcuni lotti di bottiglie già in commercio (problemi confermati in almeno due casi dall’azienda). Ad oggi, per quanto risulta alla nostra redazione, San Benedetto non ha disposto alcun richiamo o ritiro del prodotto. Analogamente, l’ULSS3 Serenissima ritiene che non vi siano elementi per adottare misure come il ritiro o l’allerta. Resta tuttavia un elemento di fondo: il consumatore ha il diritto di acquistare un prodotto conforme anche sotto il profilo organolettico, cioè privo di odori anomali. Le segnalazioni ricevute indicano che l’azienda, in alcuni casi, potrebbe non aver rispettato questo requisito. In assenza di chiarimenti sulle cause di queste anomalie continueremo a informare i lettori.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, inviata da un lettore

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