Le iniziative dei supermercati contro lo spreco alimentare sono lodevoli, ma serve più chiarezza per i consumatori sui tempi di conservazione e la sicurezza
Tutte le principali catene di supermercati, ormai da alcuni anni, offrono in vendita a prezzo scontato i prodotti prossimi alla scadenza contro lo spreco alimentare. È un’iniziativa interessante, che si aggiunge agli accordi per donazioni ad enti assistenziali, in atto per alcune catene da molti anni. La catena Coop, con il progetto “Buon fine”, riservata solo ai soci, propone a prezzo dimezzato alimenti vicini alla scadenza, e questo cattura l’interesse di molti clienti, non mancano però alcune criticità. In alcuni punti vendita di Coop Alleanza 3.0 abbiamo visto situazioni diversificate e sembra che molto sia lasciato all’iniziativa dei singoli supermercati, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli.
Il cesto “Buon fine”
In generale i prodotti vicini alla scadenza si trovano in un cestone, o una parte del banco frigo, segnalata dal cartello “Buon fine”. Cartello che secondo noi non mette in evidenza in modo abbastanza chiaro il fatto che i prodotti offerti in quel settore devono essere consumati entro breve tempo. Si dà spesso per scontato che i clienti conoscano il senso del progetto, mentre non è sempre così, quindi per approfittare delle offerte è meglio essere “preparati”.

Innanzitutto, è importante distinguere la data di scadenza dal termine minimo di conservazione. Nel primo caso, che riguarda alimenti deperibili, come carne o pesce fresco, troviamo la dicitura “da consumarsi entro il…” ed è indicata la data oltre la quale il prodotto non è più sicuro per la salute. Nel secondo caso, che riguarda prodotti come la pasta, il riso, il miele e lo scatolame, troviamo la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il” ed è indicato il limite oltre il quale non sono garantite le proprietà organolettiche, ma oltre tale data il cibo è ancora sicuro.
A volte i cestoni “Buon fine” contengono alimenti non deperibili vicini al termine minimo di conservazione, come merendine, farina, integratori e anche un liquori; quindi, non si tratta di prodotti rischiosi per la salute.
Il pane del giorno prima
Non si corre nessun rischio nemmeno acquistando il pane prodotto il giorno precedente, come si vede nella foto qui sotto, scattata il 4 ottobre, che mostra pane prodotto il 3 ottobre. Bisogna però notare che la situazione non è molto chiara e ho dovuto sollevare l’etichetta del prezzo per vedere la data in cui il pane è stato preincartato.

In altri casi, invece, abbiamo visto prodotti deperibili da consumare il giorno stesso o il successivo. Le foto qui sotto, per esempio, scattate il 23 settembre, mostrano una confezione di pollo in parti che deve essere consumata entro il giorno dopo (24 settembre) e arrosticini pronti per la cottura da consumare entro il giorno stesso.


In questi casi di prodotti deperibili da consumare il giorno stesso o il successivo, ci sembrerebbe opportuno evidenziare che andrebbero consumati in giornata. La vendita nel giorno di scadenza è consentita, quindi non si tratta di un’irregolarità, ma la gestione e il monitoraggio continuo di questi prodotti ad altissima deperibilità rappresentano operazioni complesse per il personale ed è necessaria attenzione da parte di chi fa la spesa.
Può rappresentare una criticità anche il fatto che, nella fretta di rietichettare i prodotti, alcune informazioni importanti vengano coperte. Nella verdura confezionata, per esempio, non viene indicata una data di scadenza, bensì la data di confezionamento, questa però a volte è coperta dall’etichetta che viene apposta sul prezzo originario per evidenziare l’offerta (per esempio i pomodori ciliegini o l’uva). Oppure può essere coperto l’elenco degli ingredienti o la tabella nutrizionale, soprattutto nelle confezioni più piccole.

“A fine giornata” contro lo spreco alimentare
Oltre all’iniziativa Buon fine, riservata ai soci, la catena Coop propone in offerta con lo slogan “A fine giornata” prodotti preincartati il giorno stesso, come pasticceria, o piatti pronti a base di carne o di pesce, con sconti che vanno dal 30% al 50%, da consumare entro breve tempo…non è però chiaro quanto rapidamente.I filetti di merluzzo panati della foto qui sotto, per esempio, sono venduti a prezzo dimezzato, ma l’etichetta omette la data di confezionamento.

Lo stesso vale per la crostata che vediamo nella foto sotto: non è presente alcuna indicazione relativa alla data di preparazione o a quella indicata per il consumo.

Parlando di dolci dobbiamo segnalare anche che abbiamo visto più volte, nei banchi refrigerati “normali”, a prezzo intero, pasticceria decongelata nel punto vendita, che riportava come data di confezionamento quella del giorno precedente, un procedimento che ci sembra molto delicato, in quanto i prodotti decongelati devono essere consumati di solito entro 24-48 ore.
Un po’ di confusione
A volte, infine, i supermercati non separano chiaramente sugli scaffali i prodotti in scadenza e scontati da quelli a prezzo intero, e questo accade soprattutto nei banchi refrigerati “normali”, privi di uno spazio frigorifero dedicato. Quelli in scadenza riportano chiaramente l’indicazione del prezzo scontato, però non è difficile distrarsi e acquistare prodotti a prezzo pieno pensando che siano scontati.
Insomma, l’impressione è che gli sconti, fra il 30 e il 50%, siano segnalati in modo chiaro, ma che le indicazioni sulle modalità di consumo siano insufficienti e non sia sempre chiara l’imminente scadenza. Forse basterebbe maggiore attenzione nella gestione degli scaffali e la messa a punto di etichette più chiare e possibilmente colorate come fanno altri supermercati proprio per fare capire subito al consumatore che si tratta di prodotti prossimi alla scadenza.
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Giornalista pubblicista, laureata in Scienze biologiche e in Scienze naturali. Dopo la laurea, ha collaborato per alcuni anni con l’Università di Bologna e con il CNR, per ricerche nell’ambito dell’ecologia marina. Dal 1990 al 2017 si è occupata della stesura di testi parascolastici di argomento chimico-biologico per Alpha Test. Ha collaborato per diversi anni con il Corriere della Sera. Dal 2016 collabora con Il Fatto Alimentare. Da sempre interessata ai temi legati ad ambiente e sostenibilità, da alcuni anni si occupa in particolare di alimentazione: dalle etichette alle filiere produttive, agli aspetti nutrizionali.



trovo a volte occasioni “buon fine” interessanti, ma allo stesso tempo lamento la mancanza di visibilità degli ingredienti a causa della rietichettazione. andrebbe corretta questa pratica.
Una prassi da condannare in toto.
Dobbiamo produrre DI MENO. dobbiamo arrivare a sera che gli scaffali della GDO sono vuoti, non a prezzi scontati.
Quando lo capiremo?
Io sono molto contenta, perché sprecare degli alimenti che se cucinati per tempo vanno benissimo . Almeno alla Coop 3.0 fanno questo in altre catene modificano la data di scadenza e questo per me è imbrogliare la gente e mi è capitato già due volte . Alla Coop decido io se prenderlo in scadenza .grazie Coop
Le iniziative sono buone, ma a quanto si deduce dall’articolo e foto abbinate, va saputa gestire con soluzioni pratiche e/o creative. Dato che sempre più persone sono in difficoltà a fare la spesa, se si possono creare situazioni per aiutare chi ha necessità (intendo anche chi non è socio), ben venga.
Pur lodando l’offerta riterrei che sarebbe più utile destinare le eccedenze non solo verso i soci ma soprattutto verso coloro che si trovano in condizioni più disagiate. Credo che sia possibile far ritirare i prodotti da Enti benefici che poi li destinino alle mense, oppure, nei negozi, permetterne l’acquisto ai detentori della “Social Carta” che sicuramente ne trarrebbero sostegno.
Come scritto all’inizio dell’articolo, questa è un’iniziativa che si aggiunge alle donazioni agli enti assistenziali già consolidate. Non tutti i prodotti a ridosso della scadenza possono però essere gestiti dai banchi alimentari per ragioni di logistica e tempistiche di distribuzione. Gli sconti in punto vendita servono proprio a recuperare quel cibo fresco che risentirebbe dei tempi dei recuperi solidali, evitando che finisca tra gli sprechi.
Penso che bisogna essere piu chiari con le etichette di prodotti a breve scadenza. infatti questo articolo io lo apprezzo molto