Il messaggio lasciava intendere che il magnesio potesse alleviare i disturbi alle gambe e favorire il sonno, senza prove scientifiche sufficienti a sostegno di questi effetti.
Un integratore alimentare a base di magnesio presentato come possibile soluzione per ritrovare tranquillità nelle gambe e dormire meglio. È il messaggio pubblicitario di Magic Magnesium Malate, commercializzato da New Nordic, finito nel mirino dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), che con l’ingiunzione n. 29 dell’8 ottobre 2026 ne ha disposto la cessazione.
La pubblicità, pubblicata sul quotidiano Il Messaggero il 4 settembre 2026, era accompagnata dal titolo “Inge ha ritrovato tranquillità nelle gambe” e descriveva una situazione in cui i muscoli delle gambe sembrano incapaci di rilassarsi, rendendo difficile dormire serenamente durante la notte.
Secondo lo IAP, il messaggio richiama chiaramente la sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo neurologico che può compromettere significativamente il sonno e la qualità della vita. La pubblicità induce quindi i consumatori a ritenere che l’integratore possa essere utile per alleviarne i sintomi, attribuendogli effetti che non sono dimostrati.
Il magnesio malato non ha proprietà speciali dimostrate
La pubblicità contiene anche un’affermazione corretta e autorizzata per il magnesio, secondo cui il minerale “contribuisce alla normale funzione muscolare”. Tuttavia, nel contesto del messaggio, questa proprietà fisiologica viene associata impropriamente a una condizione patologica.
Lo IAP contesta inoltre la frase “la speciale molecola di magnesio-malato che fa davvero la differenza”. Secondo l’organismo di autodisciplina, la letteratura scientifica non dimostra effetti significativi del magnesio sulla sindrome delle gambe senza riposo, né documenta proprietà particolari del magnesio malato, un sale dell’acido malico, rispetto ad altre forme del minerale.
Il problema non è quindi la presenza del magnesio nell’integratore, ma le aspettative create dalla pubblicità. Gli integratori alimentari possono vantare esclusivamente benefici fisiologici riconosciuti, ma non possono essere presentati come prodotti in grado di trattare o alleviare condizioni patologiche.
Per questi motivi lo IAP ha giudicato il messaggio contrario agli articoli 2 (comunicazione commerciale ingannevole) e 23 bis (integratori alimentari e prodotti dietetici) del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, disponendone la cessazione.
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, New Nordic

Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



