Donna in sovrappeso, con pancia scoperta e pantaloni slacciati tiene in mano autoiniettore di Ozempic o altro farmaco antidiabetico; concept: obesità, diabete, semaglutide, liraglutide

Farmaci contro diabete e obesità nei più giovani ed effetti collaterali emergenti

L’utilizzo dei farmaci agonisti dei recettori di GLP-1 come la semaglutide (meglio nota come Ozempic) e gli altri esponenti della categoria continua a crescere. E con l’aumento delle persone che seguono la terapia arrivano anche risposte attese da anni come quelle relative all’impiego in bambini e adolescenti, mentre diventano più evidenti alcuni effetti collaterali, come si è visto in alcuni degli ultimi dati illustrati in due congressi svoltisi nei giorni scorsi a Milano e a Vienna.

Bambini e ragazzi: in terapia

Una delle presentazioni che ha suscitato maggiore interesse è stata quella relativa ai dati reali sull’impiego degli antidiabetici-antiobesità nei bambini e nei ragazzi. In Europa, l’indicazione per il trattamento del diabete di tipo 2 a partire dai dieci anni è del 2019, mentre quella per l’obesità grave a partire dai 12 anni è del 2021 (quest’ultima è stata estesa poi gradualmente fino ai sei anni): un tempo sufficiente per i primi bilanci.

A tale scopo i ricercatori dell’Università di Ulm, in Germania, hanno elaborato i dati della stessa Germania, del Lussemburgo e dell’Austria contenuti in un database internazionale chiamato Diabetes Prospective Follow up, individuando 1.878 soggetti diabetici di età compresa tra i sei e i 24 anni, di cui erano disponibili dati del periodo 2019-2025. Di questi, 388 erano stati o erano in terapia con un agonista di GLP-1 (come Ozempic o liraglutide), e il numero era sempre cresciuto, passando dal 6,3% del 2019 al 27,2% del 2025.

Due penne autoiniettanti di Ozempic, farmaco antidiabetico e per la perdita di peso
Tra gli effetti indesiderati dei farmaci GLP-1 come Ozempic, ci sono quelli a carico delle unghie

Un aumento costante in tutte le fasce d’età

L’incremento ha riguardato tutte le fasce d’età: nel 2025, i farmaci sono stati prescritti al 14% dei diabetici più piccoli, di età compresa tra i 6 e i 12 anni, al 28% di quelli tra i 12 e i 17 anni e al 29% di quelli tra i 18 e i 24 anni. La molecola più popolare è risultata essere una delle prime introdotte, la liraglutide, assunta dall’11% dei ragazzi e bambini, ma anche le altre hanno trovato una collocazione in questa popolazione.

Per valutare l’efficacia, gli autori si sono concentrati su una sotto-analisi di 240 di sedicenni che erano stati in cura per una media di 11 mesi, e hanno visto che più di un terzo (il 37%) aveva perso più del 5% del peso e un quarto aveva ottenuto un calo pari o superiore al 10%. La media era stata del 2,3%: un valore limitato che, però, assume una luce diversa se si considera che di solito bambini e ragazzi che sviluppano il diabete 2 a causa dell’obesità continuano ad aumentare di peso, anche quando cambiano stile di vita e alimentazione. Ottenere uno stop o un piccolo calo ponderale è quindi considerato un successo terapeutico significativo. Anche il controllo della glicemia è migliorato, come pure l’ipertensione, che è scesa dal 60 al 52% dei ragazzi.

Secondo gli autori, i dati provenienti dai pazienti reali confermano quindi che la decisione di estendere l’uso di farmaci come Ozempic e analoghi ai più giovani era giustificata: queste terapie possono aiutare i ragazzi a rischio e contribuire ad arginare l’obesità infantile.

Danni a unghie e capelli

Un altro studio, presentato in questo caso a Vienna, al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV), dai ricercatori dell’Università della Sorbona di Parigi, ha invece dimostrato che tra gli effetti indesiderati dei trattamenti a base di GLP-1 come Ozempic, ci sono quelli a carico delle unghie, che vanno di pari passo con quelli più noti sui capelli: l’incidenza di varie anomalie è infatti nettamente più elevata tra gli utilizzatori di agonisti dei recettori di GLP1-1 rispetto a chi non ne assume.

Per capire se le singole segnalazioni apparse spesso negli ultimi anni nella letteratura scientifica rappresentassero qualcosa di più di casualità, gli autori hanno confrontato i dati di 575 persone diabetiche o obese che seguivano la cura con quelli di oltre 1.300 coetanei non in terapia, tutti provenienti da Francia, Brasile, Messico e Stati Uniti. In generale, il 66% dei primi ha avuto almeno un’alterazione ungueale, contro il 53% dei controlli. Il danno più serio è stato il distacco dell’unghia, che ha colpito il 39% dei soggetti in terapia, contro il 9% degli altri, seguito dalle alterazioni del colore, che hanno interessato rispettivamente il 46 e il 17% dei soggetti esaminati. Non è possibile dimostrare una responsabilità diretta dei farmaci, ma anche correggendo i dati in base alla perdita di peso, a eventuali carenze nutrizionali e ad altri fattori che possono influire sulla salute delle unghie il risultato non cambia.

Un approfondimento sugli stessi diabetici

Un approfondimento sugli stessi diabetici ha poi confermato gli effetti su capelli e cuoio capelluto: il 50% dei partecipanti ha riportato una perdita insolita (contro il 33% dei controlli), mentre il 42% dei primi ha registrato una diminuzione di densità (contro il 19% dei secondi). Il 26% degli utilizzatori ha denunciato una caduta vera e propria (ma solo il 12% dei controlli), mentre l’arrossamento è risultato tre volte più frequente; insieme a esso i pazienti hanno spesso manifestato prurito, arrossamento e desquamazione, tutti segni di una reazione infiammatoria.

Si tratta – hanno precisato gli autori – di effetti di gravità non tale da giustificare l’abbandono della terapia, ma che devono essere conosciuti prima di iniziare la cura e, nel caso si manifestino, segnalati, anche perché esistono rimedi per contrastarli.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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