Al Modena Nerd la catena di fast food KFC invita a imprimersi il marchio sulla pelle in cambio di pollo fritto: così i consumatori diventano pubblicità ambulante.
Un tatuaggio a tema KFC in cambio di pollo fritto gratis “a vita”. È l’iniziativa che la catena di fast food ha annunciato per il 5 e 6 settembre al Modena Nerd, la fiera dedicata a fumetti, videogiochi e cultura pop in programma nel capoluogo emiliano. Allo stand, due tatuatori dovrebbero realizzare gratuitamente soggetti legati al marchio di pollo fritto e chi decide di farsi tatuare riceverebbe un buono menu omaggio ogni dieci giorni. Ma a pochi giorni dall’evento è scoppiata la polemica: Federconsumatori ha chiesto a Comune e Ausl di intervenire e, al 1° settembre, al Comune non risultava ancora presentata la segnalazione prevista per fare tatuaggi.
Non è la prima volta che KFC, azienda partner della convention, lancia questa iniziativa. Anche nel 2025 si è svolta la KFC Tattoo Experience, nel corso della quale una cinquantina di persone si è fatta tatuare disegni a tema – come un secchiello di pollo fritto o una coscia di pollo fritto con gambe femminili (vedi foto sotto) – per ottenere un coupon utilizzabile ogni dieci giorni nei ristoranti aderenti di Modena, Reggio Emilia e Parma. Un risultato che la catena di fast food ha celebrato come “una delle nostre attivazioni più audaci” e “un gesto concreto per consolidare la nostra presenza sul territorio e stringere un legame profondo con chi, ogni giorno, sceglie KFC.”

Consumatori come testimonial permanenti
Con la Tattoo Experience, KFC porta all’estremo i meccanismi della fidelizzazione. Le aziende cercano da tempo non solo di convincere i clienti a tornare al punto vendita, sul sito di e-commerce o al ristorante, attraverso raccolte punti, app e sconti, ma anche di trasformarli in promotori del marchio. In questo caso, però, KFC compie un passo ulteriore: invita consumatori e consumatrici a imprimersi sulla pelle un soggetto legato al brand, trasformando il loro stesso corpo in un mezzo pubblicitario permanente in cambio di un coupon.
Ed è proprio la sproporzione tra ciò che l’azienda ottiene e ciò che offre a rendere l’iniziativa particolare: il premio può essere soggetto a condizioni e limitazioni, mentre il tatuaggio resta. La promessa del pollo fritto “gratis a vita” finisce così per rovesciarsi: ciò che rischia davvero di durare tutta la vita è solo il marchio sul corpo, a meno di rimedi costosi come la cancellazione laser o la copertura con un altro tatuaggio (cover up).

L’operazione assume un significato ancora più particolare nel contesto di Modena Nerd, una manifestazione costruita intorno a fandom, cultura pop e appartenenza alle community. KFC utilizza gli stessi codici – il simbolo da esibire, l’identificazione con un universo condiviso, l’esperienza da raccontare sui social – per trasferire sul marchio commerciale dinamiche tipiche dei fandom e delle community.
Anche Federconsumatori parla di “un marketing invadente” che arriva ad “appropriarsi letteralmente del corpo del consumatore, rendendolo uno sponsor vivente”. Per l’associazione, “la sproporzione di questo scambio è evidente: l’azienda ottiene un contratto pubblicitario a vita, il consumatore riceve pollo fritto”.
© Riproduzione riservata Foto: KFC via LinkedIn, Modena Nerd via Instagram
Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.


