Mazzo di spaghetti con foglie di basilico, pomodorini a grappolo, pomodoro cuore di bue, testa d'aglio; concept: pasta, made in Italy, dieta mediterranea

La promozione del ministero della pasta 100% italiana risulta illegittima. L’intervento di Roberto Pinton spiega perché

Riceviamo e pubblichiamo questo commento di Roberto Pinton sullo spot della pasta con grano 100% italiano promossa dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) di Francesco Lollobrigida, di cui abbiamo già parlato in questo articolo.

La lettera

Lo spot del MASAF a pare mio risulta incompatibile con il diritto europeo teso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune, escludendo qualsiasi discriminazione fra produttori o consumatori della Comunità. Per il Trattato, sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli Stati sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

Copertina Spot MASAF La pasta 08.2026
Lo spot del MASAF invita a scegliere pasta fatta con grano 100% italiano, perché “più sicura” e “più sana”

A nome della Commissione nel 2009 Mariann Fischer Boel, allora commissaria all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, rispondeva a così a un’interrogazione parlamentare: “Le campagne pubblicitarie sovvenzionate dallo Stato e dirette a rafforzare le preferenze dei consumatori nazionali a favore dei prodotti degli stessi Stati membri sono incompatibili con l’articolo 28 del Trattato CE perché idonee a impedire l’ingresso nel mercato dei prodotti provenienti da altri Stati membri. Ciò significa che, come regola, la Commissione non autorizzerà aiuti di Stato per campagne pubblicitarie il cui messaggio principale sia l’origine del prodotto. Gli aiuti per la realizzazione e l’utilizzo di un’etichetta che menzioni l’origine come messaggio principale sono considerati aiuti alla pubblicità, poiché lo scopo dell’etichetta è indurre gli operatori economici o i consumatori ad acquistare quel prodotto”.

Negli anni non sono mancate sentenze della Corte di giustizia europea che hanno cassato l’ipotesi di marchi nazionali o territoriali non legati ad aspetti qualitativi (com’è invece il caso delle DOP, delle IGP e dei prodotti biologici, che hanno gli stessi standard e gli stessi controlli nei 27 Paesi della UE e in alcuni altri riconosciuti equivalenti).

Non ci sarebbero problemi se l’Italia adottasse uno standard tecnico particolare per la produzione del grano duro, che garantisse migliori performance ambientali (drastica riduzione dei fitofarmaci ammessi e dei fertilizzanti azotati, obbligo di habitat per gli impollinatori e di interventi per la tutela, il ripristino e la valorizzazione del paesaggio agrario, ecc.) o tecnologiche (contenuto in proteina, indice di giallo, ecc.): se il prodotto ha caratteristiche oggettivamente misurabili che lo differenziano dallo standard, si può ben promuoverlo (ma la promozione deve coprire anche il prodotto estero che abbia le stesse caratteristiche distintive).

grano duro grano tenero campi coltivazione agricoltura mietirebbia
Una campagna di questo tipo sarebbe legittima se l’Italia adottasse uno standard tecnico particolare per la produzione del grano duro

Se, invece, l’unica distinzione è l’origine nazionale non va bene: ogni attività di promozione è anticoncorrenziale e cozza contro l’impianto del mercato unico.

La legge di bilancio del 2026 valeva 22 miliardi di euro. Beh, il nostro export alimentare ne valeva oltre 70, più di tre volte tanto. Abbiamo tutto l’interesse a che il mercato rimanga libero e gli Stati membri non si ritengano autorizzati a adottare norme protezionistiche che possano ostacolare il nostro accesso ai mercati internazionali. Se promuoviamo illegittamente le produzioni nazionali a danno di quelle dei partner, con quale forza e credibilità potremo contestare politiche protezionistiche che domani saltassero in testa a Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi? Ma la domanda è retorica, per nostra fortuna negli altri Paesi UE i trattati si rispettano…

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, spot MASAF, Depositphotos

5 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

1 Commento
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
luigiR
luigiR
3 Settembre 2026 14:26

Presunzione e incompetenza influenzate anche da pessime richieste di cattivi predicatori…

1
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x