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Dagli USA arriva il via libera alla vendita in farmacia di sostanze non testate sull’uomo: una decisione guidata dai conflitti d’interesse che minaccia la salute pubblica.

Si chiamano BPC-157, TB-500, KPV e MOTs-C e hanno ottenuto, primo gruppo tra i sette peptidi esaminati, un contestatissimo via libera dai membri dell’apposito panel consultivo della Food and Drug Administration (FDA).

Le farmacie statunitensi potranno produrli in casa e venderli senza quelle limitazioni che aveva introdotto l’amministrazione Biden su una ventina di essi nel 2023, quando il loro successo stava aumentando e si temeva che, in mancanza di dati sufficienti, potessero rappresentare un rischio per la salute. E invece, grazie anche al sostegno del Segretario alla salute Robert Kennedy Jr., che ad aprile aveva già inserito 12 peptidi in Category 1 per avviarne il via libera e che più volte si è definito un sostenitore entusiasta, e come se questo fosse di per sé un elemento a favore, ora si potranno ordinare in farmacia e consumare senza troppi problemi.

La motivazione? Evitare che le persone li comprino nel mercato illegale di internet, ovvero una risposta condivisibile, che tuttavia non sposta di un millimetro la questione: che cosa fanno queste sostanze all’organismo? Sono dannose? Quando vanno assunte, se esistono situazioni in cui possono essere benefiche? In che dosaggi? E così via.

Una procedura viziata

Le votazioni hanno visto otto membri esprimersi favorevolmente, sei in modo contrario. Tuttavia prima del voto, con procedure che non hanno precedenti e che sono state applicate anche in ambiti delicati e strumentalizzati quali quello dei vaccini, la FDA ha inserito sette persone che lavorano in cliniche che li somministrano (la maggior parte va assunta per via iniettiva) o in aziende che li producono: un’iniziativa che va contro qualunque norma sui conflitti di interessi, e il buon senso. In precedenza, un altro panel della FDA si era espresso contro la liberalizzazione della produzione e della vendita, anche per timore che, a fianco a farmacie che lavorano seguendo le regole, ve ne fossero altre che ne avrebbero approfittato per vendere prodotti non controllati.

Tuttavia, ora il risultato è stato diverso, perché a votare a favore sono stati guarda caso quei membri del panel, a votare contro i medici e i rappresentanti dei consumatori e dei pazienti. Data la loro natura non medica, inoltre, il cambiamento di status prevede che non sia obbligatorio indicare in etichetta eventuali rischi o dosaggi massimi.

Un barattolo rovesciato di proteine o creatina, accanto a un barattolo rovesciato di integratori alimentari; concept: palestra, bodybuilding peptidi
peptidi Un barattolo rovesciato di proteine o creatina, accanto a un barattolo rovesciato di integratori alimentari; concept: palestra, bodybuilding

Peptidi per l’intestino

Nello specifico, il più popolare, BPC-157, che deriva da un peptide gastrico, è venduto come toccasana per l’intestino, per la riparazione dei tessuti danneggiati e contro l’infiammazione. Si è studiato solo su modelli animali, senza peraltro arrivare ad alcuna certezza, e anche per questo non sono indicati i dosaggi. Come ha ricordato la BBC, e come afferma un’altra agenzia statunitense, la US Anti-Doping Agency (USADA): nessuno sa quali siano le dosi sicure, né se ci sia un modo per utilizzarlo in sicurezza per scopi medici. Ci sono anche sospetti di doping, e infatti è inserito nelle liste della World Anti-Doping Agency (WADA) come sostanza proibita.

Il KPV ha indicazioni sovrapponibili su muscoli, cute (come antiacne), apparato digerente, sistema immunitario e così via e non ha un’approvazione specifica per l’uso umano, come non ce l’ha il BPC-157, non essendo stato studiato.

Le votazioni sui tre peptidi rimanenti sono previste nella sessione del giorno successivo.

I risvolti

Molti potrebbero vedere la vicenda come una storia interna agli USA, ma diversi motivi ne estendono la rilevanza ben oltre i confini americani. Soprattutto i social hanno diffuso rapidamente la moda dei peptidi in tutto il mondo, anche perché influencer e venditori hanno spacciato queste sostanze per integratori fondamentali dopo la terapia con gli antiobesità della famiglia dell’Ozempic, vantando effetti miracolosi su muscoli, energia, pelle e così via.
Tuttavia, come Il Fatto Alimentare.it ha raccontato, anche di quelli più popolari (e cioè quelli appena autorizzati) se ne sa molto poco, e ancor meno si sa delle decine di composti peptidici di vario tipo venduti on line con le più stravaganti motivazioni. Autorizzarne la commercializzazione potrebbe far ulteriormente crescere il mercato grigio ed esporre così moltissime persone a rischi non indifferenti, che magari diventeranno visibili tra qualche anno.

Il mercato degli integratori fattura già miliardi e si basa su sostanze la cui efficacia molto spesso nessuno ha mai dimostrato e sui cui rischi esistono invece diverse prove, almeno per alcune di esse.
Molti non considerano etico continuare a sostenere questo tipo di business, perché le persone spendono molto denaro pensando di ottenere benefici che non arriveranno mai o che comunque nessuno ha dimostrato, e non di rado lo fanno trascurando terapie che potrebbero rivelarsi realmente utili.

La deriva antiscientifica

Inoltre, la decisione alimenta ulteriormente la deriva antiscientifica, che arriva da alcune delle più autorevoli agenzie sanitarie, raggiungendo le persone comuni. Le indicazioni che si ottengono con esperimenti, test e studi clinici trovano sempre meno spazio, i numeri hanno un’importanza più che relativa, il principio di precauzione è un’astrazione (tranne nei casi in cui fa comodo a un certo messaggio politico), mentre a fare la differenza sono le spinte populiste del momento, anche se possono nuocere alla salute di tutti.

Un segnale di questo tipo che arriva da un paese che fino a prima dell’amministrazione Trump è sempre stato un riferimento è deleterio, perché ha ripercussioni sull’opinione pubblica di altri paesi, come si vede nella tendenza alla diminuzione delle vaccinazioni in atto un po’ ovunque e perché mina nel profondo la fiducia nella scienza faticosamente costruita negli ultimi decenni, all’origine del miglioramento complessivo della salute degli esseri umani e dell’allungamento della vita media.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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