Nel progetto divulgativo “100 secondi”, gli esperti fanno chiarezza su contaminanti alimentari invisibili e termostabili. Ecco perché la prevenzione è l’unica vera arma.
Nel panorama della divulgazione scientifica, il progetto video “100’’”, realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), si distingue per la capacità di fare chiarezza, in poco più di un minuto, su temi sanitari complessi. Un esempio perfetto è il loro recente focus sulle micotossine, sostanze naturali prodotte dal metabolismo di alcune muffe comuni (dei generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium) che possono contaminare le nostre filiere alimentari.
Sebbene si tratti di composti invisibili a occhio nudo, l’impatto sulla salute è concreto. Se ingerite tramite cibi contaminati, le micotossine possono causare intossicazioni sia acute sia croniche nell’uomo e negli animali. I loro effetti variano da disturbi gastrointestinali, renali ed epatici, fino a problematiche severe come l’immunosoppressione, la genotossicità e la cancerogenicità. Attualmente se ne contano oltre 300 tipologie, ma la normativa si concentra su quelle più pericolose, come aflatossine, ocratossina A e zearalenone.
Alimenti e micotossine
Il video dell’IZSVe spiega efficacemente come la contaminazione colpisca principalmente cereali, frutta secca, spezie e caffè, ma possa estendersi anche a vino, birra e alimenti di origine animale. Un aspetto cruciale evidenziato dagli esperti riguarda la stabilità di queste molecole: la cottura domestica e i trattamenti termici industriali possono uccidere le muffe visibili, ma non inattivano le micotossine, che sono termostabili.
Inoltre, il rischio può trasferirsi lungo la filiera: se le vacche vengono nutrite con mangimi contaminati da aflatossina B1, questa viene metabolizzata e secreta nel latte sotto forma di aflatossina M1, anch’essa tossica.
Prevenzione e controlli
Dato che non è possibile eliminarle tra le mura domestiche, la tutela del consumatore è interamente affidata alla prevenzione. Il video ricorda che la sicurezza a tavola è garantita da rigorose ispezioni e costanti controlli di laboratorio eseguiti sia dalle aziende alimentari, sia dalle autorità sanitarie preposte, che monitorano la filiera per bloccare i lotti non conformi prima del consumo.
Guarda di seguito il video approfondito dell’IZSVe.
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