Una bambina beve acqua da una bottiglietta; concept: minerale, acqua del rubinetto ondate di calore

Mentre l’afa stringe le città, ecco come difendersi dal picco delle temperature tra alternative analcoliche e gelati

Con l’arrivo delle prime, intense ondate di calore, girando per le strade di Milano in questi giorni si incontrano persone che arrancano sotto il sole trasportando pesantissimi fardelli di acqua minerale. Sarà l’afa, sarà lo stress da caldo, ma viene spontaneo chiedersi: perché tanta fatica?

Milano, come gran parte delle città italiane, offre un’acqua del rubinetto eccellente, controllata costantemente e sicura. Scegliere l’acqua di casa non solo fa risparmiare fatica e denaro, ma è anche una scelta ecologica fondamentale per ridurre la produzione di plastica monouso, alleggerire i costi di smaltimento dei rifiuti e contrastare l’inquinamento ambientale. Ma oltre all’acqua, cosa si può bere quando le temperature superano i 30°C?

La regola d’oro dell’idratazione

Quando si avverte lo stimolo della sete, il corpo è già in una fase iniziale di disidratazione: l’obiettivo deve essere quello di anticiparlo. La regola d’oro è bere regolarmente, puntando a circa 2 litri di liquidi al giorno.

L’acqua rimane la scelta migliore. Se quella del rubinetto sembra troppo semplice, basta aggiungere mezzo limone spremuto e un cubetto di ghiaccio: si ottiene così la bevanda perfetta per chi vuole evitare gli zuccheri delle bibite, godendo del potere rinfrescante degli agrumi senza appesantire la digestione. Al contrario, le bibite industriali, i tè freddi confezionati e i soft drink sono spesso ricchi di zuccheri che aumentano il senso di sete invece di placarlo.

Attenzione anche alla temperatura: contrariamente a quanto si possa pensare, le bevande ghiacciate non sono l’ideale. Il corpo deve spendere energia per riscaldarle, il che può generare un ulteriore senso di calore, senza contare il rischio di congestioni. L’acqua a temperatura ambiente o leggermente fresca è sempre la soluzione più indicata.

Ondate di calore e aperitivi?

La sfida più difficile, d’estate, è quella di conciliare il bisogno di freschezza con la socialità. Premesso che l’alcol va evitato perché favorisce la vasodilatazione e la disidratazione, la soluzione risiede nelle alternative analcoliche di qualità.

Un cocktail analcolico, preparato con succhi di frutta freschi o bitter zero alcol, è la risposta ideale per l’orario dell’aperitivo: offre il rito del “calice” senza gli effetti collaterali dell’etanolo. Anche la birra analcolica si rivela un’ottima alleata: mantiene il gusto tradizionale, essendo priva di alcol, evita l’effetto diuretico e disidratante dell’etanolo. Nel caso delle versioni analcoliche isotoniche, si rivela un’eccellente soluzione per reintegrare rapidamente i sali minerali, come magnesio e potassio, persi con il sudore. Attenzione, però, a non confonderla con un sostituto dell’acqua: per l’idratazione di base e continua durante il giorno, l’acqua del rubinetto resta l’unica scelta imbattibile, poiché non appesantisce l’organismo con zuccheri o calorie.

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Durante le ondate di calore si deve rinunciare all’espresso quotidiano?

La tradizione mediterranea: caffè freddo e granite

Sul fronte delle abitudini regionali, una menzione spetta al caffè freddo o col ghiaccio, molto diffuso nelle regioni meridionali. All’estero, l’esempio di massima linearità arriva dalla Spagna con il suo celebre café con hielo: un normalissimo espresso versato direttamente dal cliente in un bicchiere con due o tre cubetti di ghiaccio. Una formula elementare che purtroppo si scontra con il discutibile comportamento di molti gestori nei bar di Milano, pronti a fare i furbi: fanno lievitare lo scontrino di un normalissimo espresso con due cubetti di ghiaccio (senza shakerare o fare altre “preparazioni”) fino a sfiorare i 6 euro.

Discorso simile per la granita (in particolare quelle tradizionali al limone, ai gelsi o al caffè), che è composta essenzialmente da acqua, polpa di frutta e una quota contenuta di zucchero. Quella al limone, grazie all’acido citrico, offre un effetto rinfrescante immediato, mentre la versione al caffè unisce l’apporto idrico a quello stimolante, ideale per contrastare il calo di pressione tipico dei pomeriggi torridi.

L’idratazione vien mangiando

Una parte fondamentale dell’idratazione quotidiana arriva dal cibo. Frutta e verdura di stagione (anguria, melone, pomodori, cetrioli) sono vere e proprie “riserve d’acqua” biologiche, naturalmente ricche di vitamine e sali minerali preziosi per riequilibrare l’organismo.

Chi decide di concedersi un gelato artigianale per rinfrescarsi dovrebbe preferire i gusti alla frutta o i sorbetti a base acquosa. Anche se contengono una quota importante di zuccheri, l’assenza totale o quasi di grassi li rende decisamente più digeribili e immediati da assimilare, evitando di appesantire l’organismo. Al contrario, i gusti alla crema e i gelati confezionati o ricoperti (tipo Magnum) sono ricchi sia di zuccheri sia di grassi saturi: si tratta di prodotti ad alta densità calorica che costringono il corpo a un lavoro digestivo extra, lasciando a distanza di mezz’ora una sensazione di calore e di sete ancora più intensa. Per lo stesso motivo, è bene evitare l’aggiunta di panna montata.

Se l’obiettivo è il puro refrigerio, la scelta vincente resta il ghiacciolo. Attenzione però a quelli che si trovano normalmente nei freezer dei bar: la maggior parte dei prodotti industriali di massa è composta quasi esclusivamente da acqua, sciroppi di zucchero, aromi e coloranti artificiali, senza alcuna traccia di frutta. I ghiaccioli “vecchia maniera” (fatti con vera polpa o succo) esistono, ma nei canali commerciali hanno prezzi spesso elevati.

Per evitare sciroppi chimici e risparmiare, la soluzione più accessibile resta il fai-da-te: basta congelare negli stampini del semplice succo di frutta al 100% senza zuccheri aggiunti, oppure della frutta fresca frullata e allungata con un goccio d’acqua.

Il test rapido dell’idratazione

Per capire se si stanno assumendo abbastanza liquidi, esiste un test rapido e infallibile: osservare il colore delle urine. Se sono chiare e trasparenti, il corpo è ben idratato; se virano verso il giallo scuro o l’ambrato, è il segnale chiaro che è necessario reidratarsi.

Una volta accertato il bisogno di bere, non serve però correre a fare scorte di plastica. La risposta più immediata, economica e sicura è già a portata di mano, nelle nostre case. La prossima volta che vi troverete al supermercato di fronte a file interminabili di acqua minerale, potrete quindi sorridere e proseguire oltre: la vostra schiena, il portafoglio e l’ambiente vi ringrazieranno.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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