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Nuovi studi scientifici confermano la sensibilità dei crostacei: la pratica di bollirli vivi diventa un caso etico e normativo internazionale.

Austria, Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda hanno già introdotto un divieto che riguarda i crostacei: non possono essere bolliti vivi, perché provano dolore. Il Regno Unito ne sta discutendo da tempo e dovrebbe introdurre lo stesso divieto entro il 2030, a maggior ragione ora che sono stati resi noti i risultati di uno studio che elimina ogni dubbio in merito, dimostrando che effettivamente gli scampi sono sensibili tanto agli stimoli dolorosi quanto ai farmaci antidolorifici: una prova schiacciante, che potrebbe convincere anche altri paesi a seguire la medesima via.

I ricercatori dell’Università di Göteborg, in Svezia, hanno condotto la ricerca sugli scampi (Nephrops norvegicus) e l’hanno pubblicata sulla rivista del gruppo Nature Scientific Reports. Per farlo, hanno sottoposto i crostacei a una stimolazione dolorosa tramite elettricità, una delle modalità classiche per test di questo tipo. Già in precedenza alcuni studi avevano dimostrato che questi decapodi si ritraggono, agitano la coda (segnale di stress) e cercano di fuggire se immersi in acqua attraversata da corrente elettrica; gli scienziati avevano quindi già capito che questi animali provavano dolore.

Calamari e scampi crudi su taglieri di legno crostacei
Secondo gli autori non ci sono dubbi sul fatto che i crostacei provino dolore

Ora però i ricercatori hanno compiuto un passo ulteriore, che trasforma quel primo indizio in una prova: hanno studiato la risposta comportamentale e fisiologica allo stesso tipo di stimoli dopo aver somministrato due analgesici classici, l’aspirina (tramite iniezione) e l’anestetico locale lidocaina (disciolta nell’acqua). È noto infatti che la sensibilità a farmaci di questo tipo indica la presenza di recettori del dolore (nocicettori) e quindi la possibilità di percepire questo tipo di sensazioni.

Analgesici e crostacei

I ricercatori hanno analizzato il comportamento degli scampi, l’andamento di alcuni marcatori dello stress (come i livelli di lattato) e l’espressione di geni specifici in diverse situazioni — con o senza farmaci e con un placebo — ottenendo un risultato che non lascia spazio ai dubbi. Lo shock elettrico induce sempre la fuga e il movimento della coda, ma in presenza dei due antidolorifici la risposta allo stimolo è nettamente attenuata, a riprova del fatto che i farmaci hanno agito sui nocicettori. L’aspirina (acido acetilsalicilico) è meno gradita, o forse lo è l’iniezione, perché anche data da sola scatena la pulizia delle zampe e delle chele ma, anche tenendo conto di questo, il movimento della coda e l’istinto di fuga risultano molto diminuiti. La lidocaina sciolta nell’acqua non sembra invece infastidire in alcun modo il crostaceo, ed esercita il suo effetto analgesico in modo evidente.

Secondo gli autori non ci sono dubbi sul fatto che i crostacei provino dolore, e se ne dovrebbe tenere conto anche quando li si studia in laboratorio, inserendoli negli elenchi degli animali per i quali sono previste specifiche misure di riduzione del dolore. Per quanto riguarda i ristoranti, poi, la motivazione secondo la quale ucciderli subito prima della consumazione prevenga il rilascio di tossine batteriche dopo la morte non è sufficiente. È moralmente inaccettabile continuare a bollirli da vivi.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Fotolia

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Ezio
Ezio
18 Aprile 2026 12:08

Naturalmente da correggere la chiosa finale del “ucciderli da vivi” in cuocelri da vivi, ma la domanda è: i cuochi dovranno anestetizzarli prima della cottura come dimostra lo studio contro il rispetto dovuto nei laboratori, ma penso molto meno in cucina.
Premesso che non penso fattibile l’anestesia in cucina, l’uccisione con metodi forzatamente cruenti è meno dolorosa della bollitura da vivi?

Roberto La Pira
Reply to  Ezio
18 Aprile 2026 19:23

Verena Morice
Verena Morice
18 Aprile 2026 13:28

Difficile uccidere un essere vivente da morto. Forse intendeva cucinarli vivi?

Roberto La Pira
Reply to  Verena Morice
18 Aprile 2026 19:20

Corretto grazie

Paoblog
19 Aprile 2026 17:59

Io non mangio crostacei, ma se anche fosse, cambierei abitudini come ho fatto in altri frangenti simili.

https://paoblog.net/2015/04/13/alim-foiegras/

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