Donna in sovrappeso, con pancia scoperta e pantaloni slacciati tiene in mano autoiniettore di Ozempic o altro farmaco antidiabetico; concept: obesità, diabete, semaglutide, liraglutide

Una rivoluzione guidata dai farmaci generici e dai produttori asiatici promette di rendere le terapie anti-obesità accessibili anche nei paesi in via di sviluppo.

Tre dollari al mese per le forme iniettabili, 16 per quelle orali, contro gli attuali 120-200 (a seconda dei Paesi). Questo il crollo dei prezzi dei farmaci antiobesità agonisti dei recettori di GLP-1 della famiglia del semaglutide (meglio noto come Ozempic) in arrivo, dal momento che in molti Paesi stanno per scadere i brevetti. Con il decadimento dei diritti esclusivi, i grandi produttori di farmaci generici come l’India lanceranno le loro versioni di questi farmaci, causando un abbattimento dei costi di molecole destinate a un successo planetario.

Anche se nello scorso settembre era stata la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a definirli farmaci essenziali, gli agonisti del recettore GLP-1 finora non avevano raggiunto i Paesi più poveri se non in quantità molto limitate per carenze nelle forniture ma, soprattutto, per inaccessibilità economica. Ora tutto questo potrebbe cambiare, e l’azienda che produce Ozempic, la danese Novo Nordisk, lo sa, come lo sanno i diretti competitor, che stanno mettendo in campo politiche commerciali sempre più aggressive per salvare il salvabile, al punto da ricevere richiami e sanzioni dalla Food and Drug Administration.

Due penne autoiniettanti di Ozempic, farmaco antidiabetico e per la perdita di peso
Tre dollari al mese per le forme iniettabili, 16 per quelle orali, contro gli attuali 120-200

Un mercato investito da uno tsunami

Le previsioni economiche sui costi dell’Ozempic sono contenute in uno studio uscito in attesa di revisione su MedRXiv, nel quale i ricercatori dell’Università di Liverpool, in Gran Bretagna, e di altri atenei (britannici, neozelandesi e sudafricani) si sono avvalsi della stessa metodologia già utilizzata in passato per prevedere che cosa sarebbe successo ai farmaci per l’HIV, antitumorali o anti epatite C, carissimi quando coperti da brevetto e oggi disponibili per pochi dollari, così come dei dati del commercio delle materie prime necessarie per ottenere questi farmaci relativi al 2024 e al 2025.

Inoltre hanno tenuto conto del fatto che entro poche settimane scadranno i brevetti in India, Brasile, Cina, Canada, Messico, Sud Africa e in altri Paesi. Stati che, nel loro insieme, ospitano il 44% della popolazione mondiale e il 48% di quella degli obesi, e sono tra i principali produttori di farmaci generici. Per questo, estendendo le stime di vendita ad altri 150 Paesi (nei quali complessivamente vivono il 69% dei diabetici di tipo 2 e l’84% degli obesi) si arriva ai tre dollari come prezzo medio di un’iniezione di Ozempic e simili. Il costo annuale dovrebbe oscillare tra i 28 e i 140 dollari.

I farmaci GLP-1 potrebbero essere di grande aiuto, anche se non contrastano le cause profonde dell’obesità. Ormai si stima che oltre un miliardo di persone nel mondo sia obesa e che il numero di diabetici sia salito a 830 milioni (rispetto ai 200 milioni del 1990). Insieme, queste patologie causano milioni di decessi ogni anno, molti dei quali potrebbero essere evitati nei Paesi più poveri se le terapie fossero accessibili.

Le reazioni delle aziende

Negli stessi giorni nei quali uscivano le stime dei ricercatori britannici negli Stati Uniti, Paese nel quale i brevetti non scadranno nei prossimi cinque anni, Novo Nordisk, l’azienda danese produttrice dell’Ozempic e di altri farmaci della categoria, è stata ammonita per la seconda volta in un mese dalla FDA. Il motivo è la pubblicità ingannevole lanciata online, che lasciava intendere che l’Ozempic fosse superiore agli altri farmaci della categoria nella cura del diabete di tipo 2 e che l’Ozempic fosse prescrivibile a tutti, mentre esistono indicazioni specifiche che limitano ai pazienti con rischio cardiovascolare o una malattia renale cronica.

Pochi giorni prima la stessa FDA aveva ammonito l’azienda sulle pubblicità trasmesse in TV (pratica legale negli USA), anche in quel caso perché gli spot suggerivano una superiorità rispetto agli altri farmaci simili che non corrisponde al vero. Ora Novo Nordisk ha 15 giorni per inviare una risposta scritta, e lo stesso dovranno fare altre trenta aziende di telemedicina cui sono arrivati richiami analoghi, sempre su farmaci di questo tipo.

L’aggressività di queste campagne commerciali fa emergere tutto il nervosismo che sta pervadendo il settore, in preda al panico all’idea di perdere i ricavi miliardari assicurati finora da questi farmaci. Finalmente, però, milioni di persone potranno avere accesso a farmaci che in molti casi sono salvavita.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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