supermercato spesa donna ragazza comprare scegliere Depositphotos_81853466_L

Il Ministero delle Imprese notifica a Bruxelles il nuovo decreto per contrastare la shrinkflation (*). Il testo prevede l’obbligo di segnalare le riduzioni di peso nei punti vendita e online per tre mesi.

Ieri il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha notificato alla Commissione il progetto di decreto legislativo contro la shrinkflation (*), rubricato “Misure di contrasto alle prassi commerciali di riporzionamento dei prodotti preconfezionati”. I prodotti preconfezionati possono subire diminuzioni della quantità netta a fronte di prezzi invariati o in aumento, quindi con aumento del prezzo reale per unità di misura, senza che ciò venga annunciato e senza che risulti evidente ai consumatori al momento dell’acquisto.

Per tutelarli sull’effettiva quantità di prodotto acquistato e al costo realmente sostenuto, la nuova norma prevede l’obbligo per produttori e dettaglianti (fisici e online) di garantire trasparenza in caso di riduzione rispetto al peso o al volume precedente, indicando la percentuale di aumento del prezzo.

Avviso di Shrinkflation

La norma interviene modificando l’art. 15 bis  del d.lgs. 206/2005 (Codice del consumo); l’adempimento dell’informazione deve essere assicurato con la trasmissione ai dettaglianti di una comunicazione standardizzata che informi che la confezione contiene una quantità netta inferiore alla precedente; i dettaglianti dovranno veicolare l’informazione ai consumatori esponendola nel punto vendita oppure sui canali di vendita online.

L’obbligo si applica per un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui il prodotto è messo in vendita nella sua quantità ridotta, esclusi i casi in cui la riduzione della quantità nominale sia conseguenza di una modifica della formulazione che incrementi la resa del prodotto o l’efficacia d’uso, mantenendo invariato il valore d’uso complessivo per il consumatore.

Due vasetti di marmellata di albicocche, uno grande e uno piccolo, sullo sfondo una ciotola di albicocche e mezza albicocca sul tavolo; concept: shrinkflation, sgrammatura, marmellate, confetture, conserve
Shrinkflation

In realtà già a fine 2024 le Camere avevano approvato in via definitiva il nuovo articolo 15-bis del Codice del consumo, che dal 1 aprile 2025 imponeva per sei mesi l’indicazione in etichetta della dicitura “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”, ma la UE aveva bacchettato l’Italia per aver violato la direttiva sulla trasparenza del mercato unico adottando la norma senza attendere gli esiti della notifica a Bruxelles.

Sproporzione

Per la Commissione, poi, la misura non era proporzionata: l’obbligo di inserire la dicitura proprio in etichetta costituiva “un importante ostacolo al mercato interno”, considerando che “sono disponibili altre opzioni meno restrittive” (per esempio una locandina o un avviso sullo scaffale, tra l’altro più evidenti) e il 12 marzo 2025 aveva annunciato l’apertura di una procedura di infrazione  inviando una lettera di messa in mora all’Italia.

Al governo non era quindi rimasto che posticipare l’obbligo dell’etichetta anti-shrinkflation al 1° ottobre 2025 con il decreto Milleproroghe; il provvedimento non è quindi del tutto nuovo, ma mette una pezza alla versione precedente, adottata alla leggera e violando le procedure. Se non ci saranno opposizioni la norma potrà essere introdotta a far data dal 15 luglio.

* La shrinkflation (o sgrammatura) è la pratica nella quale i produttori diminuiscono la quantità di prodotto mantenendo invariato – o talvolta aumentando – il prezzo.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

4 1 vota
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x