L’allerta per il latte per neonati contaminato, che ha coinvolto numerosi marchi di Nestlé, Lactalis, Danone e Granarolo in oltre 60 Paesi, è arrivata fino all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che su richiesta della Commissione Europea ha prodotto a tempo di record una valutazione scientifica sulla cereulide, la tossina prodotta dal Bacillus cereus al centro della vicenda, e ha stabilito nuovi limiti nel latte artificiale e di proseguimento.
Per prima cosa, l’EFSA ha stabilito una dose acuta di riferimento (DAR) per la cereulide nei lattanti, pari a 0,014 µg/kg di peso corporeo, utilizzando come effetto avverso di riferimento il vomito (emesi). In seconda battuta, l’Autorità ha stimato i valori di consumo da utilizzare per calcolare l’esposizione dei lattanti: per i neonati sotto alle 16 settimane, si stima un consumo di latte artificiale di 260 ml/kg di peso corporeo, che scende a 140 ml/kg di peso corporeo per i bambini alimentati con formule di proseguimento.
Confrontando la DAR con questi valori di consumo, l’EFSA ha calcolato che le concentrazioni di cereulide nel latte artificiale ricostituito (liquido) superiori a 0,054 μg/L di latte artificiale, e 0,1 μg/L di latte di proseguimento possono portare al superamento dei livelli di sicurezza.
L’EFSA ricorda che i prodotti richiamati non devono essere somministrati a neonati o bambini piccoli. In caso di vomito o diarrea dopo aver consumato latte artificiale incluso nel richiamo, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) raccomanda di rivolgersi a un pediatra o altri professionisti sanitari. Se i sintomi sono gravi, come disidratazione o vomito persistente, si raccomanda di rivolgersi a un pronto soccorso. I sintomi gastrointestinali nei neonati possono infatti portare rapidamente a complicazioni.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.


