Nel trattamento medico dietetico del sovrappeso e obesità spesso si ignora un concetto fondamentale: l’eccesso di grasso corporeo primario, o obesità essenziale, è una vera e propria patologia. Di conseguenza, chi è in sovrappeso o obeso, in assenza di altre malattie, tende a credere di poter ricorrere a una dieta ‘fai da te’ qualsiasi… trovata ovunque.
Il professor WPT James, uno dei massimi esperti mondiali nel campo della nutrizione e dell’obesità, era solito affermare: “La nutrizione è la Cenerentola della medicina”. In effetti, la nutrizione, che rappresenta il principale fattore di rischio di mortalità (ad esempio, negli USA), è stata sistematicamente trascurata sia dal corpo medico, che dal sistema sanitario. D’altronde, la formazione dei medici in questo settore è sempre risultata alquanto carente.
Di conseguenza, chiunque intenda addentrarsi nel campo della nutrizione assumendo il ruolo di influencer o scrivendo un libro che proponga la propria soluzione a problematiche estremamente complesse come l’obesità, gode della quasi certezza che nessuno sarà in grado di confutare la sua proposta.
La dieta degli ormoni
Prendiamo come esempio La dieta degli ormoni. Il regime medico che ti farà dimagrire agendo alle radici del metabolismo (pubblicato nel 2024, all’interno della collana Scienze per la vita ideata e diretta da Eliana Liotta). Si tratta del penultimo libro divulgativo scritto da Annamaria Colao docente ordinaria di endocrinologia all’Università di Napoli Federico II. Quarta di copertina: “Da anni studio il rapporto tra gli ormoni e il peso: la mia dieta offrirà a tutti le informazioni per dimagrire in maniera salutare, rapida e duratura”
Questo regime dietetico si divide in quattro fasi o step. La fase 1, detta “insulina stop”, è rivolta principalmente a persone sane che non hanno moltissimi chili da perdere. È una semplice dieta chetogenica: se il peso da smaltire è inferiore ai 10 kg la prima fase (600-800 kcal/giornaliere) dura quattro settimane, seguita dalla seconda fase per altre quattro settimane (1.000-1.100 kcal/die); se il peso da smaltire è superiore ai 10 kg la prima fase dura otto settimane seguita dalla seconda per altre otto settimane. La terza fase riporta il paziente ad una dieta di tipo mediterraneo (1.200-1.500 kcal/die).
Dieta chetogenica ‘fai da te’?
Quindi la dieta Colao non è altro che una dieta chetogenica, cioè senza carboidrati, che ogni persona a casa propria può decidere di seguire in maniera autonoma usando il cibo. Si propone “Urbi et Orbi” a tutti gli individui sani che possono comprare/leggere il libro e decidere di seguire questo “regime medico che ti farà dimagrire autonomamente”. Quindi ci troviamo di fronte a una medica, ricercatrice, professoressa ordinaria di medicina/endocrinologia che propone la sua formula di otto settimane per affrontare sia il problema obesità che il ‘semplice’ sovrappeso.
Sono passati oramai un paio d’anni dalla pubblicazione del libro di Colao e non sembra che ci siano stati commenti o prese di posizione da parte dei numerosi esperti che in Italia si interessano di obesità e dietetica (SIO, ADI, SINU, ANSAD, ANSISA…). Eppure alcune cose si devono puntualizzare di fronte a una proposta del genere. Esistono delle linee guida per il trattamento dell’obesità o tutto è aleatorio? È corretto proporre di default la dieta chetogenica ‘fai date’ alla popolazione generale senza alcuna supervisione medico-psicologica?
Le Linee guida italiane per il trattamento dell’obesità
Le ultime Linee guida italiane 2025 (prodotte da oltre 30 società scientifiche) per il trattamento dell’obesità indicano: “Nelle persone BMI≥ 25 kg/m2, si suggerisce di non preferire routinariamente le diete chetogeniche, rispetto a diete bilanciate, per il trattamento del sovrappeso e dell’obesità.” … “Non è escluso che le diete chetogeniche a contenuto calorico molto basso (Very Low Calorie Ketogenic Diet – VLCKD) possano in casi selezionati trovare impiego per periodi di tempo limitati e sotto supervisione medica. Alcuni soggetti con latenti disturbi del comportamento alimentare (es. anoressia/bulimia) potrebbero, a seguito di diete particolarmente restrittive, sviluppare un franco disturbo del comportamento alimentare.”

Le linee guida SIO del 2022 ribadiscono sempre l’importanza di un approccio multidisciplinare e di evitare il ‘fai da te’. La dieta chetogenica, secondo la SIO, non è una soluzione universale ma uno strumento da valutare caso per caso.
Altre linee guida
Nelle linee guida britanniche NICE 2025 (National Institute for Health and Care Excellence) sull’obesità, la dieta chetogenica non viene raccomandata come intervento standard per la gestione del sovrappeso o dell’obesità negli adulti. Le NICE guidelines suggeriscono approcci dietetici ipocalorici bilanciati, promuovendo una perdita di peso graduale e sostenibile, all’interno di programmi strutturati e multidisciplinari.
“Nonostante non vi siano evidenze di sviluppo di disturbi del comportamento alimentare con le diete restrittive, il comitato ha sollevato delle preoccupazioni sul loro potenziale impatto dal punto di vista psicologico” … “c’è la preoccupazione che persone che mostrano un preferenza per diete altamente restrittive e digiuni abbiano una maggiore probabilità di essere vulnerabili a disturbi del comportamento alimentare. Per cui la commissione ha convenuto che è importante che i professionisti sanitari pensino ad una valutazione e counselling per disturbi del comportamento alimentare e altre patologie mentali prima che qualcuno inizi una dieta a basso o bassissimo contenuto calorico”.
La dieta chetogenica non è lo standard per l’obesità
Potremmo citare le linee guida USA, Cinesi, Norvegesi… o di altri Paesi: nessuna propone la dieta chetogenica come approccio standard per trattare l’obesità, le evidenze di efficacia sul lungo termine sono limitate, è necessario un monitoraggio clinico (medico) stretto e sono da preferire invece degli approcci più bilanciati.

Chi pratica la nutrizione clinica da molti anni, usa le diete chetogeniche in casi molto selezionati, perché non sono educative per il paziente e possono trasmettere il falso messaggio che il problema obesità sia determinato dai carboidrati. Mentre in realtà sono i grassi e gli zuccheri semplici aggiunti che favoriscono il sovrappeso/obesità, specie in alimenti ultra processati.
Rischio DCA
Chi ha esperienza di nutrizione clinica, conosce bene i disturbi del comportamento alimentare e non si permetterebbe di proporre le diete chetogeniche ‘fai da te’ alla popolazione generale perché possono essere pericolose per la salute fisica e psichica di coloro che le seguono.
Molte ragazze normopeso tra i 15 e i 25 anni intraprendono diete dimagranti anche se non hanno alcuna necessità. Per esempio il libro di Colao ci è stato portato in visione da una nostra paziente di 25 anni normopeso (con un BMI di 22!) che lo aveva letto con grande interesse per… dimagrire!?!
Se consideriamo l’aumento esplosivo dei disturbi del comportamento alimentare, risulta inappropriato proporre un unico modello dietetico così rigido per affrontare sia il sovrappeso che l’obesità.
Colpisce il fatto che un libro del genere rivolto alla popolazione generale sia stato pubblicato da una professoressa universitaria di medicina che dovrebbe essere prudente quando fa divulgazione: “primum non nocere”. Ma soprattutto colpisce il fatto che nessuna delle varie società scientifiche della nutrizione in questi due anni abbia corretto il messaggio sostenendo che la dieta chetogenica in realtà non dovrebbe essere proposta a tutte le persone sane come standard per il trattamento di sovrappeso e obesità.
Antonio Pratesi e Abril González Campos (*)
(*) Gli autori sono un medico dietologo e un dietista nutrizionista e dichiarano di non aver conflitti di interesse.
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