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Lo yogurt biologico costa il 30% in più del convenzionale. Ma i prodotti a marchio commerciale sono più convenienti

yogurt biologico
Le vendite di yogurt biologico sono cresciute del 24% nell’ultimo anno

Lo yogurt è consumato dal 95% delle famiglie italiane e per gli acquisti nei punti vendita della grande distribuzione si spendono circa 1.400 milioni di euro. Le versioni bio dello yogurt rappresentano ancora una fetta ridotta delle vendite – nel caso dello yogurt magro, per esempio, incidono per circa il 10% – ma si inseriscono nel generale trend di crescita del biologico: nei primi sei mesi del 2016 lo yogurt biologico è cresciuto del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e lo scorso anno oltre il 40% delle famiglie italiane ha acquistato almeno una volta derivati del latte come lo yogurt o il burro biologici. Contemporaneamente calano le vendite dello yogurt convenzionale.

Confronto tra etichette di Despar BioLogico e la versione convenzionale

Quasi sempre esiste una significativa differenza di prezzo del prodotto bio rispetto a quello tradizionale, determinata dalle caratteristiche e dal metodo di produzione dei prodotti biologici. Se si valuta il prezzo al consumo medio delle versioni bio presenti sugli scaffali dei supermercati, questo risulta di circa il 30% superiore rispetto al prezzo medio dello yogurt normale. Per esempio, confrontando lo yogurt Despar BioLogico, gusto banana, nel formato vasetto di plastica 2×125, con il prodotto convenzionale Despar la differenza di prezzo è superiore al 55% (rilevata in un Eurospar in provincia di Brescia). Il primo, realizzato da Cooperativa Latteria Vipiteno, costa 0,99 euro, rispetto al prezzo di 0,64 euro dello yogurt non bio, prodotto per la catena distributiva da Mila.

La differenza di prezzo è legata non tanto alla ricettazione e ai valori nutrizionali, che sono abbastanza simili trattandosi in entrambi i casi di yogurt intero, quanto al metodo di produzione biologico degli ingredienti che comporta costi superiori rispetto alla produzione convenzionale.

Ma non è sempre così, soprattutto se si acquista il prodotto a marchio del distributore, che solitamente ha un costo inferiore dei prodotti di marca industriale. Addirittura, il consumatore che sceglie lo yogurt bio a marchio commerciale, lo può pagare meno di un prodotto convenzionale di marca. Per esempio, rimanendo proprio sugli scaffali di  sono esposti yogurt di marca, ma non bio, ad un costo superiore di Despar BioLogico nello stesso gusto e formato.

Confronto tra valori nutrizionali dello yogurt Despar in versione bio e convenzionale

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  Claudio Troiani

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3 Commenti

  1. Potreste spiegare in dettaglio che differenza esiste tra lo joghurt bianco “normale” e quello biologico? Lo Joghurt in teoria dovrebbe essere un prodotto per sua natura “BIO”. Latte e fermenti lattici. E allora dove sta la differenza? Ho sentito parlare di addensanti non dchiarati e processi industriali che permettono la produzione di un vasetto in meno di un’ora. Grazie per la risposta che penso sia di interesse generale.
    Grazie Romano Semitz

  2. In Italia lo yogurt non è discplinato da una legge, ma solo da circolari del ministero della Sanità del 1972, 1974 e 1986, che, tra l’altro, lo chiamano tutte “yoghurt”).
    La prima indica che “Tale latte fermentato viene ottenuto impiegando come materia prima latte fresco intero o parzialmente o totalmente scremato sottoposto ad un procedimento di bonifica termica (sterilizzazione o pastorizzazione) prima di essere inoculato con i microrganismi specifici di fermentazione”.
    Arditamente (non è compito delle circolari) il documento precisa che “Normalmente lo yoghurt può reperirsi in commercio, oltre che nel tipo intero, per il quale il contenuto di materia grassa non deve essere inferiore al 3,0% anche nel tipo magro o scremato; in quest’ultimo caso il prodotto finito non deve possedere un contenuto in peso di materia grassa superiore all’1,0%.
    Lo yoghurt, inoltre, nei due tipi intero e magro o scremato può essere preparato anche nella varietà «alla frutta». In questo caso il prodotto può essere addizionato di sostanze aromatiche naturali, di preparazioni a base di frutta, conserve, marmellata, succhi e polpa di frutta nella percentuale non superiore al 30% del peso del prodotto finito. In dette preparazioni di frutta, possono, altresì, essere impiegate sostanze coloranti consentite ed acido sorbico e suoi sali, questi ultimi nella quantità di 2 g/Kg purché il contenuto nel prodotto finito non superi 0,2 g/Kg (D.M. 30 luglio 1971). Qualora la ditta produttrice avesse necessità di sottoporre, in sede di lavorazione, ad una stabilizzazione col calore il prodotto già fermentato, sia che si tratti di yoghurt normale che di yoghurt alla frutta, questo non può essere messo in commercio con la denominazione merceologica tipica (yoghurt), mancando nella fattispecie il requisito essenziale (fermenti specifici vivi) che caratterizza il prodotto medesimo”.

    Lo yogurt (yoghurt?) biologico dev’essere prodotto col latte da allevamentoi biologici e l’eventuale preparazione di frutta (o di altri ingredienti, autorizzati solo con la circolare del 1986) aggiunta dev’essere biologica e quindi NON può contenere nè coloranti nè l’E200 acido sorbico nè i suoi sali, che non sono ammessi nella preparazione di alimenti biologici.