Home / Tecnologia e Test / Nutella e le altre creme spalmabili? Troppo zucchero e spesso poche nocciole, ma ci sono anche interessanti eccezioni. Il test di Öko-test e di CTCU dell’Alto Adige

Nutella e le altre creme spalmabili? Troppo zucchero e spesso poche nocciole, ma ci sono anche interessanti eccezioni. Il test di Öko-test e di CTCU dell’Alto Adige

0520_nutella_630x420 nute+Le creme spalmabili alla nocciola? Sono spesso bombe caloriche con quantità di zucchero che arrivano fino al 58% e con una presenza di grassi variabile dal 30 al 45%. È questa la conclusione di un test realizzato in Germania da Öko-test su 20 creme pubblicato sul numero di marzo della rivista. I tedeschi giudicano “soddisfacenti” solo due marche, mentre altri 14 prodotti, tra cui Nutella a Ferrero,  vengono classificati come “scarsi” o “insufficienti”. Per 15 prodotti Ökotest valuta il contenuto zuccherino eccessivamente alto. Una porzione di crema di 30 grammi contiene più zucchero di quello che un bambino di tre anni, secondo l’OMS, dovrebbe consumare in un il giorno.

Prendendo spunto da questo test, il Centro tutela consumatori utenti dell’Alto Adige Verbracherzentrale Südtirol ha focalizzato l’attenzione su 27 vasetti venduti in Italia considerando sia quelli più venduti come Nutella, Novi e Pernigotti, la Nocciolata Rigoni, Despar e Coop, sia 15 creme bio vendute nella regione.

La nocciola è l’ingrediente fondamentale di queste creme, o almeno dovrebbe esserlo, perché non sempre è così. Tra le marche che ne contengono di più troviamo Novi, presente a livello nazionale, con il 45%, insieme a Oberhöller con il 46% e la crema biologica a marchio Teo&Bia che raggiunge il 47%, ed è anche il prodotto più costoso del test. Nutella Ferrero rientra nel gruppo che contiene meno nocciole con il 13%, anche se c’è chi ne utilizza una quantità inferiore come Coop Solidal (10%). Va però detto che i prodotti con un contenuto zuccherino più elevato contengono meno grassi in proporzione e anche meno calorie (da 500 a 540 per 100 grammi). All’opposto i vasetti più ricchi di grassi e nocciole contengono in genere anche più calorie (da 560 fino a 613 per 100 grammi).

A prescindere dal contenuto di nocciole, la quantità di zucchero presente è in quantità esagerata. Più della metà delle creme (14) ne contiene almeno il 50%. Tra i vasetti che superano abbondantemente questa soglia troviamo la crema Despar con il 58% di zuccheri, Coop Solidal con il 57% e Nutella con il 56,3%.

nutella
Nonostante siano l’ingrediente caratterizzante di questi prodotti, nella Nutella è presente solo il 13% di nocciole che scendono al 10% in Coop Solidal

La maggior parte delle creme esaminate sono aromatizzate con polvere o estratto di vaniglia bourbon oppure aromi naturali. Solo cinque contengono aromi artificiali meno costosi, inclusi prodotti discount o di marca come Nutella che usa vanillina.

Per quanto riguarda il prezzo, le creme spalmabili convenzionali costano circa a 11 €/kg.  Nutella si posiziona più in basso con 8,75 €/kg (prezzo medio ricavato da quattro diversi formati), mentre il prodotto più economico è Dolciando, che ha lo stesso contenuto di nocciole della crema Ferrero, ma costa meno della metà (3,73 €/kg). Il più caro tra i vasetti convenzionali è uno di quelli con il contenuto più alto di frutta secca, quello del produttore locale Oberhöller a 34,5 €/kg. Le creme bio hanno un prezzo medio di circa 14 €/kg (Rigoni di Asiago, Ecor Le creme e Altromercato Bio Cajita), ma – come già accennato – si può arrivare fino ai 44,10 €/kg della Teo&Bia, il prodotto più costoso ma anche quello con la percentuale maggiore di nocciole.

Il Centro tutela consumatori utenti dell’Alto Adige Verbracherzentrale Südtirol evidenzia che 15 dei vasetti esaminati non contengono olio di palma, nove usano miscele di palma e altri grassi mentre solo Nutella e due varietà di Rapunzel contengono solo grasso di palma.

Questo è solo l’ultimo test che conferma l’importanza di leggere bene le etichette quando si scelgono i prodotti da mettere nel carrello. Anche se le creme alla nocciola sembrano quasi tutte uguali, uno sguardo alla lista degli ingredienti può far cambiare idea. Una cosa è certa, Nutella come pure le altre marche, con il loro tenore altissimo di zucchero o di grassi non sono alimenti da mangiare tutti i giorni, nonostante le spinte della pubblicità. Fermo restando questo concetto la qualità dei prodotti sul mercato è molto diversa e forse vale la pena mangiarne meno ma preferire un prodotto ricco di nocciole, senza olio di palma e con aromi naturali. Nella tabella qui sotto abbiamo riportato solo alcuni dei vasetti esaminati nello studio realizzato dal Ctcu dell’Alto Adige.

tabella creme spalmabili nutella oberhoeller novi pernigottitabella creme spalmabili despar eurospin coop teoebia rapunzel

tabella crema spalmabile nocciola ecor rigoni altromercato
Nella tabella è rappresentato per primo il prodotto leader di mercato, Nutella, seguito dalle altre creme in ordine decrescenti di percentuale di nocciole e divisi in convenzionali e biologiche

Aggiornamento del 20/06/2018: una versione precedente di questo articolo conteneva un tipo diverso di crema alle nocciole a marchio Ecor, la cui produzione è cessata alla fine di maggio 2018. Nella tabella ora è presente la nuova versione della crema, che rispetto a quella fuori produzione contiene più nocciole e cacao e meno zuccheri.

*Calcolati come il 10% di un fabbisogno energetico standard di 2000 kcal

© Riproduzione riservata

* Con Carta di credito (attraverso PayPal). Clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264
indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare 2018. Clicca qui

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Hands with smartphones, tablet over table with laptop and coffee app

Caffè: gli italiani lo comprano su internet. Nel 2017 l’interesse verso le macchine a capsule cresce del +311%

L’attenzione dei consumatori digitali italiani alla ricerca di informazioni, prezzi e opinioni sul caffè ha …

19 Commenti

  1. Grazie, articolo interessantissimo (come sempre! 🙂 aggiungerei la crema Gianduia Caffarel, che stando al loro sito contiene 40% di nocciole e solo burro di cacao (non di palma né di altri olii).
    Saluti.

    • Grazie a Dio che esiste un giornale come il Fatto Alimentare che consente, sia una esplorazione a 360 gradi del mondo dell’alimentazione che uno spazio di dibattito.

      Tuttavia, quest’ultima notizia relativa alla Nutella rivela i soliti atteggiamenti “integralisti” e l’articolo sembra dimenticare un importante principio: La dose è il veleno (Paracelso, 1493-1541) , principio fondante della moderna tossicologia e non solo (vedi etichettatura delle sostanze pericolose). “Omnia venenum sunt nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit ut venenum non fit” ( tutto è veleno e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto).

      Sembra ricalcare lo stesso errore legato alla “sovrasemplificazione” delle etichette a semaforo che, pur lodevolmente vorrebbero dare un messaggio di troppo facile interpretazione buono/cattivo (piuttosto manicheo) degli alimenti, il cui risultato è solo quello di creare allarmismo ingiustificato: chi, ad esempio va a mangiarsi 100 g di Parmigiano (che risulta semaforicamente rosso) ? [Dosis sola facit ut venenum non fit]

      La dose è il veleno, ciò che distingue un rimedio da una cura è solo la dose e lo stesso vale (finora) nel mondo dell’alimentazione.

      L’articolo sembra anche dimenticare che nel sito https://www.nutella.com/it/it/informazioni-nutrizionali-e-gamma-prodotti-nutella: una porzione di Nutella è pari a 15 g (è anche vero che facendo una semplice ricerca in internet si scopre che la dose raccomandata – il cosiddetto serving- varia a seconda dei paesi (perché ?).

      Dato che il contenuto di zuccheri (principale è il saccarosio poi troviamo un po’ di lattosio dal latte in polvere e del glucosio) per 100 g di Nutella è di 56.3 g la quantità di zuccheri in una porzione sarà di circa 8.5 g (meno di due cucchiaini da tè di zucchero).

      L’articolo inizia con “Le creme spalmabili alla nocciola? Sono spesso bombe caloriche con quantità di zucchero che arrivano fino al 58% e con una presenza di grassi variabile dal 30 al 45%. È questa la conclusione di un test realizzato in Germania da Öko-test su 20 creme pubblicato sul numero di marzo della rivista”.
      Tanto per restare nei libri scritti in Italiano (ve ne sono tantissimi in altre lingue) andate a leggere “Dalle Calorie alle Molecole” del prof. P.L. Rossi – 2014, e comincerete a fare i primi “distinguo” sull’uso delle calorie come criterio guida nell’alimentazione.

      Troppo/giusto/poco sono solo dei descrittori che non hanno molto significato nell’analisi del problema posto da Öko-test.

      Per lo stesso motivo affermazioni del tipo: “Una cosa è certa, Nutella come pure le altre marche, con il loro tenore altissimo di zucchero o di grassi non sono alimenti da mangiare tutti i giorni, nonostante le spinte della pubblicità”.

      Lo zucchero semplice ha un tenore altissimo di zucchero (praticamente il 99 %) se questo è il criterio ed anche i grassi o gli oli hanno un tenore altissimo di grassi (come sopra, praticamente il 100 %).
      E’ evidente che questo modo di affrontare il problema (tenore altissimo!) è certamente poco scientifico e con questo vorrei ricondurre l’attenzione sul primo principio della tossicologia moderna visto in precedenza.

      È vero, l’uomo, il cosiddetto essere razionale, può scegliere. Può scegliere sia di duplicare o triplicare abbondantemente la porzione raccomandata di Nutella come nella famosa scena del film di Nanni Moretti o può usare la testa e cominciare a pensare a quello che fa. Massima libertà, non vi pare?

  2. A mio parere, le creme di nocciola con poche o pochissime nocciole (meno del 30%), sono denominabili creme al gusto di nocciola e non di nocciola.
    Poi vista la minima quantità del contenuto caratterizzante di molte delle creme in commercio, questo diventa l’olio e lo zucchero e non il frutto richiamato; quindi da un punto di vista tecnologico degli ingredienti impiegati sarebbero meglio definibili delle maionesi extra dolci.

    • “Maionese extra dolce alla nocciola” è geniale…sarà certamente la definizione che partire da oggi adotteró per tutto quanto non contiene almeno il 40% di nocciole (percentuale a mio gusto comunque insufficiente!)!!

  3. Raffaele magrini

    La Ferrero dovrebbe preoccuparsi molto della salute dei bimbi ma come tutte le multinazionali pensa esclusivamente alla marginalità, puniamo severamente questi comportamenti.

  4. La Ferrero tiene così tanto alla salute dei bimbi… con la sua linea di merendine dedicate ha fatto davvero tanto!*

    Poi leggi certe dichiarazioni del presidente Ferrero e se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere!

    “Ferrero ha un’attenzione particolare per i bambini, Michele Ferrero ha dato vita a ‘Kinder’, destinato proprio ai bambini e per rassicurare le mamme sull’alimentazione da dare ai loro figli”.

    Ecco la linea Kinder:
    *Kinder Brioss, Kinder Brioss Latte Cacao, Kinder Brioss Pesca IGP, Kinder Colazione Più, Kinder Colazione Più Integrale, Kinder Pan e Cioc, Kinder Pan e Cioc Cacao, Kinder Cerealè Lampone, Kinder Cerealè Cioccolato, Kinder Delice

    • Già, pensa tanto ai bimbi perché gli vuole tanto bene, come la strega di Hänsel e Gretel.

  5. Quella col rapporto qualità/prezzo migliore è senza dubbio la Novi. O meglio, tra quelle di buona qualità (ovvero senza oli vegetali raffinati aggiunti) è quella col prezzo migliore, e ha una buona percentuale di nocciole.
    Anche la Baratti&Milano, suggerisco.

    • Baratti Milano e Novi sono marchi della stessa società Elah Dufour e sembrano molto simili

  6. Buongiorno,
    nell’etichetta della NUTELLA compare un bicchiere di latte.
    Visto che tra gli ingredienti compare il latte in polvere ed il siero di latte ma non il latte tal quale, non bisogna cambiare l’immagine?
    Oppure FERRERO può fare quel che vuole?

  7. Via segnalo anche la nuova Chocobella Noir di Damiano Organic, che non ancora avuto modo di provare (la ordinerò a breve) ma, vista la qualità dei loro prodotti, sono pronto a mettere la mano sul fuoco che sarà squisita!
    Nocciole dei Nebrodi 45%
    Zucchero di canna
    Cacao in polvere 18%
    Pasta di mandorle pelate tostate
    Olio di mandorle
    Tutto biologico, con nocciole e mandorle siciliane.

    Personalmente, alla ricerca di creme con un contenuto sempre maggiore di nocciole, alla fine mi sono abituato a mangiare le loro creme di frutta a guscio 100% (nocciola, mandorla)!! Certo, in piccole quantità, un paio di cucchiaini alla volta… ma sono impagabili. Volendo, basta mescolare una crema 100% nocciole con del cioccolato fondente fuso, secondo il proprio gusto, e si si può tenere la crema spalmabile al cacao nocciole più buona che ci sia! 😉

  8. Tiziana Moiola

    come volevasi dimostrare, in linea con la mia esperienza, la crema Novi resta, tutto considerato, la migliore

  9. Ho letto con attenzione e incuriosita i commenti e devo dire che l’attenzione è molto forte per la scarsa quantità di pasta di nocciole e la grande abbondanza di zucchero
    In effetti in commercio si trovano solo questi tipi di creme da spalmare, ma nessuno viene in mente che la crema alla nocciola si può fare con la Stevia?
    Sostituisce lo zucchero e non ha calorie.
    io un pensierino lo farei!!!

    • L’idea è qualitativamente buona, ma lo zucchero rappresenta anche una quota notevole in peso e volume delle creme in questione e sostituirlo con la Stevia ridurrebbe di molto la quantità di prodotto a parità di dolcezza.
      Quindi la sostituzione andrebbe compensata con l’aumento degli altri ingredienti solitamente previsti e di alto costo, nocciole in primis (cosa buona e giusta per una crema di nocciole).
      Penso che l’impiego di zucchero integrale di canna sia un giusto compromesso qualitativo per questo dolciume grasso, ma da non abusarne.

  10. Grazie a Dio che esiste un giornale come il Fatto Alimentare che consente, sia una esplorazione a 360 gradi del mondo dell’alimentazione che uno spazio di dibattito.

    Tuttavia, quest’ultima notizia relativa alla Nutella rivela i soliti atteggiamenti “integralisti” e l’articolo sembra dimenticare un importante principio: La dose è il veleno (Paracelso, 1493-1541) , principio fondante della moderna tossicologia e non solo (vedi etichettatura delle sostanze pericolose). “Omnia venenum sunt nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit ut venenum non fit” ( tutto è veleno e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto).

    Sembra ricalcare lo stesso errore legato alla “sovrasemplificazione” delle etichette a semaforo che, pur lodevolmente vorrebbero dare un messaggio di troppo facile interpretazione buono/cattivo (piuttosto manicheo) degli alimenti, il cui risultato è solo quello di creare allarmismo ingiustificato: chi, ad esempio va a mangiarsi 100 g di Parmigiano (che risulta semaforicamente rosso) ? [Dosis sola facit ut venenum non fit]

    La dose è il veleno, ciò che distingue un rimedio da una cura è solo la dose e lo stesso vale (finora) nel mondo dell’alimentazione.

    L’articolo sembra anche dimenticare che nel sito https://www.nutella.com/it/it/informazioni-nutrizionali-e-gamma-prodotti-nutella: una porzione di Nutella è pari a 15 g (è anche vero che facendo una semplice ricerca in internet si scopre che la dose raccomandata – il cosiddetto serving- varia a seconda dei paesi (perché ?).

    Dato che il contenuto di zuccheri (principale è il saccarosio poi troviamo un po’ di lattosio dal latte in polvere e del glucosio) per 100 g di Nutella è di 56.3 g la quantità di zuccheri in una porzione sarà di circa 8.5 g (meno di due cucchiaini da tè di zucchero).

    L’articolo inizia con “Le creme spalmabili alla nocciola? Sono spesso bombe caloriche con quantità di zucchero che arrivano fino al 58% e con una presenza di grassi variabile dal 30 al 45%. È questa la conclusione di un test realizzato in Germania da Öko-test su 20 creme pubblicato sul numero di marzo della rivista”.
    Tanto per restare nei libri scritti in Italiano (ve ne sono tantissimi in altre lingue) andate a leggere “Dalle Calorie alle Molecole” del prof. P.L. Rossi – 2014, e comincerete a fare i primi “distinguo” sull’uso delle calorie come criterio guida nell’alimentazione.

    Troppo/giusto/poco sono solo dei descrittori che non hanno molto significato nell’analisi del problema posto da Öko-test.

    Per lo stesso motivo affermazioni del tipo: “Una cosa è certa, Nutella come pure le altre marche, con il loro tenore altissimo di zucchero o di grassi non sono alimenti da mangiare tutti i giorni, nonostante le spinte della pubblicità”.

    Lo zucchero semplice ha un tenore altissimo di zucchero (praticamente il 99 %) se questo è il criterio ed anche i grassi o gli oli hanno un tenore altissimo di grassi (come sopra, praticamente il 100 %).
    E’ evidente che questo modo di affrontare il problema (tenore altissimo!) è certamente poco scientifico e con questo vorrei ricondurre l’attenzione sul primo principio della tossicologia moderna visto in precedenza.

    È vero, l’uomo, il cosiddetto essere razionale, può scegliere. Può scegliere sia di duplicare o triplicare abbondantemente la porzione raccomandata di Nutella come nella famosa scena del film di Nanni Moretti o può usare la testa e cominciare a pensare a quello che fa. Massima libertà, non vi pare?

    • Roberto La Pira

      Le rispondo per punti in modo schematico. Dire che l’etichetta semaforo crea allarmismo dimostra una scarsa conoscenza della materia (Il Parmigiano tra l’altro ha un’etichetta arancione e non rossa come dice lei) o forse più semplicemente la condivisione di tesi riportate da lobby e autorità che probabilmente non hanno mai letto nulla al riguardo. Per restare sempre in tema, l’etichetta semaforo dà un colore rosso a Nutella e arancione ad altri prodotti con meno zucchero e questo dimostra già qualche utilità.
      Per tornare al primo concetto da lei ricordato sulla dose che fa il veleno, le ricordo che l’apporto di zucchero consigliato dall’Oms è del 10% del fabbisogno calorico giornaliero e che moltissimi ragazzini italiani superano abbondantemente questo valore, forse anche per i 15 g di Nutella giornalieri che ne contengono 8 g circa ( provi a mettere 15 g di Nutella sul pane e poi mi dica se i ragazzini si limitano a quelle dosi). In ogni caso le scelte non le fanno i bambini ma sempre di più il marketing che investe decine di milioni per inculcare bisogni di prodotti alimentari che possiamo tranquillamente classificare come junk food,

  11. Primo errore che ho commesso: NON ho specificato con quale dei due sistemi di etichettatura FoP o Nutriscore si ottiene il colore rosso (con il Fop) ed arancio (con il Nutriscore)

    Secondo aspetto da valutare l’OMS riporta:
    “In both adults and children, WHO recommends reducing the intake of free sugars to less than 10% of total energy intake”

    ovvero, SCHEMATICAMENTE:

    per un adulto (reg. 1169/2011, allegato XIII) l’assunzione energetica di una dieta di riferimento è di 2000 kcal; il 10 % di questo valore è 200 kcal ovvero 50 g di “free sugars” (*)
    _____
    (*) Per “free sugars” l’OMS intende:
    Free sugars include monosaccharides and disaccharides added to foods and beverages by the manufacturer, cook or consumer, and sugars naturally present in honey, syrups, fruit juices and fruit juice concentrates.

    L’OMS, inoltre raccomanda anche di ridurre a valori più bassi del 10 % dell’energia totale.

    Per un bambino (ad esempio un ragazzino maschio fra 11-14 anni) i LARN indicano che l’apporto energetico giornaliero è di 2693 kcal, il 10 % è di 269.3 ovvero circa 67 g di “free sugars”.

    2) Secondo il sistema FoP il Parmigiano Reggiano (100 g, dato che questo sistema di etichettatura si esprime per 100 g) secondo i dati dell’ISS ha:
    Grassi 28.1 g (rosso)
    di cui saturi 18.5 g (rosso)
    Zuccheri 0 g (verde)
    Sale 1.5 g (arancio)

    Secondo il sistema NUTRISCORE il colore è arancio (lettera D)

    L’osservazione “provi a mettere 15 g di Nutella sul pane e poi mi dica se i ragazzini si limitano a quelle dosi” ha più un sapore “polemico” CHE SOSTANZIALE. Infatti chi ha stabilito che la porzione di NUTELLA o creme similari sia di 15 g (che peraltro sono tanti. Io certo che no! ne, tantomeno ho intenzione di difendere NUTELLA che è uno dei peggiori prodotti in commercio per quanto riguarda la categoria “creme spalmabili”.

    Questa sua osservazione vorrebbe giustificare che, siccome nessuno controlla quanta NUTELLA i ragazzini andranno a consumare, di conseguenza ABOLIAMO la NUTELLA. Allora aboliamo lo zucchero, l’olio, e qualsiasi altro alimento che venga consumato in eccesso – chi controlla i ragazzini o gli adulti?

    Le ricordo quanto non dico IO ma la tossicologia moderna: “LA DOSE E’ IL VELENO”.

    Risibile è anche il tentativo di “demonizzare i “cattivoni del marketing”…cosè un tentativo di attribuire ad altri, ai demoni, una carenza di educazione alimentare che dovrebbe provenire da altre fonti?

    Tutto il nostro mondo è pervaso dai “cattivoni del marketing” e questo vale e varrà in moltissimi altri campi oltre a quello alimentare. Cosa facciamo, torniamo a vivere nel mondo di Heidi o ci “educhiamo” ad affrontare la vita per quello che è? Noi possiamo sempre scegliere, nel bene e nel male.

    Per quanto riguarda la “combinazione” di alimenti, perchè di questo stiamo parlando (la mitica dieta variata) esistono dei sistemi di valutazione di combinazioni alimentari molto più intelligenti ed efficaci dei pur lodevoli, ma semplicistici e fuorvianti SEMAFORI (ad esempio l’Indice di Qualità Nutrizionale).

    Infine, ricordo a tutti gli affezzionati lettori di questa splendida rubrica, che esistono tantissime fonti di informazione che possono contribuire ad elevare la nostra conoscenza alimentare. Un esempio lo avevo già citato nella mia precedente e-mail

    • Roberto La Pira

      Buongiorno, visto che il marketing ha una grossa responsabilità nei consumi e che il consumatore è un soggetto facilmente influenzabile, l’etichetta semaforo aiuta a ridurre questa invasione di comunicazione commerciale orientata prevalentemente verso il junk food , poi ci vorrebbe una tassa sullo zucchero e infine, ma non certo ultima per importanza, una vera educazione nutrizionale che pochi fanno e che i ministeri dedicati hanno dimenticato da anni

  12. Per tornare all’oggetto in discussione, ribadisco il concetto di definizione di prodotto.
    Perché come giustamente ci richiama Giancarlo “è la dose che fa il veleno”, così se invece di definire crema di nocciole, un mix a prevalenza di zuccheri e grassi, lo definissimo più correttamente una maionese extra dolce al gusto di nocciola, anche il principio di quantità giornaliera potrebbe rientrare se inquadrato come un condimento.
    Il guaio è che alcune di queste referenze non sono proprio creme di nocciola, ma vere e proprie salse da condimento che traggono in inganno genitori e bambini di tutte le età.
    Nulla ci sarebbe da obiettare per le vere creme ad alto contenuto di frutto secco, perché la quantità di zuccheri si riduce e non serve aggiungere grassi estranei a quelli naturali delle nocciole, fermo restando la moderazione d’uso, ma consumare nocciole macinate non è la stessa cosa che condire una fetta di pane con della maionese extra dolce all’olio di palma con pochissime nocciole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *