Altroconsumo ha analizzato 15 caffè macinati per moka. Kimbo è primo, Gimoka ed Esselunga buon rapporto qualità-prezzo. Criticità per le etichette
Il caffè macinato che compriamo al supermercato è di buona qualità. È il dato più rassicurante che emerge dal test pubblicato da Altroconsumo, che ha portato in laboratorio 15 tra i prodotti più diffusi. Sul fronte della sicurezza i risultati sono positivi. In nessuno dei campioni è stata rilevata ocratossina A e anche l’acrilammide è al di sotto dei valori di riferimento. Altroconsumo ha valutato umidità, ceneri ed estratto acquoso, parametro legato alla quantità di sostanze del caffè che si sciolgono durante la preparazione. Quasi tutti i prodotti hanno ottenuto giudizi molto buoni.
Kimbo primo, ma le differenze sono poche
Nella classifica complessiva il primo posto va a Kimbo Espresso Napoletano, con 74 punti, seguito a ruota da Caffè Vergnano 1882 Granaroma (73 punti), Carrefour Classico (72), Illy Tostato Classico e Coop Caffè Classico (entrambi 72 punti). Per il rapporto tra qualità e prezzo la rivista segnala Gimoka Aroma Classico ed Esselunga Macinato che costano quasi la metà circa di Kimbo e comunque decisamente meno rispetto agli altri.
Nonostante la crescita delle capsule, il caffè macinato continua a essere il più acquistato dagli italiani con il 44,4% del mercato. Le capsule raggiungono il 34,3% del valore complessivo, perché il prezzo al chilo è molto più elevato. Il macinato resta nettamente più economico: i prodotti del test costano da 11 a 29 €/kg, mentre con capsule e cialde il prezzo equivalente al chilo è molto più alto e per molte marche arriva a 40-60 €/kg.
La moka conserva quindi un vantaggio economico notevole e parità di quantità di caffè comporta una produzione di rifiuti inferiore.

Il punto debole è l’etichetta
Se le analisi di laboratorio promuovono quasi tutti i prodotti, la situazione cambia quando si guardano le informazioni sulle confezioni. Nessuno indica con precisione il Paese di origine e anche la composizione della miscela non sempre è chiara. Alcuni specificano “100% Arabica”, altri indicano Arabica e Robusta, ma nella maggior parte dei casi non viene specificata. Poi ci sono le indicazioni sul gusto – “intenso”, “cremoso”, “classico”, “napoletano” – che sono del tutto arbitrarie.
Un altro punto critico riguarda la filiera. Secondo Altroconsumo, nessuna delle marche analizzate nel test riportava certificazioni di terzi (come Fairtrade o Rainforest Alliance) volte a garantire il rispetto di standard ambientali, sociali o di tutela economica della filiera. Il quadro finale è però chiaro: il caffè macinato è promosso per qualità e sicurezza, meno convincente per trasparenza e informazioni sulla filiera.
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare



Sono perplesso, mi aspettavo di trovare il caffè Mauro, che trovo buono, anche se uso quello in grani, magari è differente.