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Il super pomodoro Pomì L+ anti-invecchiamento è una bufala. Il contenuto di licopene e uguale a quello degli altri. Ricorso al Giurì della pubblicità

Coldiretti mercoledì 13 luglio 2011 ha presentato alla stampa la passata di pomodoro Pomì L+ in grado di contrastare l’invecchiamento e le malattie cardiache! Il miracolo del pomodoro anti-aging si è materializzato grazie all’elevata quantità di licopene presente (50% in più rispetto agli altri prodotti). Il bizzarro comunicato di Coldiretti sostiene che “Per la prima volta sarà in vendita sul mercato il superpomodoro Made in Italy, ricco di antiossidanti e con molto più licopene […] importante per combattere l’invecchiamento e nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari”.

Quando però in agosto è iniziata nei supermercati la vendita del prodotto si scopre che il contenuto di licopene indicato sull’etichetta è pari a 20 mg/100g, un valore pressoché equivalente a quello di una normale passata di pomodoro. Basta  consultare i valori indicati sulle tabelle dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) per rendersene conto. Ma allora come si concilia lo slogan della campagna in cui si sottolinea la presenza del 50% in più di licopene? Lo stesso leit motiv viene ripreso nelle campagne pubblicitarie tv e su diversi siti (http://www.youtube.com/watch?v=e4JrIZWmUKQ, http://it-it.facebook.com/pomi.italia).

Anche il sito dell’azienda www.pomionline.it nella home page dice “nasce la passata di nuova generazione, ricca di antiossidanti naturali […] un benessere tutto da gustare”.

Nell’immagine si vede l’etichetta che indica una bottiglia di passata Pomì L+ con il valore di 20 mg di licopene, affiancata dal messaggio: “Dalla ricerca Pomì è nata L+, una nuova passata di pomodoro dalle innovative caratteristiche organolettiche e nutraceutiche, più ricca di licopene, antiossidanti e valori nutritivi. Il licopene, contenuto in grandi quantità nel pomodoro, rende l’alimento un’ottima fonte di proprietà benefiche per tutto l’organismo.

La società Boschi Food & Beverage che produce Pomì L+ dimentica che sulle etichette dei prodotti alimentari non si possono utilizzare frasi salutistiche  che correlano la presenza di licopene alla funzione  antiossidante, anti-invecchiamento oppure alla riduzione del rischio malattie cardiache.  

  La legge europea prevede un’autorizzazione specifica molto severa quando questo tipo di diciture viene proposto sulle etichette o nella  pubblicità.  Fino a ora però non esistono domande presso l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in cui si chiede l’autrizzazioen ad usare queste indicazioni.

Anzi l’agenzia ha respinto poco tempo fa tutte le diciture sulla funzione antiossidante del licopene naturale presente nel pomodoro, e sugli eventuali effetti benefici correlati alla normale funzione cardiaca. Per tutti questi motivi Il Fatto Alimentare ha chiesto al Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria di censurare la pubblicità e i vari messaggi promozionali.

© Riproduzione riservata

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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