Quando ho visto il cartellino a fianco di un vassoio di tartufi  bianchi che indicava 9.000,00 euro/kg ho avuto un momento di smarrimento.

 

Certo mi trovavo da Peck,  il negozio considerato il tempio della gastronomia milanese, dove la carne di manzo supera i 50 euro/kg , i piatti pronti arrivano a 70 e i prelibati formaggi svettano, ma quel cartellino mi ha colpito.  Mai mi era capitato di trovare un importo così elevato riportato su un piccolo cartoncino bianco.

 

Per capire di cosa stiamo parlando basta collegarsi alla borsa del tartufo di Alba Bra in Piemonte, per scoprire che le quotazioni stagionali oscillano intorno a 450 euro l’etto ( la metà rispetto al listino di Peck). 

 

Per  evitare facili strumentazioni  va detto che per condire un risotto ne basta davvero poco di Tuber Magnatum Pico (tartufo molto pregiato, molto ricercato e anche molto pagato). Ma anche volendo considerare solo un grammo del pregiato prodotto, alla fine il conto viene a costare quanto una margherita e una birra in pizzeria. Il paragone può risultare sconveniente e forse troppo popolare, ma se non avessi fatto la fotografia non sarei certo qui a raccontare questa assurda storia gastronomica. 

 

Roberto La Pira

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Andrea Tibaldi
Andrea Tibaldi
13 Dicembre 2012 08:00

Mah io certi articoli proprio non li capisco, fanno scadere tantissimo il lavoro molto buono del sito. Chissenefrega se Peck vende a 9000 euro al kilo, siamo in un paese libero o no? Ognuno vende quello che gli pare al prezzo che gli pare, non vedo dove sia il problema. Esistono in commercio ricarichi di molto più del 100%. Insomma, non capisco quale sia lo scopo dell’articolo, certe cose sono degne forse del diario di facebook di un adolescente anarchico.

Roberto La Pira
Roberto La Pira
13 Dicembre 2012 13:09

Andrea, è la prima volta in 40 anni che trovo un cartellino dei prezzi così elevato, forse lei è abituato, ma per me è una notizia.

giunela
giunela
13 Dicembre 2012 09:44

Nemmeno se me li regalano !
Per non parlar del foie gras !

Stefano Buzzi
Stefano Buzzi
19 Dicembre 2012 07:30

Anche io non concordo on la sensazionalità dell’articolo: ritengo il prezzo esposto in linea con le garanzie di freschezza, filiera e rintracciabilità che si devono richiedere a tale prodotto.
Il prezzo del Tartufo bianco di Alba varia poi i in base alla pezzatura, che se supera determinate misure porta il tartufo direttamente all’asta dove verrà battuto a un prezzo ben superiore dei 9000 euro citati.
Io provengo da una tradizione di generazione di gastronomi e posso assicurare che la tradizione dell’uovo al "cereghino" preparato da mio padre il 6 gennaio con gli avanzi di tartufo invenduto è una prelibatezza che solo chi passa le festività in una cella a imburrare tartine può comprendere!
Auguri a tutti!!

Roberto La Pira
Roberto La Pira
24 Dicembre 2012 12:49

D’accordo il presort varia con le dimensioni, che pero si vedono nella foto . Ma poi, non so voila io cartellini cosi non ne ho mai visti

Stefano
Stefano
22 Dicembre 2012 11:49

Tutto dipende dalla qualità e dal peso: il termine "Tartufo Bianco" è arbitrario quanto il termine "Automobile".

Un tartufo d’Alba da 1Kg viene ad esempio battuto all’asta e solitamente il prezzo (al rialzo of course) non è nemmeno un lontano parente dei 9.000 euro richiesti da Peck.