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Super cibo, integratori e alimenti funzionali: un’infografica interattiva aiuta a districarsi tra le finte proprietà dei prodotti miracolosi promossi dalla pubblicità

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David McCandless e Andy Perkins hanno messo a punto un’infografica che restituisce i dati raccolti sulle proprietà benefiche di alcuni alimenti funzionali

 Il bombardamento mediatico sui benefici degli integratori, degli alimenti funzionali e dei micro-nutrienti è incessante, un giorno si parla della vitamina C, poi del caffè, del miele, delle bacche di goji … Basta sfogliare le pagine dei principali quotidiani che si occupano di salute per rendersi conto di quanto sia diffusa la pubblicità di questi prodotti. Alla fine è sempre molto difficile capire cosa ci sia di vero e cosa sia lontano dalle dimostrazioni di effettiva efficacia.

 

David McCandless, giornalista di The Guardian, Wired e ora data journalist e information designer indipendente, insieme a Andy Perkins, hanno messo a punto un’infografica che restituisce  i dati raccolti sulle proprietà benefiche di alcuni alimenti funzionali e integratori, basandosi su analisi scientifiche effettuate sull’uomo. Ogni bolla è collegata tramite link a uno studio rigorosamente in inglese, che prende in considerazione solo indagini sugli umani, escludendo le prove su animali o cellule in vitro. McCandless e Perkins hanno analizzato gli abstract di oltre 1.500 studi presenti su PubMed e Cochrane.org in modo da confermare o smentire per ogni sostanza le effettive  proprietà benefiche.

 

Il grafico a bolle che hanno ricavato è molto versatile e offre diverse possibilità di lettura. La legenda a destra permette di selezionare l’argomento di interesse (digestione, diabete, controllo del peso, problemi cardiaci…) in modo tale che a ogni argomento corrispondano gruppi di alimenti o nutrienti. L’aglio per esempio ha degli effetti chiari ed evidenti sulla pressione, mentre non esistono evidenze sul coinvolgimento nella prevenzione del cancro. Per questo motivo nel grafico troviamo due bolle, disposte in alto o in basso in relazione alla validità della prova (più la bolla è in alto, maggiore è l’evidenza dell’efficacia).

 

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Ogni bolla è collegata a uno studio scientifico che prende in considerazione solo studi sugli umani

La grandezza delle bolle è correlata alla popolarità del prodotto, mentre il colore definisce la collocazione (la tinta azzurrina significa che ancora non ci sono abbastanza dati per collegare prodotto e proprietà).

 

A questo punto non resta che iniziare a usare l’animazione, per scoprire che il potere afrodisiaco delle ostriche non ha evidenze scientifiche o che le bacche di goji tanto di moda, non hanno ancora un numero sufficiente di studi per considerarle benefiche. In questo modo diventa più facile districarsi con maggiore razionalità tra le tante informazioni che si trovano in rete e sui media, evitando di correre dietro all’ultima moda alimentare.

 

Eleonora M. Viganò

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Eleonora Viganò

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redazione Il Fatto Alimentare

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