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Sicurezza alimentare in vacanza: tutti i consigli per viaggi in paesi tropicali senza rischi. Il decalogo del Ceirsa

Vacanze e ciboQuando si parte per le vacanze, soprattutto quando la nostra destinazione è un Paese tropicale, mangiare le specialità tradizionali del luogo, diverse dai cibi a cui siamo abituati, può essere un’esperienza indimenticabile anche in senso negativo. Secondo stime attendibili  i viaggiatori colpiti da qualche disturbo gastrointestinale di origine alimentare oscilla dal 20 al 70%. Per evitare spiacevoli conseguenze, il Centro interdipartimentale di ricerca sulla sicurezza alimentare di Torino ( Cerisa) ha pubblicato una breve guida sul blog La Sicurezza nel Piatto.

La causa di molti casi di “diarrea del viaggiatore”, non è necessariamente da ricercarsi in carenze igieniche dei cibi serviti a tavola. Spesso i disturbi sono causati dal contatto con batteri  sconosciuti al nostro organismo, ma del tutto innocui per le popolazioni locali provvisti di difese contro questi microbi.

Dopo avere preso le dovute informazioni sul Paese di destinazione, i viaggiatori dovrebbero seguire il mantra “cuocilo, pelalo o scordatelo”, che in altre parole vuol dire consumare solo cibi confezionati o cotti completamente, sbucciare da sé la frutta prima di mangiarla ed evitare tutto il resto.

Ecco il decalogo del Ceirsa per una vacanza tropicale .vacanze tropicali acquavacanze tropicali ghiacciovacanze tropicali fruttavacanze tropicali lattevacanze tropicali pescevacanze tropicali uovavacanze tropicali salsevacanze tropicali cibi temperaturavacanze tropicali street food

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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