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Riso Scotti, Coop e Simply: un solo produttore per tre marchi. Cambia però il prezzo e forse anche il chicco

risoIl riso Arborio tra le varietà italiane è quella che ha i chicchi più grandi ed è considerato il re dei risotti, ne esistono anche altre tipologie come il Roma e il Carnaroli un po’ meno richieste. Nei supermercati le due marche leader (Scotti e Riso Gallo) si confrontano con molte confezioni che sull’etichetta riportano la marche del distributore (private label) ormai arrivate a coprire il 38% del volume.

 

La confezione utilizzata per il riso è solitamente il sacchetto sottovuoto in plastica all’interno di una scatola di cartone anche se c’è chi utilizza solo l’involucro trasparente. Il prodotto di marca esposto sugli scaffali non presenta molte differenze con quello a marchio del supermercato, per cui il consumatore sceglie essenzialmente in base alla marca, al prezzo, alla tipologia, al tempo di cottura e alla tenuta. Abbiamo confrontato il Riso Scotti Arborio, dell’azienda leader di mercato, con l’omologo prodotto a marchio Coop e quello firmato da Simply.

 

riso scottiScotti confeziona anche per Coop Nord Ovest e Unicoop Firenze nello stabilimento di Pavia in Via Angelo Scotti oltre che per una decina di insegne come: Simply, Despar, C3, Eurospin, Penny Market, Selex, Sma, Auchan, Billa Italia, Metro, Sun, Crai, Finiper, Il Gigante, Lidl Italia, Pam ecc. Il lungo elenco rappresenta un uteriore esempio di come per alcune grandi aziende leader sia normale produrre anche per le marche dei supermercati.

 

Confrontando i tre prodotti si nota che le confezioni di Coop e Scotti sono molto simili (scatola di cartone con all’interno il sacchetto di riso sottovuoto), mentre il riso superfino Simply (prodotto sempre dalla Scotti nello stesso stabilimento) utilizza solo il sacchetto di plastica sottovuoto.

 

Riso coopMa la similitudine è solo apparente perchè osservando le tabelle nutrizionali si evidenziano differenze interessanti relative alla composizione. Coop ha una percentuale di proteine maggiore (8,1g su 100 rispetto ai 6,8 di Scotti e Simply). Questa differenza può essere legata alla zona d’origine del riso che, come sottolinea Scotti, “è tutto di provenienza italiana e frutto di una selezione della materia prima”. Un’altra diversità merceologica riguarda il tempo di cottura 16-18 minuti per Coop e Scotti e 14-15 per Simply.

 

Riuscire a capire la differenza tra il riso Scotti e quello prodotto per le oltre 15 catene di supermercati non è banale. In genere ogni catena adotta un “capitolato” che può contemplare caratteristiche merceologiche e anche formati specifici (come nel caso di Simply) che raramente vengono diffuse alla stampa.

 

riso simplyOttenere informazioni sui capitolati è difficile. Abbiamo contattato Coop per avere qualche chiarimento sul Riso Arborio e ci è stato risposto che “relativamente alla qualità merceologica (percentuale massima di grani spuntati, grani striati, impurità varietali ecc.) sono state fissate tolleranze inferiori a quanto stabilito dalla legge”. Di sicuro queste caratteristiche del riso possono influire sulla qualità della cottura.

 

Da parte sua Riso Scotti dice che “per tutti i parametri (caratteristiche chimico-fisiche, microbiologiche, merceologiche) i prodotti a marchio Scotti hanno limiti massimi più restrittivi rispetto ai prodotti delle marche dei supermercati, oltre che rispetto ai limiti definiti dalla legislazione italiana”. L’azienda precisa che “tutte le rotture derivanti dal processo di lavorazione per il marchio Scotti vengono utilizzate per altri prodotti a base di riso”.

 

Il prezzo più elevato di Riso Scotti Arborio (il 30% in più rispetto a Coop e Simply) è in parte giustificato. La differenza è consistente anche se bisogna ricordare che i prodotti a marchio dei supermercati sostengono minime spese di marketing e pubblicità.

 

Claudio Troiani

 

riso scottiRiso Arborio Scotti da 1 Kg
Valori nutrizionali per 100g
Valore energetico                   359 Kcal
                                         1.525 Kj
Proteine                                  6,8g
Carboidrati                             79,8g
Grassi                                     1,4g
Tempo di cottura in minuti       16-18
Prezzo (euro/Kg)                    3,14

 

Riso coopRiso Arborio Coop da 1 Kg
Valori nutrizionali per 100g
Valore energetico                  352 Kcal
                                        1.456 Kj
Proteine                                  8,1g
Carboidrati                             76,8g
di cui zuccheri                       0,2g
Grassi                                     1,2g
di cui saturi                            0,2g
Fibre alimentari                      1,0g
Sodio                                       0,0g
Tempo di cottura in minuti       16-18
Prezzo (euro/Kg)                    2,30

 

riso simplyRiso Arborio Simply da 1 Kg
Valori nutrizionali per 100g
Valore energetico                  344 Kcal
                                        1.459 Kj
Proteine                                  6,8g
Carboidrati                             77,5g
di cui zuccheri                        0,3g
Grassi                                     0,7g
di cui saturi                             0,2g
Fibre alimentari                      1,0g
Sodio                                       0,0g
Equivalente in sale                  0,0g
Tempo di cottura in minuti       14-15
Prezzo (euro/Kg)                    2,34

 

Prezzi rilevati a gennaio/febbraio 2013 a Torino e provincia.

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Quando sarà messa una regola alla concorrenza sleale ? concorrenza che la GDO fa nei confronti dei prodotti di marca, limitandone di fatto il mercato e la redditività, con lo strapotere di limitare e sostituire pian piano sui banchi di vendita i prodotti che “vanno di più”(più accetti ai consumatori) con prodotti di imitazione ,
    (magari fatti fare allo stesso produttore o a piccoli produttori presi per il collo), come sopra dimostrato, di minor qualità e valore commerciale. Le conseguenze sono micidiali: tale concorrenza sleale, che toglie reddittività , limita la possibilità di sviluppo e ricerca e progresso ai produttori seri e schiaccia il mercato verso una qualità appiattita verso il basso uccidendo l’industria.