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Pasta più cara? Sì, ma la metà di quanto riferisce Coldiretti. Rincari di 7 € l’anno a persona

origine, mazzo di spaghetti in verticale su tavolo spaghetto quadrato

Secondo ColdirettiLe famiglie italiane spenderanno nel 2022 per la pasta quasi 800 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente a causa dei rincari scatenati dalla guerra in Ucraina e delle distorsioni all’interno delle filiere“. Non è vero. UnionFood, l’associazione che riunisce 450 aziende dell’agroalimentare, con 20 settori merceologici è scesa in campo ricordando che la spesa per i rincari per il grano duro sarà quest’anno di 400 milioni, ovvero la metà di quanto riportato da Coldiretti. Si tratta di una delle tante notizie che la lobby degli agricoltori diffonde in rete e che i giornali sono abituati a riprendere senza verificare i dati.  

La farsa dei numeri continua quando Coldiretti scrive che “a Milano un chilo di pasta di semola può costare fino a 3,18 euro, a Roma si viaggia sui 3,20 euro, a Bologna siamo a 3,26 euro, a  Palermo 2,48 euro al chilo, a Napoli 3,18 euro…“. Basta collegarsi a qualsiasi sito online di una catena di supermercati per scoprire che un chilo di spaghetti numero 5 Barilla (probabilmente la pasta  più venduta in Italia) costa circa 2,00 €/kg e che sugli scaffali si trovano spaghetti di marche private a 1,5 €/kg. Certo si può arrivare a 3 euro ma si tratta di pasta acquistata da una quota marginale di consumatori. Ancora una volta Coldiretti racconta una realtà deformata a suo uso e consumo, lontana da quanto avviene nei punti vendita. Proporre notizie in questo modo vuol dire solleticare l’allarmismo in una situazione dove gli aumenti della spesa alimentare sono un elemento che preoccupa la maggior parte delle persone.

pasta spaghetti
Un chilo di spaghetti costa circa 2,00 €/kg e sugli scaffali si trovano spaghetti di marche private a 1,5

Alla fine l’incremento di spesa della pasta comporterà un esborso annuale inferiore ai 7 euro a persona. In pratica il costo di una pizza Margherita. “La pasta quindi continuerà a essere un alimento accessibile a tutti, anche in un momento difficile come quello attuale. Perché con mezzo chilo di pasta e pochi altri ingredienti (legumi e un filo d’olio), si riesce a con meno di due euro a preparare un pasto nutriente e bilanciato per una famiglia di cinque persone.

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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