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Anche l’Enea in campo contro la disinformazione su coronavirus e cibo. Inaugurata una nuova sezione del portale Metrofood-Ri

Anche se non esiste alcuna prova di un passaggio del Sars-Cov 2 dal cibo all’uomo, le leggende corrono veloci, soprattutto sul web, e diffondono notizie del tutto prive di fondamento, quando non pericolose. Per combatterle scende ora in campo anche l’Enea, che ha dedicato una nuova sezione del portale del progetto Metrofood-Ri specificamente al tema. Gli autori dei testi e dei documenti pubblicati su questo sito sono oltre 2.200 ricercatori di 48 centri di ricerca e istituzioni di 18 pesi europei, che collaborano al progetto Infrastructure for Promoting Metrology in Food and Nutrition. Il portale raccoglie studi scientifici, linee guida e informazioni sulla tracciabilità, sui progetti dei grandi organismi internazionali così come dei centri nazionali, sulle frodi, sulle sofisticazioni e sulle contraffazioni, e poi Faq, consigli per l’acquisto e la conservazione dei cibi, indicazioni antispreco, lotta alla fame nel mondo e molto altro.

Il portale curato dall’Enea è diviso in due sezioni, una dedicata alla ricerca, alle ispezioni e al controllo, rivolta più ai decisori, ai gestori delle agenzie e ai ricercatori, e una pensata per il pubblico e per gli operatori del settore. La lingua prevalente è l’inglese, ma il sito è arricchito da molte infografiche e schemi che lo rendono comprensibile anche a chi ne non avesse piena padronanza e contiene documenti anche in altre lingue, sia pure in misura minoritaria. L’aspetto da sottolineare è comunque quello delle basi delle indicazioni e informazioni fornite. Il sito fornisce infatti sempre e soltanto dati, studi, numeri e consigli convalidati da studi citati. 

Il portale è impegnato in un lancio anche via social dei suoi contenuti, per combattere sul loro terreno i dispensatori di fake news e raggiungere il maggior numero possibile di utenti con una corretta informazione su tutta la filiera alimentare, fornire supporto e rispondere a dubbi e domande di consumatori e produttori.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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Un commento

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    Mettete in campo una forza speciale che combatta i maggiori produttori di fake news ed informazioni preconfezionate per creare allarmismo, i grandi mass media.Non una sola testata giornalistica di diffusione nazionale e non una tv ,in Italia, secondo me scamperebbero a questa forza speciale.Fare la comparazione fra correttezza di informazioni fornite dai mass media in Italia ed in Svizzera è umiliante.In Svizzera l’informazione è stata corretta e per nulla allarmistica, in Italia il delirio, ed i risultati si vedono, gente che gira da sola in macchina o a piedi in zona disabitate con mascherina e guanti, gente che ha paura che il virus salti fuori da un cespuglio e l’infetti, gente che sterilizza la spesa.L’Italia sta diventando la barzelletta d’Europa.E la differenza la vedo bene, lavorando in Svizzera e vedendo come si svolge la vita sia qui che li.