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Politica agricola Usa: sovvenzioni squilibrate e poca attenzione per chi produce frutta e verdura e per l`ambiente. Luci e ombre del Farm Bill

Tra 18 mesi scadono i 5 anni dopo i quali il Congresso degli Stati Uniti aggiorna il Farm Bill, il pacchetto di misure legislative che definisce la politica agricola americana in termini in qualche modo equivalenti alla Politica agricola comune europea (PAC).

Il Farm Bill contiene politiche anche molto diverse, che hanno implicazioni sulla nutrizione, sui programmi di conservazione ambientale e sulla spesa federale agricola che ha assorbito nel 2010 un importo pari a 96,3 miliardi di dollari.

L’Environmental Working Group (Ewg), una Ong ben organizzata di attivisti per l’ambiente, ha deciso di portare all’attenzione dei cittadini americani cosa non va nella politica agricola. Una serie di distorsioni che impoveriscono molti, arricchiscono alcuni e, soprattutto, fanno diventare obesi e malati tanti, mentre anche l’ambiente naturale ne risente.

1. I sussidi del Farm Bill, raccolti attraverso le tasse, sono destinati a 5 tipi di coltivazioni : mais, cotone, riso, grano e soia, dimenticando le reali esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Il 62% degli agricoltori americani non riceve nessun tipo di pagamento, stando al Dipartimento federale dell’agricoltura (Usda). Il 10% delle aziende raccoglie il 74% dei fondi.

2. L’amministrazione Obama sostiene che la frutta e verdura dovrebbero coprire circa metà del piatto, durante i pasti (vedi Ilfattoalimentare), ma solo una piccolissima parte del Farm Bill sostiene le produzioni di frutta e verdura. È un aspetto cruciale, già criticato in passato, per esempio dallo scrittore e attivista Michael Pollan: i sussidi al mais finirebbero per incentivare la produzione di sciroppo di glucosio (corn-syrup), molto economico ma anche poco sano. Mentre frutta e verdura sarebbero tagliate fuori. Solo considerando i buoni per le famiglie bisognose, che possono essere spesi in Farmers Market, si ottiene un minimo di bilanciamento

3. Stando alle disposizioni, i fondi federali dovrebbero andare soltanto a chi effettivamente lavora la terra. Ma nel 2010, ben 90mila beneficiari erano proprietari terrieri “assenti”, residenti in oltre 350 città americane…veri e propri rentiers.

4. Il sistema degli incentivi crea effetti perversi per gli agricoltori, spingendoli ad adottare modelli produttivi intensivi, con uso esteso di fertilizzanti e pesticidi e conseguenze negative sull’ambiente e sulla falda acquifera.

C’è anche qualche aspetto positivo nel Farm Bill. Come il denaro messo a disposizione per il Programma di assistenza nutrizionale integrativa (Snap), la versione aggiornata del Food Stamp Program per aiutare le persone meno abbienti ad acquistare cibo.

Un altro aspetto positivo riguarda il Senior Farmers’ Market Nutrition Program, che fornisce agli anziani vouchers per fare acquisti presso i Farmers’ markets; o il Fresh Fruit and Vegetable Program, che fornisce prodotti nutrienti alle scuole.

Tuttavia bisogna segnalare che questi progetti sulla nutrizione potrebbero essere i primi a saltare, se il Congresso deciderà di ridurre il debito federale, mentre i programmi sussidiati per gli agricoltori continueranno a sopravvivere.

Pochi i soldi stanziati per protezione ambiente, suolo e acqua, nonostante le altisonanti promesse del governo: quest’anno, 4 miliardi di dollari.

Solo il 2% dei cittadini americani è impegnato direttamente in agricoltura: di conseguenza, queste politiche pubbliche si avvantaggiano di un elevato livello di disinteresse da parte sia dei media che della opinione pubblica. Ciò ha implicato spesso negoziazioni di basso profilo tra maggioranza e opposizione, con interessi di bottega spesso prevalenti sul bene pubblico.

La Ewg propone di rinominare la legislazione, in virtù del suo impatto, “Food and Farm Bill” e di continuare a garantire la disponibilità di cibo sano per coloro che ne hanno bisogno, attraverso programmi di assistenza alimentare.

Altra proposta: incoraggiare la produzione di energie alternative davvero sostenibili, non come l’etanolo, supportato economicamente ma inefficiente. Ultimo snodo: il trasferimento di fondi da colture molto sussidiate a programmi di conservazione ambientale e  la necessaria riforma delle assicurazioni sui raccolti, che sono diventate un ulteriore sussidio per i produttori.

Riccardo Rossi

Foto: Photos.com

 

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