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Carlo Cannella ha firmato la nuova piramide alimentare per la prima infanzia che invita le mamme a diversificare il cibo

È stato l’ultimo progetto di Carlo Cannella, nutrizionista biochimico e direttore della scuola di specializzazione in Scienza dell’alimentazione presso l’università Sapienza di Roma, divulgatore noto al grande pubblico per la sua lunga collaborazione con Piero Angela a SuperQuark: la messa a punto, come coautore, di una Piramide alimentare per la prima infanzia. Ispirata ai principi della dieta mediterranea e della tradizione italiana nel divezzamento, è una bussola di facilissima lettura per orientare, con l’aiuto dei pediatri, le scelte nutrizionali dei genitori per i propri bambini. Obiettivi: favorire la massima varietà alimentare con una introduzione graduale degli alimenti, per impostare buone abitudini alimentari e costruire la salute del futuro adulto in una fase molto delicata della crescita.

La Piramide alimentare per la prima infanzia ha avuto il patrocinio di varie società italiane di pediatria e nutrizione (come la Federazione italiana medici pediatri, la Soietà italia di pediatria, la Socetà italiana dell’obesità, la Società italiana di nutrizione umana) e saranno proprio i pediatri a distribuirla ai genitori, completandola con le indicazioni specifiche per il loro piccolo.

Il divezzamento – o più correttamente, l’“alimentazione complementare” – indica il passaggio per il bambino dall’alimentazione esclusiva al seno materno all’assunzione di cibi semisolidi e solidi. «Il processo di introduzione dell’alimentazione complementare può essere suddiviso in due fasi fondamentali – spiega Andrea Vania, presidente dell’European Childhood Obesity Group e responsabile del centro di Dietologia e nutrizione pediatrica presso il policlinico Umberto I di Roma. «La prima fase rappresenta l’introduzione dalla primissima pappa, quando nella dieta giornaliera del bambino viene sostituito un pasto latteo con un pasto semisolido o solido. La seconda fase invece rappresenta la scoperta di nuovi alimenti, gusti e consistenze, aumentando pertanto la varietà nella dieta».

Le scelte alimentari effettuate durante il periodo di inizio dell’alimentazione complementare sono fondamentali per impostare le abitudini alimentari future e per evitare eccessi o carenze nutrizionali. In linea con le recenti indicazioni scientifiche internazionali della Società europea di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica sono state perciò ideate due piramidi ad hoc, a loro volta divise in indicazioni per la giornata e per la settimana. «I suggerimenti sono indicativi», avverte Vania. «Perché non tutti i bimbi sono uguali e crescono allo stesso modo. Spetta al pediatra segnalare ai genitori gli interventi nutrizionali più adatti per il singolo bambino».

Nella prima fase, tra il 5 e il 6° mese di età , i 4-5 pasti al giorno prevedono 1 pasto non latteo e 3-4 poppate, preferibilmente di latte materno o, in alternativa, formulato (la “base” della piramide). Spiega Andrea Vania: «La pappa deve essere nutrizionalmente completa: la prima piramide mostra come l’ideale sia un mix equilibrato di crema di cereali o pastina accompagnata con verdure e olio extravergine d’oliva cui aggiungere, in modo alternato, carne o pesce, preferibilmente liofilizzati (per facilitare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti), e poi frutta. Lo schema settimanale permette di distribuire in maniera più equilibrata e varia gli alimenti, fondamentale per impostare buone abitudini alimentari e per evitare squilibri tipici di una dieta monotona». La pappa, di solito, viene data a pranzo: ma sarebbe bene scegliere il pasto in cui sono presenti sia mamma sia papà.

I rimanenti pasti saranno a base di latte materno, ma se questo manca o non è sufficiente, è possibile farsi consigliare dal pediatra uno specifico latte formulato per l’infanzia. Da evitare l’utilizzo del latte vaccino che, anche in forma diluita, rappresenta un alimento non idoneo per il bambino perché nutrizionalmente squilibrato rispetto ai fabbisogni di quest’età. Sottolinea Andrea Vania: «L’Oms e le società scientifiche internazionali di pediatria raccomandano di non dare al piccolo il latte vaccino almeno fino al primo compleanno: in particolare, perché troppo povero di ferro biodisponibile e troppo ricco di proteine (circa tre volte in più rispetto al latte materno). Gli studi più recenti correlano il rischio di obesità in età adulta proprio a un eccesso di assunzione di proteine nei primi mesi di vita».

Nella seconda piramide, i 4 pasti al giorno sono suddivisi in 2 poppate di latte materno e 2 pappe. E aumenta la varietà di alimenti permessi: alla base della pappa composta da crema di cereali, pastina, riso o semolino, si possono aggiungere carne (3 volte), pesce (3 volte) o formaggio (2 volte), tuorlo d’uovo (1 volta, e le prime volte solo un quarto) e legumi (fino a 5 volte), per un totale di circa 28 pasti settimanali con porzioni cresciute anche nella quantità. Frutta e verdura sono presenti a ogni pasto. Alla pappa non va mai aggiunto sale o zucchero.

Nell’intenzione di Carlo Cannella, le Piramidi non solo sono state strutturate con l’indicazione dei pasti quotidiani, ma anche di quelli settimanali, così da permette di distribuire in maniera più equilibrata e varia gli alimenti. La varietà è fondamentale per impostare buone abitudini alimentari e per evitare squilibri che invece sono tipici di una dieta monotona.

Mariateresa Truncellito

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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