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Piombo e alluminio in integratore di zeolite e bentonite e mercurio in fette di verdesca… Ritirati dal mercato europeo 87 prodotti

Nella settimana n°37 del 2017 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 87 (20 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).

L’elenco dei prodotti distribuiti in Italia oggetto di allerta comprende tre casi: eccesso di piombo e di alluminio in integratore di polvere di zeolite (*leggi approfondimento sotto) e bentonite proveniente dalla Germania, con materie prime provenienti dalla Polonia; mercurio in lombi di pesce spada (Xiphias gladius) scongelati, provenienti dalla Spagna; mercurio in fette di verdesca (Prionace glauca) congelate, provenienti dalla Spagna.

Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: fipronil in rotolini surgelati alle uova dalla Germania; imballaggio bombato di hummus spalmabile dai Paesi Bassi; fipronil in tuorlo d’uovo pastorizzato, liquido dalla Polonia; fipronil in cinque lotti di uova dall’Italia; fipronil in miscela di uova fresche dall’Italia; sostanza non autorizzata (E265 – acido deidroidroico) nel rivestimento di formaggi provenienti dalla Spagna; escrementi di insetti in semi di canapa dalla Germania; infestazione parassitaria da Anisakis di nasello (Merluccius spp.) refrigerato, proveniente dalla Spagna; fipronil in frittata congelata proveniente dalla Francia.

Piombo
Piombo e Alluminio in integratore di polvere di zeolite e bentonite proveniente dalla Germania

Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, l’Italia segnala migrazione di manganese da cesto per la frittura dalla Cina; aflatossine in pistacchi sgusciati dall’Iran; fipronil in due lotti di uova dall’Italia; focolaio alimentare causato da istamina in lombi di tonno pinna gialla scongelato (Thunnus albacares) provenienti dalla Spagna; migrazione di nichel da servizio per l’insalata in acciaio inossidabile e bambù dall’India.

Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato, la Danimarca segnala un’allerta per la presenza di residui di pesticidi (clorpirifosi) in uva rossa (marca: Red Globe, venduta in vassoio in plastica da 1 kg, numero di lotto 37F, codice EAN: 5700380650035); la Francia segnala un’allerta per la presenza di ocratossina A in chicchi di grano precotti.

* Aggiornamento: Abbiamo appena ricevuto la precisazione da un produttore di Zeolite che spiega quanto segue.

Un prodotto che si ingerisce oggi in Europa può essere o un cibo, o un integratore, o un novel food o un dispositivo medico (DM) di classe IIA (o superiori), oppure un farmaco. La zeolite attivata è classificata come “dispositivo medico di classe IIA”. Un DM di classe IIa a uso orale deve avere il marchio CE seguito da un numero che designa l’organismo di registrazione. Bene, la maggior parte dei prodotti venduti in internet o non ha il marchio CE o non ha numero dopo il CE. Il primo prodotto senza CE non è nessuno di questi quindi fuori da ogni controllo, il secondo solo con CE è un DM di classe I che si registra solo con un’autodichiarazione (senza obbligo di studi clinici proprietari come quelli richiesti alla classe IIa) inoltre la produzione di DM in classe I (ad uso topico o con permanenza nell’organismo inferiore a 60 minuti) non richiede la ISO 13485 per la produzione di DM di classe superiore (IIa, IIb etc).

È ovvio che chi deve fare studi deve investire molto, gli altri molto meno, indi il prezzo è diverso. Inoltre l’attivazione è una tecnologia e non una parola, che sembra tutti usino oggi.

Quindi: nessuno dei prodotti di zeolite fuori dalla classe IIa (o superiori) può essere sicuro quando ingerito (il ciclo nel tratto gastro intestinale dura circa 24 ore minimo) perché non è stato sottoposto ad un iter di sicurezza idoneo allo scopo. Inoltre qualche azienda per incrementare la confusione mette un numero a caso dopo il CE, per cui conviene controllare sul sito del ministero se quello che ingerite è almeno un Dispositivo di classe IIa o superiori. Basta inserire il nome del produttore in etichetta sul sito del Ministero della salute. Attenzione: nessuno dei prodotti senza marchio CE o senza numero dopo il CE può legalmente essere accompagnato da indicazioni mediche relative al suo uso orale. Ogni anomalia può essere segnalata al ministero o ai NAS.

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9 Commenti

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    Come faccio a sapere la marca della zeolite incriminata? Ne ho giusto una confezione in casa di produzione tedesca.

    • Valeria Nardi

      Purtroppo in questo caso il Rasff non ha pubblicato il nome della marca del prodotto. Se si hanno delle perplessità si può chiedere al punto vendita dove si ha acquistato il prodotto, oppure chiamare l’azienda produttrice o distributrice.

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    Ne ho una di provenienza e produzione svizzera di una marca molto famosa, in capsule, è possibile che anche se non è indicato contenga metalli pesanti di cui si parla in questo articolo? =/

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    Buongiorno,

    mi chiedo a che serve allertare quando poi non si dice la marca dei prodotti incriminati ? sono le solite leggi fatte a….. e il vantaggio è sempre delle aziende che li producono ! Non so se mi sono spiegato ? Rendiamo queste aziende piu’ responsabile altrimenti fuori dal mercato ….!!!

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    Non so il tedesco e mi trovo in difficoltà.Ho comprato online le capsule e ho mandato una mail x chiedere spiegazioni ma non ho avuto nessunarisposta. Ha ragione il signor Marco, perchė non palesare il nome del le aziende incriminate? Non si tutelano i consumatori cosí!

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    Comperate quella italiana.
    Èla zeolite italiana è la migliore in assoluto.poi se volete seguire le mode..solo per il nome…allora succedono queste cose.
    La zeolite deve avere il suo colore naturale..se è bianca significa che è stata trattata con ipocloridato di sodio e chiaramente non è più naturale.
    Vi consiglio la zeolite Biomed italiana di un’azienda veneta,

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    Io ho usato e uso tutt’ora la zeolite della Geomedical azienda italiana…..qualcuno la conosce?