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Nuove raccomandazioni ‘dalla fattoria alla forchetta’ per una filiera a misura di futuro

Parlamento EuCon una risoluzione che non ha carattere legislativo, il Parlamento europeo ha approvato questo ottobre la strategia Farm to Fork (in italiano: Dalla fattoria alla forchetta, cioè dal produttore al consumatore), lanciata dalla Commissione europea nel 2020 e ha formulato le sue raccomandazioni per le future proposte legislative della Commissione europea in merito. L’obiettivo delle raccomandazioni appena delineate è quello di sottolineare uteriormente l’importanza di regimi alimentari che siano al contempo sostenibili, sani e rispettosi degli animali, avendo sempre come orizzonte il Green Deal, con le sue tematiche di clima, biodiversità, riduzione dell’inquinamento e salute pubblica.

Nel testo approvato, i deputati hanno sottolineato la necessità di una maggiore sostenibilità in ogni fase della filiera e hanno ribadito che tutte le persone coinvolte, dall’agricoltore al consumatore, hanno un ruolo da svolgere. Affinché gli agricoltori percepiscano una parte equa dei profitti ottenuti da alimenti prodotti in modo sostenibile, i deputati chiedono alla Commissione di intensificare gli sforzi, anche attraverso l’adeguamento delle regole di concorrenza, per rafforzare la posizione di chi si occupa della fase produttiva. All’interno del documento figurano anche importanti obiettivi legati all’alimentazione: sono rinnovate le linee guida per una sana alimentazione e si conferma l’impegno a contrastare il consumo eccessivo di carne, alimenti ultra-trasformati, sale, zuccheri e grassi, anche fissando livelli massimi di assunzione riconosciuti da tutti gli stati membri. Il Parlamento Ue raccomanda inoltre di migliorare il processo di approvazione dei pesticidi, fissando obiettivi di riduzione vincolanti, che dovrebbero essere raggiunti dai singoli Stati membri nei piani strategici nazionali di applicazione della Politica agricola comunitaria. Chiede inoltre di monitorare il rispetto delle norme fissate, allo scopo di proteggere gli impollinatori e la biodiversità.

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Il Parlamento Ue chiede un maggiore impegno nella riduzione delle emissioni derivanti dall’agricoltura e dal consumo del suolo

Per quanto attiene le emissioni di gas a effetto serra,  il pacchetto Pronti per il 55% entro il 2030 (Fit for 55, in Inglese) deve prevedere norme e obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni derivanti dall’agricoltura e dal relativo uso del suolo. Vanno inoltre definiti criteri rigorosi per la produzione di energia rinnovabile a partire dalla biomassa e devono essere ripristinati e potenziati i pozzi naturali di assorbimento del carbonio. Un capitolo delle raccomandazioni è inoltre dedicato al benessere animale, rispetto al quale si sottolinea l’importanza di una maggiore armonizzazione a livello Ue, con la determinazione di indicatori comuni e scientificamente fondati, l’eliminazione graduale delle gabbie e l’indicazione di autorizzare i prodotti per animali provenienti da paesi extra europei solo se rispettano gli standard di quelli comunitari. “Le politiche attuali dell’Ue – ha sottolineato Anja Hazekamp, relatrice della commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare – sostengono modelli agricoli dannosi per l’ambiente e aprono la strada all’importazione di prodotti non sostenibili. Proponiamo misure concrete per ridefinire i nostri sistemi alimentari, stimolando la produzione locale, lasciandoci alle spalle l’allevamento intensivo e le monocolture con elevato utilizzo di pesticidi”.

Infine, riguardo all’agricoltura biologica, l’indicazione del Parlamento Ue è quella di destinare più terreni a questo sistema entro il 2030, mettendo in atto iniziative di promozione, realizzando appalti pubblici e promuovendo una fiscalità favorevole a stimolare la domanda. “La responsabilità di un’agricoltura più sostenibile – ha dichiarato Herbert Dorfmann, relatore della commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale – richiede lo sforzo comune di agricoltori e consumatori. I nostri agricoltori stanno già facendo un ottimo lavoro e, quando chiediamo loro di ridurre ulteriormente l’uso di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, dobbiamo poi sostenerli per scongiurare che la produzione si sposti al di fuori dell’Ue. Garantire la disponibilità di prodotti alimentari a prezzi ragionevoli deve continuare a essere una priorità”. Ora la palla torna nelle mani della Commissione, che dovrà presentare il pacchetto di proposte legislative per implementare la strategia.

© Riproduzione riservata; Foto: Fotolia, iStock

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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