Trafila bronzo per pasta Foto Barilla concessa per Mostra Torino 2026

Dalla cucina francese ai ricettari di Artusi. Al Museo del Risorgimento di Torino una mostra sulle abitudini alimentari degli italiani.

Che cosa mangiavano gli italiani nell’Ottocento? E quando è nata una cucina nazionale? A queste domande prova a rispondere “A Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”, la mostra che ha aperto il 21 ottobre al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, a Palazzo Carignano, e resterà visitabile fino al 4 aprile 2027.

Curata dalla storica Ilaria Porciani, l’esposizione ripercorre oltre un secolo di abitudini alimentari, dalla fine del Settecento alla Prima guerra mondiale. Ricettari, menu, dipinti e utensili raccontano le differenze tra le cucine regionali, l’influenza francese, i banchetti aristocratici e la diffusione di osterie, caffè e ristoranti. Fra i protagonisti ci sono Cavour, frequentatore del torinese Del Cambio, e Pellegrino Artusi, autore del celebre ricettario.

Mostra Torino

Italia unita, ma cucine regionali

L’Italia si unificò politicamente nel 1861, ma continuò a mangiare in modi molto diversi. Disponibilità degli alimenti, reddito e tradizioni locali determinavano ciò che arrivava in tavola. I ricettari, i collegamenti ferroviari e la nascente industria alimentare favorirono gradualmente la circolazione dei prodotti e la conoscenza di specialità di altre regioni. L’identità gastronomica nazionale si costruì così nel tempo, senza cancellare la varietà delle cucine locali.

Un capitolo riguarda la Grande Guerra: nelle trincee soldati provenienti da regioni diverse conobbero nuove preparazioni e prodotti, dalla pasta alle conserve in scatola. Anche l’alimentazione militare contribuì quindi alla diffusione di abitudini comuni, in un Paese dove molti non avevano mai assaggiato i cibi dei connazionali.

Fra i materiali esposti figurano 23 libri ottocenteschi e dieci menu storici prestati da Barilla, insieme a trafile per la pasta e a una targa pubblicitaria in latta del 1913, mai mostrata prima al pubblico. Un’occasione per osservare anche come la produzione alimentare passò dagli utensili domestici alle prime forme di industrializzazione e pubblicità.

Tra i partner culturali figurano l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Fondazione Casa Artusi e Slow Food Italia. Partecipano anche l’Archivio Storico Lavazza e Baratti & Milano.

La mostra è accompagnata da incontri, spettacoli ed esperienze gastronomiche nei caffè storici della città. Informazioni e orari sul sito del museo.

© Riproduzione riservata Foto: Barilla, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

0 0 voti
Vota
Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Feedbacks
Vedi tutti i commenti
0
Ci piacerebbe sapere che ne pensi, lascia un commento.x