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La storia dell’olio di palma dalle foreste pluviali al nostro piatto: infografica interattiva del Guardian

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L’infografica del Guardian racconta la storia delle piantagioni

L’olio di palma è ormai presente nella metà dei prodotti alimentari e delle creme per la cura del corpo che compriamo. Il sito del quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato una infografica interattiva, che ripercorre la storia dell’olio di palma, dalle foreste al nostro piatto evidenziando i problemi correlati. Lo schema è interessante anche perché un calcolatore indica quanta foresta pluviale, misurata in campi di calcio, viene distrutta durante la nostra lettura. Alla fine viene indicato il totale, calcolato sulla base dei dati RSPO, secondo cui tra il 1990 e il 2010 l’espansione dell’olio di palma ha causato la perdita di 3,5 milioni di ettari di foresta pluviale in Indonesia, Malesia e Papua Nuova Guinea.

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La forza dell’olio di palma, rispetto a possibili oli alternativi, è che ha un’alta produttività per ettaro

L’infografica mostra la crescita esplosiva delle coltivazioni negli ultimi cinquant’anni, in particolare in Indonesia e Malesia, ed evidenzia un trend simile nei  paesi tropicali di Africa e America latina. Sulla possibile sostenibilità ambientale delle coltivazioni di palma da olio esistono posizioni diverse: secondo alcuni il consumo non trova posto in un modello di futuro sostenibile, mentre secondo i produttori, con normative severe e una gestione responsabile dei terreni, le coltivazioni sono compatibili con la conservazione dell’ambiente e la protezione delle comunità (molte delle quali si sono viste sottrarre le terre che gestivano da generazioni, utilizzando le foreste per le proprie necessità alimentari, curative e abitative). Dall’altra parte da alcuni, la coltivazione intensiva della palma da olio viene vista come l’opportunità di uscire dalla povertà in un paese come l’Indonesia, dove 28 milioni di persone vivono nell’indigenza.

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Solo il 16% dell’olio è certificato come sostenibile

La forza dell’olio di palma, rispetto a possibili oli alternativi, è che ha un’alta produttività per ettaro, richiede poco impiego di energia, di fertilizzanti e pesticidi. Per questo, l’attenzione e gli sforzi della maggior parte degli attivisti sono rivolte al rafforzamento del sistema di certificazione, per garantirne effettivamente la sostenibilità ambientale e sociale. Ad oggi, però, solo il 16% dell’olio è certificato come sostenibile e molte sono le critiche sull’efficacia di queste valutazioni. L’infografica mostra anche quanto olio di palma certificato viene utilizzato da alcune grandi aziende.

 

 

  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Avatar

    Ho acquistato in farmacia dei probiotici leggendo gli ingredienti mi trovo il mitico olio idrogenato di palma …….vorrei sapere ,ma anche nei farmaci si trova??