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Oktoberfest, sagre e eventi gastronomici: perché ci piacciono tanto? Uno studio prova a capirlo

Oktoberfest, Munich, Germany. Waiter holding beers, tent interior backgroundI grandi eventi in generale e quelli enogastronomici in particolare lasciano impronte profonde in chi vi prende parte. Per questo si tende a tornarci e quando, come è accaduto quest’anno, sono soppressi, se ne sente la mancanza. Chi li organizzava e soprattutto chi tornerà a organizzarli deve puntare sugli aspetti emozionali, se vuole raggiungere o consolidare il successo. Un esempio perfetto è l’Oktoberfest di Monaco, in Germania, che in anni normali attira fino a sette milioni di persone. L’evento è stato oggetto di uno studio da parte dei ricercatori dell’Università Statale di Washington e delle Università di Scienze applicate di Heilbronn e di Monaco, i cui risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Contemporary Hospitality Management.

Per capire le emozioni suscitate nei clienti, gli autori hanno intervistato oltre 800 partecipanti all’edizione dell’Oktoberfest del 2018, per il 56,5% uomini e in gran parte tedeschi, ma per il 12% provenienti da altri Paesi tra i quali Stati Uniti e Italia. Le domande vertevano sulla qualità di cibo e bevande, sulla sensazione di compartecipazione, sulle emozioni positive e durature provate, sull’impressione di vivere un’esperienza assolutamente unica, e poi si allargavano fino alla qualità di vita e al senso di soddisfazione.

Dalle risposte è emerso che ciò che lega gli avventori a un evento come l’Oktoberfest è proprio l’idea di prendere parte a qualcosa di memorabile che, per questo, lascia tracce e ricordi indelebili nella memoria. Naturalmente molto dipende dalla cura con cui chi lo gestisce prepara il cibo e le bevande serviti, e da quanto riesce a far sentire il cliente non solo a proprio agio, ma anche trattato con un riguardo particolare. Tutto ciò accresce l’empatia provata verso chiunque stia vivendo la stessa esperienza, e associa quest’ultima a sensazioni positive che si vogliono riprovare, e che migliorano il senso di soddisfazione per la propria qualità di vita.

Si tratta – sottolineano gli autori – ovviamente di risultati parziali, non solo perché riguardano un evento specifico, per quanto grande, ma anche perché le conclusioni sono estrapolate da risposte abbastanza generiche e soggettive. Tuttavia si possono trarre messaggi utili per creare le condizioni di una buona riuscita. L’elemento più importante, almeno in questo caso, è la creazione di un evento che sia vissuto come unico, caratterizzato da un’elevata qualità di quanto viene proposto, e nel quale organizzatori e partecipanti condividano la stessa esperienza, sia pure da fronti diversi.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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4 Commenti

  1. Avatar

    In Emilia Romagna prima del COVID c’era una sagra al GIORNO quasi x qualsiasi cosa…
    Cé voluto COVID 19 per fermare tutto.
    Gli intestini di molte persone ringraziano.

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      @Mattia anche in Piemonte potevi passare l’estate girando ogni giorno da una sagra all’altra, da una festa di paese all’altra, da una manifestazione all’altra, incontrando persone che come te avevano piacere di provare prodotti locali, vedere facce sorridenti, scoprire luoghi nuovi, partecipare a qualche ballo. Anche da noi il covid ha fermato tutto rinchiudendoci in casa, in solitudine, in tristezza, in paranoia, a vedere in tv telenovelas, fake news, novax, catastrofisti, tuttologi, e a imbottirci di cibo spazzatura sul divano.
      Migliaia di psicanalisti ringraziano.

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      @Mario
      Hai ragione, senza sagre, fiere, feste, manifestazioni si evita certamente il contagio da covid, perché anche se sono all’aperto non puoi fare a meno di avvicinarti agli altri e certamente non puoi bere o mangiare mascherato…

      Però a forza di evitare i contatti sociali una quantità di persone soffre di sintomi di depressione, non parliamo poi dei bambini costretti in DAD isolati ognuno a casa propria, alcuni hanno smesso addirittura di parlare… ci vorrà parecchio per tornare alla normalità.

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    La realtà è che se togli l’alcol da queste feste non ci va più nessuno o quasi