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Tutti i numeri del glifosato: negli ultimi dieci anni il suo utilizzo è esploso grazie alla diffusione delle piante GM resistenti all’erbicida

glifosato
Il glifosato è il diserbante più utilizzato e diffuso nel mondo

A guardarli bene, i numeri sono davvero impressionanti e significativi: il glifosato (l’erbicida della Monsanto al centro di una polemica senza precedenti dopo che l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione lo ha incluso nell’elenco dei possibili cancerogeni per l’uomo) è il diserbante più utilizzato a livello globale da quando è iniziata l’era dell’agricoltura chimica, e il suo impiego continua ad aumentare in maniera esponenziale.

A fare i conti ha provveduto l’Environmental Working Group, l’associazione ambientalista americana, che ha pubblicato su Environmental Science Europe i risultati. Dal 1994  al 2014 sono stati sparsi sui terreni di tutto il mondo 8,6 miliardi di chili di glifosate. A partire dal 1996 (anno dell’introduzione sul mercato delle prime piante geneticamente modificate per resistergli, chiamata HT, da Herbicide Tolerant), il suo impiego è cresciuto di 15 volte (20 volte negli Stati Uniti). Molti esperti intervenendo nel dibattito sulla cancerogenicità, dicono che sia associato ad altri rischi per la salute umana (malattie renali ed epatiche e linfomi).

glifosato
Il boom si è avuto quando sono apparse le colture resistenti all’erbicida

Ciò che desta preoccupazione è il costante aumento nell’impiego : il 74 % del glifosato utilizzato dalla metà degli anni 1970 a oggi, è stato applicato negli ultimi 10 anni, nel momento in cui negli States è esplosa la tendenza a coltivare soia e mais GM resistenti all’erbicida. Come si ricorda nel rapporto, quando il glifosate è stato immesso sul mercato, nel 1974, il suo impiego era limitato poiché uccideva sia le piante infestanti sia quelle coltivate. Con l’introduzione di quelle HT – mais, soia e anche cotone – è cambiato tutto, e i successi riportati nelle coltivazioni negli Stati Uniti hanno convinto altri grandi stati quali l’Argentina, il Canada, il Brasile e un’altra mezza dozzina di paesi a imitare il sistema. Il risultato è che negli Stati Uniti la quantità di glifosato è passata dai quasi 6 milioni di kg del 1995 ai 113 milioni del 2014, equivalente a  un incremento di circa 20 volte.

La speranza degli autori è che la pubblicazione porti a una riflessione che vada oltre le polemiche, per sostenere la ricerca sugli effetti del prodotto sull’uomo e sull’ambiente di una sostanza quantomeno sospetta. Nel frattempo l’azienda ha costituito un suo comitato di esperti, che è giunto a conclusioni molto diverse (e più favorevoli) rispetto al report dello IARC. Inoltre è al momento è impegnata in una controversia legale con lo stato della California che, grazie alla sua legge 165, impone di segnalare sempre e in maniera opportuna la presenza di un cancerogeno; in questo caso attraverso cartelli per  informare  la popolazione residente delle aree dove il glifosato viene utilizzato

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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4 Commenti

  1. Seguo da tempo questa questione e firmo tutte le petizioni possibili contro TTIP perché temo il futuro. Ho scelto di mangiare biologico ma non posso arrivar a tutto.

    • guarda un po che coincidenza …i risultati degli esperiti da loro incaricati … sono più favorevoli
      mi ricorda questione tipo “conflitto di interessi” e necessità di autonomia ….

  2. aggiungo…………… autonomia nel poter scegliere ..x noi consumatori => indicare in etichetta anche quando ci sono prodotti di origine animale che sono stati alimentati con mais OGM!!!
    viceversa …….x i conumatori TUTTI
    fate attenzione e preferite ove possibile FILIERE CERTIFICATE !!!
    prima o poi dovranno ridursi i margini di chi usa mangimi ogm …..

  3. Monsanto & Co. hanno talmente tanti interessi privati da tutelare ovunque, che si ritengono i “padroni” del mondo. sono certo che difendono il loro potere in diversi e creativi modi…