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L’obesità infantile preoccupa nei Paesi del sud Europa, Italia compresa: è l’effetto della dieta mediterranea che scompare?

obesita infantile sovrappeso bilanciaI bambini dell’Europa meridionale – Italia compresa – continuano a soffrire di obesità più dei loro coetanei del resto del continente, forse a causa della progressiva scomparsa della dieta mediterranea, ormai sostituita da uno stile alimentare di tipo “occidentale”. L’ennesimo allarme arriva da uno studio realizzato dall’Oms, in 21 Paesi europei su oltre 600 mila bambini e bambine, che ha confermato come nei luoghi natali della dieta mediterranea – come Spagna, Grecia, Italia – si registrino i livelli di obesità infantile severa più alti d’Europa (oltre il 4%).

I risultati dell’indagine dipingono un quadro particolarmente allarmante per l’Italia e il resto dei Paesi mediterranei. Nel nostro Paese, infatti, quasi un bambino su due soffre di eccesso di peso (42,7%) e uno su cinque è obeso (19,5%). Scendendo nel dettaglio, il 23,2% dei bambini in età scolare sono sovrappeso, il 15,2% è obeso e il 4,3% è in condizione di obesità severa, che colpisce tre volte più i maschi (6,4%) rispetto alle femmine (2%).

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Prevalenza di sovrappeso, obesità infantile e obesità severa tra i bambini di 21 Paesi europei (©OMS)

Situazioni analoghe si registrano negli atri Paesi dell’Europa meridionale, con Malta che segna il record di obesità severa tra i bambini (5,5%), seguita da Grecia (4,8%), San Marino (4,6%) e Repubblica di Macedonia (4,4%). Al contrario, nei Paesi dell’Europa del Nord, come Svezia e Norvegia, e quelli occidentali come Belgio e Irlanda, la prevalenza delle forme più gravi di obesità non supera il 2%.

Non c’è ancora una spiegazione certa che possa giustificare la maggiore incidenza dell’obesità infantile nel sud Europa. La perdita di un modella di alimentazione di tipo mediterraneo è solo una delle possibili cause, anche se la più suggestiva, offerte dai ricercatori, che elencano anche un minore rapporto altezza/età tra i bambini dei Paesi mediterranei, differenze di peso alla nascita, durata del sonno e attività fisica, così come il livello di scolarizzazione dei genitori: la prevalenza di obesità severa è più bassa tra i bambini le cui madri hanno livelli di educazione più elevati (laurea o superiore).

In ogni caso, lo studio dimostra che il numero di bambini europei che soffrono di obesità severa è impressionante: si parla di quasi 400 mila bambini tra i 6 e i 9 anni di età solo nei 21 Paesi che hanno partecipato all’indagine. Numeri che non si possono più ignorare e che richiedono interventi efficaci a livello educativo, sanitario e sociale, per esempio proteggendo i bambini dal marketing aggressivo di cibi ricchi di grassi, sale e zucchero.

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  Giulia Crepaldi

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2 Commenti

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    Lucia Ballarin

    Buongiorno!
    Come insegnante sono anch’io preoccupata dall’aumento di bambini e ragazzi sovrappeso.
    Purtroppo, non basta quanto stiamo facendo come scuola. I progetti che realizziamo non sono sufficienti a far capire che “Si mangia per vivere e non si vive per mangiare”. Il progetto “Frutta a scuola” è un buon tentativo di far apprezzare la frutta, ma dalla quantità che ne rimane dopo la distribuzione, si capisce che il rifiuto è forte. Le merende dei nostri alunni sono ancora e ancora patatine fritte, biscotti farciti, panini al salame, bibite dolci e succhi di frutta zuccherati. La vita sacrificata di padri e madri che lavorano con i frenetici ritmi attuali, è in parte responsabile della cattiva alimentazione dei loro figli, ma non è solo questo.
    Secondo me, il vero problema è che non c’è più tempo per cucinare in casa. Il cibo industriale del supermercato che ha accorciato i tempi di cottura, ha abituato a gusti forti, salati, piccanti o dolcissimi. Il cibo, poi, ha una valenza affettiva molto importante: è legato all’amore tra genitori e figli. Il tempo negato al figlio, viene compensato con il cibo… E più un genitore assente si colpevolizza, più accontenta il figlio nelle sue richieste di “cibo gratificante”. Mi si perdoni questa considerazione, ma sembra che la nostra società stia regredendo alla “fase orale” del bebè che trae piacere dal cibo e si identifica con esso: “Mangio dunque sono”…

  2. Avatar
    claudio panzironi

    Ho 65 anni mangiavo sicuramente mediterraneo ma pesavo quasi 70 kili ed ero pre obeso. Con l’etàdella ragione ho recuperato una forma decente ed ora peso 56 kili. A parte l’attenzione alimentare, da più di 40 anni l’attività fisica è un must prioritario.
    Ora MI sembra che più che alla scompars della ormai chimerica dieta mediterranea ( tutti ne parlano ma nesuno sa con precisione cosa sia) l’obesità sia più marcata prorpio nei paesi più mediterranei, ovela bici non è il mezzo di trasporto più usato ( come nei paesi del nord) e dove di sicurol’attività fisica ( dei ragazzi e non), l’attenzione alle problematiche ambientali non rientra nei programmi prioritari dei governi.
    Quindi attribuire tutto all’ abbandono della dieta mediterranea ( che viceversa può essere uno tra i motivi) mi sa tanto di campagna di marketing