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Notizie dal mondo: bibite zuccherate, tasse, packaging nanotech, integratori alimentari, standard Halal

Le notizie dal mondo di questa settimana arrivano da: Francia, Olanda, Stati Uniti e Paesi islamici

 

bibite zuccherate 163975916Primo studio sull’efficacia di una tassa sulle bibite zuccherate: simulato il comportamento di acquisto in un supermercato virtuale in 3D.

Riduzione modesta dei consumi ma significativi effetti cumulativi nel lungo periodo. Una tassa sulle bibite zuccherate produce un minor consumo di queste bevande, seppur moderato, senza che le persone le sostituiscano con dolcificanti artificiali o snack zuccherati. Aumenta, invece, l’acquisto di caffè e tè. Lo afferma una ricerca condotta in Olanda, che per la prima volta ha studiato con metodo scientifico l’effetto di questa misura fiscale, che è sempre maggiormente oggetto di attenzione da parte dei legislatori. Continua a leggere l’articolo

 

Un rapporto del Senato francese propone di aumentare l’Iva per alimenti nutrizionalmente poveri, bibite zuccherate ed energy drink.

Quando si parla di tassazione di tabacco, alcol e cibi nutrizionalmente poveri, sarebbe bene abbandonare l’espressione “fiscalità comportamentale”, che è inappropriata e andrebbe sostituita con quella di “contributo alla salute pubblica”. Si tratta di una modifica lessicale, che eliminerebbe un aspetto morale e colpevolizzante, e che dovrebbe essere accompagnata da una chiara evidenza, sinora mancante, del legame tra questo contributo fiscale e i costi sanitari e finanziari dei consumi che si intende disincentivare. Continua a leggere l’articolo.

 

muffa 470084123L’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente ordina il ritiro di recipienti per alimenti contenenti nanoparticelle d’argento.

È il primo ritiro di un articolo per alimenti realizzato usando nanotecnologie. Le nanoparticelle d’argento (Nano Silver), sono state presentate dall’azienda produttrice, Pathway Investment Corporation, come rimedio per ridurre la crescita di muffe, funghi e batteri. Queste affermazioni fanno rientrare i contenitori della Pathway nella categoria dei pesticidi e quindi devono essere testati, registrati e autorizzati dall’EPA, cosa che invece non è avvenuta. Ad Amazon, Wal-Mart e altre catene di distribuzione, che vendevano i nuovi  contenitori online, è stato ordinato di toglierli dal catalogo. Continua a leggere l’articolo.

 

integratori CapsulesGli integratori pericolosi vengono ritirati dal mercato solo dopo che hanno arrecato danno: sarebbe meglio testarli prima.

La Food and Drug Administration (FDA) ha il compito di individuare e rimuovere dal mercato gli integratori ritenuti pericolosi, ma questa operazione non avviene sempre oppure è  fatta con un certo ritardo. I consumatori avrebbero invece diritto a un programma di sorveglianza, adeguatamente finanziato, in grado di scoprire rapidamente gli integratori pericolosi. Ma anche un cambiamento così ambizioso non impedirebbe agli integratori a rischio di arrivare sul mercato per questo la legge deve essere cambiata. Lo scrive Pieter Cohen, professore di medicina alla Harvard Medical School, in un articolo pubblicato dal New England Journal of Medicine, in cui, alla luce di diverse esperienze, sostiene che ogni ingrediente degli integratori dovrebbe essere sottoposto a rigorosi test di sicurezza, prima di essere commercializzato. Continua a leggere l’articolo.

 

Halal 468101989Gli sceicchi arabi pronti a investire in Italia, ma non vogliono interferenze da parte dei non musulmani sulla certificazione degli standard alimentari Halal.

Gli sceicchi arabi, la finanza e i capitali islamici si dichiarano pronti a portare fuori dalla crisi l’Europa e in particolare l’Italia, purché seguano, nella “produzione, nella logistica e nella commercializzazione”, gli standard Halal (parola che in arabo significa “conforme” ai precetti della Sharia, ovvero i dettami della legge dove si dice cosa è lecito o proibito per un musulmano). È questo il messaggio lanciato a fine marzo dal World Halal Food Council, che ha riunito a Roma i rappresentanti di 57 Stati islamici. Continua a leggere l’articolo

 

Beniamino Bonardi

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Foto: Thinkstockphotos.it

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Sono daccordo, gli alimenti cosiddetti junk, che fanno male andrebbero tassati di più per disincentivarne l’acquisto, mentre gli alimenti sani andrebbero detassati, per aumentare lo stato di salute fisico delle persone