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Notizie dal mondo: riduzione di sale, carne di agnello, radiazioni ionizzanti, pesticidi nel polline e General Mills

Le notizie dal mondo di questa settimana arrivano da Inghilterra, Stati Uniti, Europa

 

sale 470746783In Inghilterra, nell’ultimo decennio la riduzione di sale ha giocato un ruolo chiave nella diminuzione degli attacchi cardiaci e delle morti

 

Negli ultimi dieci anni, il consumo medio giornaliero di sale in Inghilterra è diminuito di 1,4 grammi, pari al 15%, e questo probabilmente ha avuto un ruolo chiave nella riduzione del 40% degli attacchi cardiaci e di ictus, registrata nello stesso periodo. Tradotto in numeri, si sono prevenuti circa 18.000 ictus e attacchi cardiaci, metà dei quali sarebbero stati fatali. L’assunzione media di sale, però, resta ancora alta e necessita di ulteriori riduzioni. Infatti, il 70% della popolazione adulta assume ancora più dei sei grammi giornalieri di sale raccomandati, con l’80% del sale proveniente dai cibi trasformati. Continua a leggere l’articolo.

 

Gli Stati Uniti autorizzano il trattamento dei crostacei con radiazioni ionizzanti

 

crostacei gamberetti 467128375La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha deciso di autorizzare l’irradiamento dei crostacei, per controllare la proliferazione di agenti patogeni e prolungare la conservazione di granchi, gamberi e aragoste. La decisione è stata adottata in seguito a una petizione del National Fisheries Institute, un’organizzazione promossa dalle aziende della pesca e del commercio di pesce. L’utilizzo di radiazioni ionizzanti sui crostacei è stato autorizzato dopo una valutazione di sicurezza in merito alla potenziale tossicità, l’effetto sui nutrienti e il potenziale rischio microbiologico di questo trattamento. Continua a leggere l’articolo.

 

Frode sulla carne di agnello nei take away della Gran Bretagna

 

L’organizzazione dei consumatori britannica Which? ha effettuato dei test su piatti di carne di agnello in sessanta take away di Londra e Birmingham, scoprendo che in 17 casi, oltre alla carne d’agnello, c’erano anche carni più economiche, come manzo e pollo, in quantità superiore al 5%, il che, secondo l’organo dei consumatori, autorizza a definire la contaminazione un’adulterazione, frutto di una frode deliberata. In sette casi, la carne d’agnello non c’era del tutto. Il DNA di cinque campioni acquistati a Londra non è stato identificato, probabilmente perché la carne era stata cotta troppo o sottoposta a cotture ripetute. Continua a leggere l’articolo.

 

Residui di pesticidi in due terzi del polline europeo

 

ape 475467613Le analisi di oltre cento campioni di polline raccolto in dodici paesi europei hanno rilevato la presenza di 53 composti chimici: 22 insetticidi/acaricidi, 29 fungicidi e due erbicidi. I residui di almeno uno di questi sono stati identificati in 72 dei 107 campioni di polline. Lo indica uno studio condotto da Greenpeace, che evidenzia le alte concentrazioni e l’ampia gamma di fungicidi presenti nel polline raccolto vicino ai vigneti in Italia, l’uso diffuso di insetticidi killer delle api in quello dei campi polacchi, la presenza di DDE (un prodotto di degradazione del DDT, tossico e bioaccumulabile) in Spagna, il ritrovamento frequente del neonicotinoide thiacloprid in molti campioni raccolti in Germania. In termini di aree geografiche interessate e numero di campioni prelevati simultaneamente, questo è uno degli studi più estesi realizzati finora sui residui di pesticidi presenti nel polline raccolto dalle api. Continuare a leggere l’articolo.

 

Travolta dalle polemiche, General Mills fa dietrofront sul tentativo di vietare ai clienti insoddisfatti di rivolgersi ai tribunali

 

“I consumatori non hanno apprezzato (…) Non avremmo mai immaginato una tale reazione (…) Siamo dispiaciuti di esserci avviati su questa strada e speriamo che vogliate accettare le nostre scuse.” Con queste parole, General Mills, proprietaria dei cereali Cheerios e di altri marchi alimentari, ha deciso di fare marcia indietro e di cancellare le modifiche alle proprie norme sulla privacy, che aveva annunciato sul proprio sito in lingua inglese il 2 aprile e che limitavano il diritto dei consumatori di denunciare la compagnia in tribunale, obbligandoli a un arbitrato, secondo le regole indicate dalla compagnia. Continua a leggere l’articolo.

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

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