Dalle polemiche sulle carenze a Parigi 2024 alle incognite sui costi della ristorazione per Milano Cortina 2026
Prima di Milano Cortina, alle Olimpiadi di Parigi 2024 il cibo è finito più volte al centro delle cronache, non per l’eccellenza gastronomica francese ma per lamentele, polemiche e criticità organizzative emerse soprattutto all’interno del Villaggio Olimpico. Un tema tutt’altro che secondario, perché l’alimentazione è parte integrante della preparazione atletica e un errore, anche minimo, può incidere sulla performance o sulla salute degli sportivi.
Pasti insufficienti e poche proteine
A Parigi nei primi giorni dei Giochi diversi atleti hanno denunciato porzioni insufficienti e una scarsa disponibilità di alimenti proteici, come uova, pollo e carne. In alcune fasce orarie i prodotti risultavano esauriti, costringendo gli atleti a ripiegare su alternative non sempre adeguate alle esigenze nutrizionali di chi si allena e gareggia più volte al giorno. Le critiche sono arrivate da più delegazioni e hanno trovato conferma anche nelle ammissioni degli organizzatori, che hanno parlato di problemi di sottostima dei volumi e di necessità di ricalibrare rapidamente le forniture.

Oltre alla quantità, è stata messa in discussione anche la qualità del cibo. Alcuni atleti hanno raccontato di pasti giudicati poco curati o non adeguatamente cotti. Anche altri sportivi hanno parlato di latte annacquato, menu ripetitivi e difficoltà nel reperire cibo adatto nei momenti di maggiore afflusso.
La scelta “green”
Le tensioni registrate a Parigi 2024 hanno evidenziato un difficile equilibrio tra l’impostazione “green” dei Giochi e le reali necessità fisiologiche degli sportivi. Sebbene la scelta di un menù a forte trazione vegetale e plant-based fosse coerente con gli obiettivi climatici, molti atleti l’hanno giudicata inadeguata a coprire gli elevati fabbisogni energetici e proteici richiesti durante le competizioni.
Questa discrepanza ha costretto gli organizzatori a intervenire d’urgenza nelle fasi iniziali dell’evento, aumentando le forniture e modificando i menù per ripristinare le giuste quantità di nutrienti. La criticità è stata tale da spingere alcune delegazioni, come quella britannica, a reclutare chef privati per garantire agli atleti l’apporto calorico necessario, pur restando in un contesto di sicurezza alimentare privo di focolai di intossicazione.
Perché Parigi è rilevante
Il caso Parigi 2024 rappresenta un precedente importante per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 dove a pochi giorni dell’inaugurazione non si conoscono i listini dei prezzi applicati nelle aree di ristorazione per il pubblico e anche sui pasti serviti atleti. L’unica informazione resa pubblica riguarda un intervallo di prezzo, comunicato dalla responsabile Food & Beverage della Fondazione Milano Cortina 2026: da 13 euro per un panino più una bevanda, fino a 25 euro per un pasto strutturato (secondo, contorno e bevanda alcolica).
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giornalista redazione Il Fatto Alimentare


