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Dietro la maxi causa civile intentata da Mediaset contro Fabrizio Corona da 160 milioni c’è un meccanismo poco visibile ma potentissimo: il costo proibitivo della difesa (fino a 400 mila €) per affrontare una “lite temeraria”?

La causa record intentata da Mediaset contro Fabrizio Corona — una richiesta danni da 160 milioni di euro — nasconde un’insidia tecnica che va oltre la sentenza: il costo proibitivo della difesa”. In una causa civile, l’onorario degli avvocati non è arbitrario, ma proporzionato al valore della controversia. Dichiarando un danno così elevato, Mediaset ha alzato l’asticella a un livello tale da rendere la difesa un lusso quasi insostenibile.

Secondo i parametri forensi (DM 147/2022), un avvocato che deve difendere un cliente da una richiesta di tale entità si trova di fronte a calcoli vertiginosi. Se la causa arriva a sentenza, la parcella complessiva del legale di Corona potrebbe oscillare tra i 300 e 400mila euro  (IVA e oneri inclusi).

Giudice o avvocato firma un documento su un tavolo, su cui è presente un martelletto; concept: tribunale, diritto, legge

Asimmetria economica

Mediaset, per avviare la causa, ha pagato allo Stato un “contributo unificato” massimo di soli 1.686 euro. Una cifra irrisoria per un’azienda con miliardi di fatturato. Corona, per non restare contumace e difendersi efficacemente, deve invece mettere a budget centinaia di migliaia di euro solo per onorare il lavoro dei propri legali, indipendentemente dal fatto che abbia ragione o torto.

Perché civile e non penale?

La scelta di Mediaset di procedere in sede civile anziché penale appare come una mossa calcolata. Nel penale, una querela per diffamazione costa poche decine di migliaia  di euro e non obbliga la controparte a esborsi legali massicci. Nel civile, invece, la richiesta di 160 milioni funge da “bazooka” economico, obbligando  la difesa a  costi legali sproporzionati.

Lite temeraria contro Corona?

La difesa di Corona potrà ipotizzare che Mediaset abbia gonfiato la richiesta risarcitoria non per un reale calcolo del danno, ma per scopi intimidatori. Questo caso  è il classico meccanismo delle liti temerarie SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), dove l’obiettivo non è vincere la causa per ottenere un risarcimento, ma “asfissiare” la controparte obbligandola a costi di difesa insostenibili. Poi bisogna considerare che se anche Corona vince, Mediaset può ricorrere in Appello che è un’altro colpo di grazia finanziario.  Il vero pericolo per Corona non è l’eventuale condanna finale, ma il ‘pedaggio’ per entrare nel processo.

Il pool legale di Fabrizio Corona dovrà  dimostrare che Mediaset, pur avendo il diritto di tutelare la propria immagine, ha abusato del mezzo processuale. È su questo squilibrio che la difesa giocherà la carta della lite temeraria: dimostrare che il colosso televisivo ha usato il tribunale come una pressa economica, trasformando il diritto alla difesa in un costo proibitivo per chiunque non abbia le spalle larghe come una multinazionale.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos.com

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