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Nascondere le verdure nei dolci per farle mangiare ai bimbi non è indispensabile. Ma devono conoscerle

Nascondere le verdure in cibi insoliti, come torte o biscotti, ovviamente senza svelarne il segreto, è uno dei trucchi più utilizzati per farne mangiare un po’ ai bambini più recalcitranti. Eppure non è detto che sia necessario: se i bimbi conoscono già le verdure accettano volentieri il dolce “modificato”, anche sapendo che contiene magari delle zucchine.

 

È quanto hanno osservato Lizzy Pope e Randy Wolf, due nutrizioniste dell’Università del Vermont, in uno studio con 68 bambini tra i 6 e i 14 anni. Tra l’altro, non tutti gli esperti ritengono che la strategia della verdura nascosta sia valida: c’è chi pensa che non promuova davvero il consumo di verdure e, in generale, di alimenti sani, perché, non sapendo che le stanno mangiando, i bambini non si abituano a conoscerle e a cercarle.

 

Nello studio, ai bambini sono stati proposti tre dessert differenti: due porzioni di pane al cioccolato, due di pane speziato e due biscotti al cioccolato. Tutte contenevano una verdura – rispettivamente zucchine, broccoli e ceci – ma solo una delle due porzioni aveva un’etichetta che lo dichiarava esplicitamente. Le ricercatrici hanno chiesto ai piccoli di dire se le due porzioni dello stesso dessert avevano lo stesso sapore o se una era più buona.

 

Contrariamente a quanto ci si aspettava, i bambini non hanno trovato differenze nel caso del pane al cioccolato con zucchine e del pane speziato con broccoli. Nel caso dei biscotti, invece, sono stati nettamente più apprezzati quelli che non dichiaravano i ceci.

 

Secondo Pope e Wolf il problema non sono tanto i legumi, quanto il fatto che i bambini non li conoscevano: l’81% dei piccoli, infatti, non aveva mai mangiato ceci nell’anno precedente, mentre più o meno tutti avevano avuto a che fare con le altre due verdure. Una conferma, per le nutrizioniste, del fatto che i bambini a tavola sono spesso poco disponibili nei confronti delle novità.

 

Attenzione però: la prova non significa che il modo in cui viene presentato un alimento abbia un’importanza secondaria rispetto al livello di accettazione. In questo caso specifico si è solo visto che l’informazione sulla presenza o meno della verdura non è tutto, perché entrano in gioco altri fattori, come la familiarità con il cibo. Insomma, per Pope e Wolf la conclusione è chiara: bisogna cercare di far conoscere ai bambini quante più verdure possibili.

 

 

Valentina Murelli

foto: Photos.com

 

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