Home / Nutrizione / Mangiare gli insetti è una curiosa pratica esotica o una necessità nutrizionale e ambientale valida anche per l’occidente

Mangiare gli insetti è una curiosa pratica esotica o una necessità nutrizionale e ambientale valida anche per l’occidente

bambino insetti
Per ogni uomo, ci sono sul pianeta quaranta tonnellate di insetti già disponibili

In Italia servirà del tempo per convincere la popolazione che inserire gli insetti nella dieta può essere importante. Da un lato c’è l’efficacia nutrizionale, comprovata da diversi lavori scientifici, dall’altro una maggiore sostenibilità ambientale, in un periodo in cui la terra è oltremodo sfruttata per l’allevamento e i mari sono sempre meno pescosi. Per ogni uomo, ci sono sul pianeta quaranta tonnellate di insetti già disponibili.

 

Ma nonostante l’entomofagia sia stata sfruttata prima che fossero scoperte la caccia e l’agricoltura, in Italia si parla raramente dell’opportunità di utilizzare gli insetti a tavola. «Conviene abituarsi, perché dal 2020 non avremo molte alternative», disse un anno fa Marcel Dicke dell’università olandese di Wageningen, il principale ateneo europeo a occuparsi di entomofagia, in un’intervista rilasciata a “Wired”. Chi ascolta, lo fa spesso con sospetto.

 

Mangiare grilli, cavallette e formiche potrebbe presto divenire la soluzione alla fame nei paesi in via di sviluppo e offrire una soluzione in più ai menù consumati sulle nostre tavole. Il tema è di stretta attualità: a Londra è in corso “Pestival 2013”, il primo festival dedicato agli insetti come alimento. Non si tratta di un incontro tra addetti ai lavori visto che la Fao finanzia da anni programmi di ricerca nel sud-est asiatico e in Africa, dove due miliardi di persone mangiano larve e insetti. «Nel 2050 saremo nove miliardi e l’incremento della popolazione mondiale pone il problema di come garantire a tutti un equilibrato apporto alimentare – spiega Roberto Valvassori, docente ordinario di zoologia all’università dell’Insubria -. È necessario ricercare fonti alimentari sostenibili per non compromettere la biodiversità e le risorse territoriali, idriche e forestali».

 

pestival-insetti
A Londra si tiene “Pestival 2013” il festival dedicato agli insetti come alimento

Nel mondo sono 1900 le specie di insetti commestibili riconosciute dalla Fao e consumate soprattutto in America centrale e meridionale, Africa, Asia e Australia. Nella lista troviamo cavallette, termiti, formiche, coleotteri, falene. «In Thailandia alcuni insetti vengono considerati una vera rarità, mentre in Occidente l’idea di mangiarli suscita disgusto, anche se dal punto di vista nutrizionale sono un’ottima fonte di grassi, proteine e sali minerali».

 

Il tabù è già stato fatto cadere in Europa da alcuni cuochi di grido come Renè Redzepi, proprietario del Noma di Copenhagen, considerato il miglior ristorante al mondo e Carlo Cracco che inseriscono piatti a base di insetti nei loro menù.

 

baco-seta-insetti
Per produrre la stessa quantità di proteine dagli insetti basta un quarto del cibo somministrato alle pecore e la metà di quello dato a suini e polli.

Ciò nonostante, nel mondo sono pochissimi gli allevamenti controllati. Nascono da questa evidenza diverse problematiche correlate alla raccolta indiscriminata dall’ambiente. «Chi si ciba di insetti, o li utilizza come mangime per i propri animali di allevamento, lo fa sottraendoli direttamente in natura, pratica che pone problemi legati al prelievo indiscriminato e alla conservazione – afferma Valvassori -. L’argomento è però di grande interesse per le potenzialità che potrebbe assumere a livello ambientale: per produrre un chilo di insetti bastano due chili di vegetali, mentre per un chilo di carne bovina ne servono dieci».

 

Il costo della carne è in aumento: in termini economici, ma anche di ettari di foresta distrutti per il pascolo o per coltivare il foraggio per il bestiame. Gli studiosi di entomofagia segnalano il basso contributo degli insetti in termini di emissioni di gas serra, accompagnato da un alto tasso di conversione alimentare. Necessitano di un quarto del cibo con cui vengono fatte crescere le pecore e della metà di cui si nutrono suini e polli, per produrre la stessa quantità di proteine.

 

La Cina ha già allestito enormi allevamenti di larve, Zimbabwe e Laos hanno sviluppato diversi progetti di raccolta degli insetti. Il business è partito anche nel Regno Unito, seppur non in via ufficiale: qualche settimana fa un uomo è stato arrestato alla dogana di Gatwick dopo essere sceso da un volo proveniente dal Burkina Faso con 94 chili di larve, del valore di circa quarantamila euro.

 

Fabio Di Todaro

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Fit woman showing hands heart sign on her stomach

L’intestino è il “secondo cervello” dell’organismo che influenza umore e psiche. Ne parla Rita Bugliosi in una nota su l’Almanacco della Scienza del CNR

Sono sempre più numerose le prove di una profonda connessione tra il cervello e l’intestino, …

2 Commenti

  1. Alla faccia regole HCCP e ASL e via di seguito…!
    E chi è schizzinoso…!?

  2. Ciao sapete dirmi se gli insetti contengono purine come carne e pesce?o magari in quantità minori? Grazie ciao